ANFE: trascorsa la prima notte negli uffici di via cannatello 11

Anfe-logo-vxAgrigento, ore 10.02 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: I dipendenti ANFE, Delegazione regionale Sicilia, della sede di Agrigento hanno trascorso la prima notte in Assemblea permanente presso la sede lavorativa di via Cannatello, 11- Villaggio Mosè – Agrigento. I lavoratori sono a credito di circa 14 mensilità pregresse e ci sono famiglie allo stremo e situazioni indignitose per padri e madri di famiglia.Oltre l’occupazione a turnazione 24h/24h della sede di via Cannatello è partita ieri anche una ulteriore forma di protesta nei confronti di chi fino ad oggi avrebbe dovuto tutelare i dipendenti e non l’ha fatto. E’ partito quindi l’invito a tutti i colleghi a vario titolo della Formazione professionale in Sicilia a dare forza a questa protesta comune nella revoca di tutte le tessere sindacali. I lavoratori rivendicano:

– Pagamento immediato delle retribuzioni pregresse per tutti i Lavoratori: interventi, sportelli, OIF; svincolando la quota relativa al personale dalle rendicontazioni;

– Pagamento delle retribuzioni, relative alla seconda annualità dell’avv. 20, in tempi celeri, considerate le imminenti fastività natalizie, applicando ove necessario tutti gli strumenti previsti dalla legislazione vigente, come ad esempio l’art. 5 del DPR 207/2010 (la Regione si può sostituire all’Ente);

– Reperimento delle risorse, per la totale copertura dell’integrazione, a carico della Regione, dell’indennità di CIG 2012 che si è fermata al 7,7%;

– Restituzione delle somme che l’Amministrazione Regionale ha recuperato in maniera coatta dal finanziamento di alcuni enti a cui erano state erogate integrazioni nelle passate annualità; recupero che di fatto ha causato un danno a carico dei lavoratori. Si rileva altresì una grave anomalia nella procedura di recupero delle somme disposta a valere sull’avv. 20/2011, la quale sarebbe in contrasto con il regolamento (CE) n. 1083/2006 che, disciplinando il Fondo Sociale Europeo, all’art. 80 vieta le detrazioni e le trattenute che portino alla riduzione del finanziamento;

– Applicazione della Legge regionale 1 settembre 1993, n.25 la quale prevede la tutela del personale iscritto all’albo sia dal punto di vista della continuità lavorativa che della retribuzione; inerentemente a ciò la sentenza n.3606 del 21 novembre 2013, emessa dal Giudice del lavoro presso il Tribunale di Palermo, in base alla legge di cui sopra, ha sancito che la responsabilità sulla continuità lavorativa e retributiva del personale della formazione è in capo alla Regione siciliana.

– L’Assessore Scilabra, la quale, da quello che risulta, ieri si sarebbe defilata utilizzando un’uscita secondaria del Dipartimento nel momento in cui alcuni colleghi avevano chiesto di essere ricevuti, dovrebbe ricordarsi che le attività relative alla seconda annualità dell’Avviso 20/2011, finanziate col Piano giovani, sono state avviate, per mano sua, l’8 giugno 2013. Da allora cosa ha pagato l’Assessore? Se le suddette richieste non saranno esaudite e continuerà questo stato di stasi ed incompetenza da parte di chi ha le redini decisionali sul comparto, si chiedono le dimissioni dell’Assessore Scilabra e del Dirigente Generale Corsello.

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