Agrigento, Aumento tasse: Ausilia Eccelso “bacchetta” Zambuto

Agrigento, ore 20.09 “In questi giorni, gli agrigentini, si sono visti fare un nuovo regalo dall’amministrazione Zambuto: l’aumento massimo delle aliquote dell’Imu e dell’Irpef, la cui prima tassa, arriverà come un poco gradito dono di Natale sotto il nostro albero”. Così Ausilia Eccelso commenta la scelta dell’amministrazione comunale di aumentare le tasse a carico dei cittadini. “E dire che appena tre mesi fa in campagna elettorale ci veniva detto che il bilancio era stato ripianato e che ora toccava ricostruire – aggiunge Eccelso – già, ricostruire. Bisogna capire a cosa si riferisse il sindaco con la parola ricostruzione. Sicuramente non agli edifici di interesse storico crollati o quelli costruiti con cemento depotenziato. Quel che è indubbio è che, non essendo (fortunatamente) capitato un qualche disastro di immani proporzioni (non ancora almeno, preghiamo e attendiamo il miracolo per la Cattedrale con tutto il costone) uscite improvvise non ce ne sono state per cui anche un bambino capisce che in tre mesi i conti non potevano così cambiare. Se solo non si fossero riferiti fischi per fiaschi – conclude – solo per vincere la competizione”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DI AUSILIA ECCELSO

Uno scienziato che dovesse fare la mappa del Dna agrigentino, si accorgerebbe che, come tradizione di una Sicilia “bastarda” il nostro popolo di giurgintani (inteso strettamente legato alla città) è un popolo la cui storia racchiude la cultura e la scienza di popolazioni così differenti e a maggior ragione altamente arricchenti per noi, da restarne stupito.

Lo stupore sarebbe dovuto anche  al fatto che, se già la storia di un popolo che costruì una delle due metropoli dell’antica Trinacria e che di quelle due metropoli Agrigento fosse la potenza culturale, guardandosi intorno e assistendo a certe pantomime organizzate non potrebbe che provare lo stesso stupore (amaro in questo caso) provato vedendo l’esito delle analisi scientifiche.

In questi giorni, gli agrigentini, si sono visti fare un nuovo regalo da questa amministrazione, l’aumento massimo delle aliquote dell’Imu e dell’Irpef, la cui prima tassa, arriverà come un poco gradito dono di Natale sotto il nostro albero.

E dire che appena tre mesi fa in campagna elettorale ci veniva detto che il bilancio era stato ripianato e che ora toccava ricostruire… già, ricostruire… bisogna capire a cosa si riferisse il sindaco con ricostruzione. Sicuramente non agli edifici di interesse storico crollati o quelli costruiti con cemento depotenziato.

Quel che è indubbio è che, non essendo (fortunatamente) capitato un qualche disastro di immani proporzioni (non ancora almeno, preghiamo e attendiamo il miracolo per la Cattedrale con tutto il costone) uscite improvvise non ce ne sono state per cui anche un bambino capisce che in tre mesi i conti non potevano così cambiare… se solo non si fossero riferiti fischi per fiaschi solo per vincere la competizione.

Ma siccome all’assurdo non c’è mai fine, ecco che, non solo l’amministrazione (di cui, a ragion veduta, si può comprenderne la “spirtizza” politica – che nulla ha a che vedere con il bene comune ovviamente – ) ma quel che lascia basiti è un consiglio comunale che, trincerandosi sotto la questione di “responsabilità” si rende complice di un’amministrazione fallimentare e bugiarda che altro non fa che cercare di accontentare quanto più possibile i vari “grandi elettori” per elargire    prebende, posti di sottogoverno e quant’altro… oppure abbiamo già dimenticato l’affaire “Fondazione Teatro Pirandello” e le dichiarazioni di un consigliere che, evidentemente nella completa  incoscienza  di ciò che stava facendo, non solo ricorda lo scambio di posti “messi a concorso” ma si lamenta di promesse elettorali non mantenute. Beh, vogliamo pensare che non sapesse che le promesse elettorali si fanno ai cittadini e non ai candidati per avere presidenze varie.

Ma comunque questo consiglio comunale è come una buona scatola di cioccolatini, ne assaggi uno e ti scordi quello di prima seppur anch’esso dall’ottimo sapore. Una votazione quella dell’altra sera che era finalmente l’occasione, per chi almeno si diceva d’opposizione, di mettere il sindaco davanti le proprie colpe, senza farsi minacciare dal ventolato licenziamento dei precari, perché sappiamo tutti che non sarebbe così. Soprattutto ora.

Il bisogno dei dipendenti del comune, dei precari, usato ignobilmente come pretesto per non tornare a casa visto che, non votando questi aumenti si sarebbe arrivati al dissesto finanziario e sarebbe arrivato un commissario.

Ma cos’è che sarebbe peggio a questo punto? Tenersi questa classe politica che ormai è lampante come lavori e che interessi faccia? Sappiamo infatti che tra quale mese andremo a votare lo stesso per il sindaco checché lui neghi che si presenterà alle prossime nazionali. Oppure far arrivare un commissario che finalmente avrebbe azzerato in questi anni i debiti e ci avrebbe fatto ripartire da zero anziché stare in animazione sospesa al fine di dare sempre quel poco di sangue per poter far sopravvivere questa casta?

In una città come Agrigento dove già abbiamo le tasse più care d’Italia per quanto riguarda l’acqua e i rifiuti e di cui non c’è bisogno ricordare che tipo siano i servizi erogati, mancavano le aliquote più care… ma non è forse notorio che abbiamo le strade lastricate d’oro visto ciò che paghiamo?

Ma davvero costoro pensano che la gente, che non ha nemmeno i soldi per fare la spesa pagherà ancora e ancora queste somme? Forse se si fosse mantenuta bassa, allora avrebbe pensato di togliersi il pensiero, ma così non pagheranno nè quella alta nè quella bassa…e il risultato quale sarà? Il solito.

Oggi, dopo che, a parte il PDL (che – non vogliamo scontentare nessuno – ha parte in questo dissesto essendo stato negli anni ed anche nell’amministrazione Zambuto precedente, a capo di questa città) tutti i consiglieri hanno votato a favore, assistiamo a prese di posizione in tv come se avessero votato contro, chiedendo al sindaco di fare qualcosa… ma l’Imu, che per inciso il sindaco aveva detto Agrigento non avrebbe pagata, non è che è arrivata l’altro ieri al vaglio dei dirigenti o a conoscenza dei consiglieri… ma lo sapevano tutti da luglio, per cui, se si fosse voluto veramente fare qualcosa, e cercare (almeno provare!!) di trovare i soldi in un altro modo – e non come al solito non solo spremendo i soliti cittadini-limoni, ma anzi mettendogli addosso una responsabilità quale quella dei licenziamenti, che, se mai dovesse concretizzarsi sarebbe solo da imputare a questa malagestione fatta di furberie e bugie – il tempo ci sarebbe stato, ma evidentemente la volontà è un’altra… accompagnata ad una buona ed elevata dose di inadeguatezza dei ruoli.

E nel frattempo i cittadini si arrendono a pagare.

L’augurio è sempre lo stesso per questa città che, apra gli occhi e non creda più nelle favole ma nelle persone oneste, credibili, preparate e la cui storia non lasci dubbi… in positivo però.

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