Giovanni D'Angelo consigliere provinciale

Campobello, D’Angelo bacchetta i “traditori”: vendono l’elettorato per una carica assessoriale

Campobello di Licata, ore 9:44 Il Consigliere provinciale Giovanni D’Angelo in riferimento alla situazione politico-amministrativa che si registra a Campobello di Licata esprime le sue considerazioni. “In una situazione politica dove le certezze sono sempre più rare, appare emblematico il continuo alternarsi di nuove e diverse espressioni delle rappresentanze istituzionali.  Fermo restando la legittimità dei sindaci di dotarsi dei collaboratori che ritengono opportuno, ci appaiono quantomeno discutibili alcune espressioni che della coerenza e del legame al loro mandato ricevuto dagli elettori ne hanno fatto uso ed abuso. Parlare di trasformismo, di voltagabbana di singoli consiglieri comunali è ormai diventata una consuetudine che non ci affascina più. Campobello di Licata ha bisogno di uno sforzo forte di tutte le forze politiche e sociali per il rilancio di una iniziativa amministrativa che ridia speranza alle tante illusioni svanite. Campobello ha bisogno di gente che antepone il bene della collettività ad un posto di assessore e che sia coerente con il mandato elettorale che i cittadini gli hanno conferito e che invece una volta eletti passano con disinvoltura da un gruppo consiliare ad un altro, dalla maggioranza alla minoranza o viceversa, senza giustificare tali comportamenti e nascondendosi dietro presunte incompatibilità personali o gestionali. Richiamarsi ad una ristrutturazione della giunta tesa a riportare la politica e le sue rappresentanze partitiche, (UDC – FLI – e l’ MPA dell’ On. Giancarlo Granata) , ad un impegno amministrativo ci può trovare d’accordo. Infatti auspichiamo da sempre il confronto tra forze politiche omogenee ma che il beneficiario di una carica assessoriale sia chi ha militato sotto mille bandiere con una continua oscillazione da pendolo, ci lascia oltre che perplessi certamente preoccupati perché riteniamo che non si possono rappresentare così le aspirazioni legittime di una collettività. Non ci si stranizzi allora se nella società la disaffezione verso la politica diventa sempre più devastante. Bisogna volare alto, senza comportamenti da prime donne , avviando un dibattito, un confronto che scevro da settarismi apra ed avvii una stagione politica dove confronto, dialettica e proposta siano la base per cui il nostro comune possa ritornare ad essere protagonista e punto di riferimento del territorio”.

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