CAMPOBELLO. A giorni i nuovi Assessori, parla il Sindaco Giovanni Picone (di Silvio D’Auria)

gIOVANNI pICONE

  • CAMPOBELLO DI LICATA (AG) – DI SILVIO D’AURIA.  Che fosse una crisi-lampo  si   era intuito  il  giorno dopo   la revoca   delle deleghe   assessoriali  ai componenti   la   Giunta:   a  Giovanni Falsone, ad Angela Carlino, a Marcello Terranova e a Salvatore Gammacurta.                                                                                                               Giovanni  Picone,     Sindaco  di   Campobello   di Licata, continua in queste ore a confermarlo  mentre gli aspri disappunti dell’opposizione fungono da sottofondo alle trattative che partoriranno in settimana la nuova compagine amministrativa.        “E’ necessario il rilancio dell’azione amministrativa” aveva subito detto il primo cittadino senza lasciarsi sfuggire una precisazione: “Completare il programma amministrativo scevro, però, da prospettive prettamente  elettorali… come qualcuno allude” dichiarazioni che   hanno assunto  la fisionomia di un vero e proprio “avvertimento”   politico alle  forze  consiliari.  Nessuna esclusa.

– Nel bel mezzo delle trattative con la coalizione che lo sostiene, per l’imminente formazione del nuovo esecutivo, Picone, non si sottrae alle domande iniziando dalle cause della revoca delle deleghe con cui ha azzerato la Giunta, il 24 agosto scorso. “È inutile negare  – dice –  che in   politica   quando  si   compie  un’azione  simile  c’è  sempre  un motivo   (…grazie per la precisazione, Gianni!).  Per me e soprattutto per i cittadini campobbellesi  è doveroso  si rilanci l’azione amministrativa di questi ultimi dieci mesi di mandato. Per qualcuno possono sembrare pochi ma per i tempi dettati dalla politica possono mutare in una infinità temporale. A questo punto ritengo opportuno intraprendere una seria riflessione politica”.                                                

– Infatti, alla fine della fiera chi partecipa a questa riflessione è il nodo cruciale che dovrà sciogliere il Sindaco: ” Le forze di maggioranza che mi sostengono, al fine di dipanare ogni dubbio. I soggetti politici e i partiti con i quali  dialogo  – sottolinea il primo cittadino  – sono sempre gli stessi… tranne  chi intraprende altre strade. Massima apertura, naturalmente, a coloro i quali hanno permesso di scongiurare il dissesto finanziario del Comune”.

– Decisi i nomi dei nuovi Assessori, sugli atti amministrativi che saranno assunti dopo la nomina, il primo cittadino impone già le prime indicazioni: “Le priorità e le azioni per rilanciare e completare il programma amministrativo lo deciderò  con la nuova Giunta che a breve nominerò. Ma sarà di fondamentale importanza che tutti, sin da subito, abbiano le idee chiare perché ognuno di noi avrà un obiettivo da raggiungere sino alla fine della consiliatura.  Per il rilancio, è doveroso nei confronti della cittadinanza non appiattirsi in una politica sterile e senza stimoli tipica delle consiliature di fine mandato. Per quanto mi riguarda così non sarà,  ritengo corretto  ribadirlo a priori”.

– Una nuova squadra che, salvo colpi di coda (…in politica non rappresentano certo una novità!), condurrà Campobello  alle Elezioni Amministrative della prossima primavera.  E’ già tempo di bilanci, seppur non definitivi, e nel resoconto di natura politico-amministrativa ci si trova davanti a un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.                                                                                                                     Ma Picone, che  in questi anni ha imparato bene la dialettica politica, sull’argomento non sembra scomporsi:  “Con molto equilibrio posso affermare di ‘restare in piedi’ – risponde risoluto il Consulente del Lavoro – Questo bicchiere è sicuramente pieno! Senza dubbio avrei voluto rispettare tutti i punti del Programma Elettorale che ci siamo prefissati ma i miei concittadini, che amano Campobello e che reputo persone intelligenti, hanno chiara la congiuntura economica per nulla positiva che ha contraddistinto a livello nazionale e regionale questi ultimi quattro anni. Essa ha rappresentato un fulmine sulla catena amministrativa più bassa ovvero sia l’Ente Comune, il più importante poiché a più stretto contatto con la gente. Non bisogna dimenticare che abbiamo dovuto intraprendere la strada del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale per evitare il dissesto del Comune per debiti in corso e soprattutto per quelli pregressi. A proposito, voglio ringraziare i Consiglieri Comunali che hanno dato la possibilità di avviarlo. Oggi il Piano è sotto la lente di ingrandimento del Ministero degli Interni e della Corte dei Conti”.

– Solo chi non sceglie e non agisce non sbaglia mai, quindi un Amministratore non può ritenersi immune da errori. Nessuna ombra in quattro anni alla guida della Città? Impossibile!: “Beh, scegliere universalmente è un’espressione positiva della volontà. Posso affermare con orgoglio che non rinnego e non mi pento delle scelte fatte durante questi quattro anni. ‘Solo gli stupidi non cambiano opinione’ (cit.) ed essendo convinto che non si smette mai di imparare e alla luce della mia esperienza di primo cittadino mi rimprovero per aver peccato grossolanamente nella ‘comunicazione’,  importantissima ai giorni nostri. Se gestita e interpretata  esternamente  in maniera  negativa può  vanificare l’operato di  un’intera  consiliatura .  Ma  fìdati,  rimedierò… “.                                                                                                                                                             Senza sopravalutare la pubblicazione di questo testo, Picone ha già rimediato e almeno questa volta, in tema di comunicazione, non ha nulla da rimproverarsi intanto che continui squilli al cellulare, appuntamenti, riunioni e ripetuti “via vai” del Sindaco  al Palazzo di Città  sembrano dettare i tempi di una crisi che si avvia verso una soluzione entro la settimana in corso.  Nonostante i malumori politici delle fazioni opposte non sembrano annunciare alcuna tregua.                                                                                                                                     (articolo scritto da Silvio D’Auria)

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