Agrigento: Si rinnova la tradizione del “Dolce Presepe” nella parrocchia San Giacomo

Immagine 011 Agrigento ore 10:00, riceviamo e pubblichiamo: Si rinnova la tradizione del “Dolce Presepe” nella parrocchia San Giacomo di Agrigento. Siamo alla 32 edizione, forse l’ultima, vista l’eventualità chela Chiesachiuda i battenti, per problemi non di stabilità, ma penso organizzativi scaturiti dalla carenza di vocazioni. E, naturalmente il “Dolce Presepe”, identità della Chiesa, sarà anch’esso archiviato, in quanto non ha senso spostarlo in altro luogo..quindi sono diversi i sentimenti che al momento agitano il mio cuore e quello dei tanti parrocchiani: nostalgia, malinconia, delusione, speranza….. Chissà se questo Natale, sotto il Dolce Presepe, non troviamo qualcosa di diverso. Comprendo chela Chiesa, non è fatta da 4 mura, ma dalle persone, ma siamo esseri umani fragili come viene evidenziato nel salmo 90, e quindi si è legati anche all’edificio, che nello specifico ha rappresentato e rappresenta una delle poche realtà vive del centro storico di Agrigento, malato da tempo ed abbandonato ad una lenta agonia.La chiesa di San Giacomo,inoltre, è stata la culla di alcuni legami speciali. In questo luogo, infatti si è stati precursori dell’Integrazione, della solidarietà, della conoscenza, temi caldi oggi, ma affrontati dalla comunità in periodi precedenti, grazie, anche, anche allo spirito missionario contagioso di Don Luigi Mazzocchio, che già nel2011 haorganizzato un pellegrinaggio alla Madonna del Soccorso di Lampedusa, facendo toccare con mano la realtà dell’isola e dei suoi rifugiati ai parrocchiani. Tale percorso, ci ha portato vicini ad alcune famiglie che sono state  letteralmente “adottate” dalla comunità, e così i piccoli Regina, Rebecca, Rachele,Giuseppe, Sara,Lidia divenissero nipoti un pò abbronzati. Dopo questa breve malinconica parentesi sulla Chiesa di San Giacomo e sul suo futuro incerto, ritorno al Dolce Presepe, che a giorni verrà posto sulla scenografia costruita ad arte da Carmelo, l’uomo dalle mille risorse. La direzione dei lavori, rappresenta per mè, da quando ne porto il testimone, un modo per omaggiare persone che hanno creduto e che si sono dedicati con amore e dedizione ai giovani, ai ragazzi. E mi riferisco a Padre Terrana, a Maria Marchese, persone, che anche se non ci sono più, sono nel nostro cuore e nei nostri pensieri per la lezione di vita lasciateci. Il “Dolce Presepe”, inoltre, in questo particolare momento, è anche una medicina che mi aiuta a superare un profondo dolore scaturito dalla dipartita del mio adorato papà, avvenuta alcuni mesi fà. Infatti, impegnare le domeniche pomeriggio alla creazione, ad istruire le nuove leve, e pensare nel contempo alla meraviglia dei bimbi, è un toccasana. Tra i nuovi “allievi” abbiamo anche avuto alcune gentili signore, un pò anta, ma con spirito giovanile e con tanta voglia di mettersi in gioco per essere utili a realizzare l’opera culinaria che è sentita come parte integrante della comunità parrocchiale, che ha dato anche dei contributi economici, per non gravare sulla cassa della parrocchia. “Tanti piccoli granelli di sabbia fanno un deserto….! Nel Dolce Presepe oltre ai personaggi ed ai posti della tradizione, trovano sempre spazio anche Il Tempio dei Di oscuri,la chiesa di San Giacomo, bancarelle, pozzi,carretti,caramelle, confetti e quest’anno anche il tempio di Ercole ed un Minareto. Quest’ultimo con le carrette del mare, presenti già dal 2008, riporta il pensiero e la nostra vicinanza agli Immigrati : “Oggi Gesù nasce e rischia di morire….in mare”, era il tema della Caritas Diocesana per il Natale 2008, argomento sempre attuale che ha avuto la sua concretizzazione nella recente tragedia del mare di Lampedusa. Ma oltre al dramma della sciagura, ci sono altri fattori contingenti: lasciare le proprie radici a causa della guerra, della fame, devono farci comprendere ed apprezzare quello che abbiamo, che sicuramente è superfluo.Inoltre, dobbiamo capire che la generosità è possibile ed è compatibile con le nostre disponibilità, e che tutto ciò fa parte del nostro essere Chiesa. Già perché non dobbiamo essere solamente caritatevoli, ma anche accoglienti, e questo è Chiesa. Tutto ciò si realizza anche con il Dolce Presepe, che quest’anno ha anche accolto fra i suoi lavoranti dei giovani apprendisti di religione ed etnia diversa, ma con la stessa gioia di imparare. Grazie, Andrea, Mohammed,Amira,Shoi,Adelina e grazie della compagnia e della vostra brama di apprendere. Il “Dolce Presepe” verrà inaugurato, perla Sacra Famigliail 29 dicembre dopo la celebrazione della Santa Messa delle 18,00, presieduta a San Domenico da Don Saverio Pititteri, nuovo parroco dell’Unità Pastorale. Poi in processione con Gesù Bambino si raggiungerà la chiesa di San Giacomo. Altre iniziative sono evidenziate nell’allegato volantino.Vi ricordo il consueto appuntamento del 06 Gennaio: alle ore 10,00la Santa Messapresieduta dall’arcivescovo Don Franco e dopo il presepe sarà distribuito ai presenti, per esaltare quanto cantato nel salmo 33: “GUSTATE E VEDETE QUANTO E’ BUONO IL SIGNORE” . LasciandoVi ad alcune foto della Fiera dei Presepi, organizzata sempre nella Chiesa di S.Giacomo, con esposizione di presepi e di creazioni fantasiose, Vi invito a partecipare e a visitare questa chiesa del centro storico e la sua gastronomica rappresentazione della nascità di Gesù Bambino, ricordandoVi le recenti parole di Papa Francesco: “La Chiesanon è rifugio per gente triste ma casa della gioia”, e questo è stato per noi di San Giacomo in questi anni e spero sempre che lo sia anche in futuro.

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