Blitz Fruit and Drug: Ecco i nomi degli arrestati. LA FOTOGALLERY

Licata, ore 10:30 Blitz antidroga nel licatese. La guardia di finanza ha notificato 21 ordinanze di custodia cautelare, arrestando 17 persone,  due arresti domiciliari e notificando l’obbligo di dimora a altri due. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura che ha coordinato le indagini.  Il blitz è stato denominato “Fruit and Drug”. In carcere Giuseppe Incorvaia, 39 anni, di Licata, Gacinto Genova, 44 anni, nato in Germania e residente a Delia (CL), Leonardo Cellura, detto Alduccio, 40 anni, di Palermo e residente a Licata, Rosario Maurizio Ferrera, 30 anni, di Canicattì, Calogero Messina, 29 anni, di Caltanissetta e residente a Canicattì, Piero Saitta, 28 anni, di Palermo, Salvatore Lo Curto, 34 anni, di Canicattì e residente a Campobello di Licata, Bruno Falzone, 40 anni, nato in Svizzera e residente a Canicattì, Calogero Cavalcanti, 42 anni, di Canicattì, residente a Ravanusa, Orazio Rosario Cavallaro, 54 anni, nato a Catania, residente a Ravanusa, Cono Angelo Ciotta, 25 anni, di Canicattì, residente a Ravanusa, Maurizio Brancato, 36 anni, di Canicattì, residente a Campobello di Licata, Salvatore Turco, 26 anni, di Canicattì, residente a Campobello di Licata, Giuseppe Melluzza, 24 anni, di Canicattì, residente a Campobello di Licata, Giuseppe Saitta, 57 anni, di Palermo, Angelo Prato, 33 anni, di Canicattì, residente a Camastra, Giuseppe Brunco, 29 anni, di Canicattì. Sottoposti alla misura degli arresti domiciliari: Giuseppe Cusumano, detto Peppe u longu, 29 anni, di Licata, Mohamed Hatan, 29 anni, nato in Marocco, domiciliato a Licata. Sottoposti all’obbligo di dimora Cono Angelo Ciotta, 20 anni, di San Cataldo, residente a Ravanusa, Gioachino Montesanto, 30 anni, di Canicattì, residente a Sommatino. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip. Al centro dell’inchiesta un vasto giro di cocaina e eroina tra Licata, Campobello di Licata, Ravanusa e Camastra, e anche la morte per overdose di eroina di uno dei clienti di uno degli spacciatori indagati.  Le indagini della Guardia di finanza hanno permesso di risalire anche ai canali di rifornimento degli spacciatori, scoprendo che erano gli stessi fornitori a portare a domicilio la droga. Gli accertamenti della Guardia di finanza sono stati autorizzati dal sostituto procuratore Andrea Bianchi, del dipartimento reati in materia di stupefacenti della Procura di Agrigento, coordinato dall’aggiunto Ignazio Fonzo. L’indagine ha messo inoltre in chiara evidenza i canali di approvvigionamento dello stupefacente da parte degli indagati operanti nella provincia di Agrigento ed in particolare faceva emerge le posizioni degli indagati Piero Saitta,Giuseppe Saitta, e Giancinto Genova, quali fornitori, i primi due, operanti nel Comune di Palermo, e per quanto riguarda il Genova in provincia di Caltanissetta. Nello specifico si può sin d’ora dire come, nella maggioranza dei casi, erano gli indagati dell’agrigentino a recarsi presso i comuni ove operavano i fornitori, mentre, con minore frequenza, erano i fornitori a portare a “domicilio” lo stupefacente richiesto. In particolare va ancora anticipato come le indagini hanno accertato che gli indagati, con le precisazioni che si leggono nei singoli capi di imputazione, erano soliti trafficare principalmente, in modo continuativo, sostanze stupefacenti di tipo “pesante”, ossia eroina e cocaina. A dimostrazione della gravità delle condotte contestate che si andranno ad illustrare va rilevato, sin d’ora, come uno degli assuntori, ossia Angelo Barba, che era solito acquistare droga da svariati indagati del presente procedimento, decedeva per overdose di eroina. L’acquisizione di gravi precisi e concordanti indizi di colpevolezza, raccolti in esito alle citate indagini di Polizia Giudiziaria, ha determinatola Procuradella Repubblica di Agrigento a richiedere l’adozione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale sussistendo tutte le esigenze cautelari previste dal codice di rito. Il Gip, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha svolto le indagini delegate dall’Ufficio del Pubblico Ministero. Gli accertamenti della Guardia di finanza sono stati autorizzati dal sostituto procuratore Andrea Bianchi, del dipartimento reati in materia di stupefacenti della Procura di Agrigento, coordinato dall’aggiunto Ignazio Fonzo.

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