Agrigento, Revocato l’incarico di commissario dell’Ato idrico all’ex presidente D’Orsi

eugenio d'orsi 4 12Agrigento, ore 18.54 Revocato l’incarico di commissario dell’Ato idrico all’ex presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi. Al suo posto, la Regione ha nominato l’attuale commissario dell’ente Provincia, Benito Infurnari che come D’Orsi avrà il doppio incarico. Infurnari si insedierà ufficialmente questa mattina, ma già ieri ha fatto notificare a D’Orsi la revoca della nomina di commissario. D’Orsi non l’ha presa bene ed ha convocato d’urgenza una conferenza stampa per tracciare un bilancio dell’attività e per chiarire un aspetto che gli è stato contestato dai suoi avversari politici relativo all’assunzione del figlio nella società Girgenti acque. “E’ vero che mio figlio è stato assunto da Girgenti acque – ha detto D’Orsi – ma non perché è il figlio dell’ex presidente della Provincia. E’ tutto merito suo se è riuscito ad avere un posto di lavoro con una busta paga di 460 euro al mese”. Poi D’Orsi ha parlato della sua decisione di lasciare il ruolo di commissario, che era stata presa prima della revoca da parte della Regione. Erano tati numerosi sindaci a chiedere la revoca di D’Orsi. In un documento inviato alla Regione, è stato riportato che il comma 4 dell’articolo 1 della legge regionale n. 2 del 9 gennaio 2013 prevede una tempistica: “Le funzioni di commissario straordinario e di liquidatore assunte dai Presidenti dei consigli di amministrazione delle disciolte Autorità. I commissari durano in carica sino al completamento delle attività di censimento delle gestioni preesistenti e di verifica dello stato dei rapporti giuridici attivi e passivi e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge”. L’Ato idrico e Girgenti acque sono diventati terreno di scontro politico negli ultimi mesi. Le denunce del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, contro l’aumento delle tariffe idriche, e dell’ ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Carmelo Salamone, contro alcune presunte irregolarità gestionali, sono già al setaccio dei riscontri della Guardia di Finanza. L’aumento delle tariffe, come ha denunciato Zambuto presentando a Palermo il ricorso al Presidente della Regione, sarebbe illegittimo perché in contrasto con la normativa in materia e perché mancante di requisiti vincolanti. E a causa di ciò è stata invocata non solo la rescissione del contratto con Girgenti Acque ma anche la rimozione del Commissario dell’ Ato idrico. La gestione di Girgenti Acque, come ha denunciato Carmelo Salamone, sarebbe ad personam : l’attuale presidente piloterebbe ogni attività, tra assunzioni, licenziamenti e poi riassunzioni di lavoratori in altre imprese del gruppo, utilizzando operai di Girgenti Acque per lavori che idrici non sono, e aggravando di conseguenza i costi a carico dei contribuenti. Girgenti Acque è stata sollecitata a pubblicare l’elenco dei dipendenti e delle imprese che lavorano nell’ambito della società. E si è ancora in attesa.

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