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Agrigento, Il Tre Sorgenti consegna le reti a Girgenti acque: vertice all’Ato idrico

Agrigento, ore 8:54 Il braccio di ferro tra Girgenti acque e Tre Sorgenti “mediato” dall’Ato idrico. Motivo del contendere la cessione degli impianti idrici del consorzio canicattinese alla società che ha vinto l’appalto per il servizio di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua nell’agrigentino. La Provincia ha infatti ospitato un vertice tra il presidente Calogero Meli ed il Consiglio di amministrazione del Consorzio “Tre Sorgenti” di Canicattì, il presidente dell’Ato idrico, Eugenio D’Orsi, i dirigenti di Girgenti Acque ed un rappresentante di Sicilacque. Tra i punti all’ordine del giorno, la problematica relativa alla consegna delle reti e degli impianti, ancora in gestione al Tre Sorgenti, che dovranno essere versati, attraverso l’Ato idrico, al nuovo gestore Girgenti acque ed il contenzioso tra il Consorzio canicattinese e Girgenti Acque per il pagamento di acqua al fornitore Sicilacque. Il presidente del Tre Sorgenti, Calogero Meli, si è impegnato a convocare per la prossima settimana l’assemblea dei sindaci dei Comuni di: Grotte, Racalmuto, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Licata e Campobello di Licata. “L’assemblea – spiega Calogero Meli presidente del Tre Sorgenti – si terrà martedì 30 agosto e speriamo che i sindaci del Comuni consorziati si presentino per discutere la vicenda che in ogni caso si concluderà con la cessione degli impianti a Girgeni acque. La legge mi impone di farlo e lo farò”. Il  6 settembre prossimo avverrà la consegna della rete idrica al nuovo gestore. L’esito positivo della consegna scongiurerà il commissariamento del Consorzio da parte dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Sevizi di Pubblica utilità – Dipartimento Acque e Rifiuti, ed eventuali nuovi contenziosi che si sono registrati nel corso degli ultimi anni sotto la gestione di Calogero Mattina di Racalmuto, ex presidente del Tre Sorgenti, che si è dimesso dopo aver avuto notificata una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nell’ambito del blitz “Sorgente” condotto dalla questura agrigentina e della polizia canicattinese. Si smerciava droga all’interno dei locali del consorzio – secondo l’accusa che ha portato anche al rinvio a giudizio di 16 persone compresi il sindaco di Licata, Angelo Graci che dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di istigazione alla corruzione per aver chiesto al patron di Girgenti acque di assumere i figli in cambio del suo interessamento alla cessione degli impianti idrici del Tre Sorgenti alla società di Giuffrida. A giudizio, il 9 settembre anche l’ex sindaco di Racalmuto, Totò Petrotto.

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