Agrigento, D’Orsi azzera la giunta

 

Agrigento, ore 20.36 Colpo di scena alla Provincia. Il presidente D’Orsi, dopo aver nominato l’ultimo assessore, Valentina Palumbo, casalinga di Grotte, ha deciso di azzerare la giunta. Ad annunciarlo è stato lui stesso. “Sto approfittando del week end – ha detto D’Orsi – per prendermi una pausa di riflessione. Lunedì mattina revocherò gli incarichi agli assessori ed azzererò la giunta. Lo so che mi prenderanno per pazzo ma ho riflettuto a lungo su questa scelta”. In sostanza il presidente della Provincia spiega che ha deciso di fare così perché in questi ultimi tre mesi intende portare a compimento tutto il lavoro svolto in questi 5 anni. Ed il suo pallino è e reta l’aeroporto. “Anche stamattina  – dice D’Orsi – ho incontrato alcuni privati disposti a realizzare l’aeroporto. E su questo mi batterò nei prossimi tre mesi fino alla scadenza del mio mandato”.

D’ORSI REPLICA AI GIOVANI DEL PD

Non si placano le polemiche sulla nomina dell’ultimo assessore della giunta D’Orsi, in ordine cronologico, Valentina Palumbo. Da più parti si sono registrate manifestazioni di dissenso alla decisione politica adottata dal presidente della Provincia. A difendere la scelta è lo stesso capo dell’amministrazione provinciale. “La nomina di assessori è un atto che rientra nelle competenze esclusive del presidente della Provincia – dice D’Orsi – ed io ho ritenuto opportuno procedere in questa direzione scegliendo una donna che ha tanta voglia di fare”. Poi il presidente replica ai Giovani democratici (la formazione giovanile del Partito democratico), che lo hanno accusato di inefficienza e di immobilismo, attraverso una nota stampa. “Dico ai giovani del Pd che quando vogliono possiamo confrontarci sulle cose che sono state fatte da questa amministrazione. E sono atti, non parole – commenta D’Orsi –. Possiamo parlare del risanamento del bilancio dell’ente, della programmazione per lo sviluppo del territorio, di un progetto preliminare, quello per la realizzazione della statale 189 che è nelle nostre mani. E tante altre cose. Ma quello che mi colpisce particolarmente – aggiunge il presidente della Provincia – è l’atteggiamento dei giovani (anagraficamente parlando) del Partito democratico, che fino a poco tempo fa mi ritenevano bello e capace, non fosse altro perché il loro partito di riferimento era in giunta. Allora perché invece di chiedere a me cosa ho fatto non lo chiedono ai propri rappresentanti politici che si sono seduti accanto a me in giunta? Lo chiedano agli assessori tecnici di area Pd ed a quelli politici che si sono succeduti in giunta. Ed hanno lasciato la coalizione solo perché era mutato il quadro politico e non perché si trovavano in dissenso con l’amministrazione e con il presidente della Provincia”.

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