Agrigento 2020: “Silvio Alessi” vince le primarie del Patto della Concordia

silvio alessiAgrigento, ore 7:55 – Come volevasi dimostrare. L’esito delle primarie della coalizione “Agrigento 2020” ha confermato quanto è stato preventivato alla vigilia: la vittoria di Silvio Alessi, presidente dell’Akragas, che sarà il candidato sindaco alle amministrative del prossimo 31 maggio. Una vittoria schiacciante: Alessi, nei 10 seggi ha ottenuto  2.152 voti, quasi il 53% se si considera il totale dei votanti (4.126 elettori che si sono recati alle urne), distaccando notevolmente l’avversario del Pd, Epifanio Bellini che si è fermato ad 808 voti. Nonostante sia corso da solo, Peppe Vita ha portato a casa un buon risultato: 567 voti. Buona la performance di Pietro Marchetta che ha “convinto” in tutto 534 elettori a votare per lui.

tabella voti primarie

 

 

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“E’ stata la festa della democrazia. Ha vinto il candidato che la gente ha voluto e adesso diventa il candidato di tutta la coalizione “Agrigento 2020”. E’ raggiante di gioia, nonostante le polemiche della vigilia, il presidente della coalizione di centrosinistra, allargata al Patto per il territorio (dove ci sono esponenti di Forza Italia e socialisti), Peppe Zambito, che è anche il segretario provinciale del Partito democratico. “L’affluenza ai seggi – aggiunge Zambito – è la dimostrazione del fatto che chi ha sparato a zero sulle primarie “vere” ha avuto la risposta della gente. Portare circa 4 mila persone a votare è stata la più grande risposta che gli elettori potevano darci. Finalmente un candidato sindaco che sarà espressione del popolo e non dei potentati politici”. La soddisfazione del segretario del Pd “oscura” quelle che sono state le polemiche, anche interne al Partito democratico. Ma è chiaro che i risvolti ancora non si sono visti. Ieri, proprio quando le urne erano aperte, sulle primarie ad Agrigento è intervenuto Giuseppe Civati, anima “dissidente” del Pd, che ha partecipato a Palermo alla convention di “Sottosopra” per rilanciare il centrosinistra. “Ad Agrigento sono più avanti – ha detto Civati. Ma lì accade quello che sta accadendo nel Pd in tutta Italia, cioè che dirigenti e componenti culturali della destra partecipano alla vita del Pd e addirittura fanno le primarie”. Entra a gamba tesa sulle elezioni preliminari anche Fabrizio Ferrandelli con un tweet: “Alle 20 ha chiuso questo Pd. Niente paura, lunedì (riferito ad oggi ndr) lo riapriamo con tutte le belle e nuove energie di Agrigento”. Ferrandelli sin dall’inizio si è opposto alla “strana alleanza nella Città dei Templi”. La replica di Peppe Zambito: “Purtroppo comincio a sospettare che Fabrizio Ferrandelli abbia altri obiettivi che ad oggi non comprendo. Qui c’è un calpestare le nostre stesse regole. L’accordo di “Agrigento2020”, compresa la partecipazione del Patto per il territorio, ha seguito tutti i passaggi dettati dallo statuto del Pd. E allora mi chiedo: quali scenari abbiamo rovinato? Avrebbe dovuto vincere qualcuno in particolare”. Anche William Giacalone, del Pdr e garante delle operazioni di voto della coalizione si schiera con Zambito: “E’ la chiara e lampante risposta della città a Fabrizio Ferrandelli – sostiene – i partiti della coalizione non prenderanno alcuna posizione rispetto alle sue parole. Di certo c’è che il dato parla chiaro”. “Soddisfazione politica per la risposta dei cittadini alle primarie – dice Piero Macedonio, fondatore del Patto. Questa è la dimostrazione del fatto che il tavolo Agrigento 2020 è composto da persone serie ed il percorso è stato virtuoso. I detrattori hanno perso. I cittadini sono stati la nostra forza. Alessi non è il vincitore che sconfigge gli altri tre candidati, ma quello che raccoglie più voti liberi tra amici, sostenitori, ultras. Un voto libero. Bellini, Marchetta e Vita non sono stati sconfitti, lavoreranno con Alessi e saranno protagonisti della vita amministrativa, perché sono persone valide. Alessi sarà il candidato sindaco autonomo, che deve rispondere alla società civile e non ai partiti politici”. Andando alle elezioni, i 4 candidati si sono recati ai seggi, distribuiti in vari punti della città di buon’ora: il primo a farlo è stato Piero Marchetta che si è recato al Villaggio Mosè, seguito da Silvio Alessi alla Bibbirria. Poi Epifanio Bellini a Fontanelle e Peppe Vita a Porta di Ponte. Il conteggio dei votanti è stato fatto attraverso un sistema informatico creato “ad hoc” con il doppio scopo di evitare “doppi voti” e monitorare in tempo reale il numero di votanti: attraverso semplici smartphone, infatti, i responsabili dei gazebo hanno scannerizzato il codice a barre della tessera sanitaria di ciascun elettore, inserendo il dato in una banca dati online che registra ogni singolo votante e non ha consentito di votare due volte in due diversi gazebo

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