Campobello, Gianni Picone scrive ai suoi concittadini: sono costretto ad aumentarvi le tasse

giovanni picone sindaco 2014Campobello di Licata, ore 10:23 – Le casse del Comune sono al verde ed il sindaco, Gianni Picone, prende carta e penna per scrivere ai suoi concittadini e spiegare che suo malgrado dovrà aumentare le tasse. Infatti, per evitare dissesti, l’ente è costretto a ritoccare in aumento (al 2,5) l’aliquota della Tasi mentre resterebbe invariata l’Imu (già al massimo). “Nei prossimi giorni – scrive nella lettera ai campobellesi il sindaco Picone – il Consiglio comunale discuterà l’introduzione e le modalità della Tasi. Non è una notizia nuova che il Comune di Campobello di Licata sia fortemente e cronicamente indebitato. Abbiamo denunciato, fin dall’inizio della nostra Amministrazione, la situazione che avevamo trovato, ma il concludersi di vicende nate molti anni addietro ha vanificato in gran parte il lavoro svolto finora. Non vogliamo in alcun modo polemizzare con il passato, vogliamo solo affrontare tale vicenda, che riguarda tutti i campobellesi e non solo la politica, con senso di responsabilità e serietà. Lavarcene le mani non risolverebbe i problemi e condannerebbe Campobello al dissesto finanziario”. Poi il capo dell’amministrazione comunale fa i conti: “E’ giusto che i Campobellesi sappiano cosa ha determinato lo stato di crisi attuale: oltre 7 milioni di euro dovuti alla Dedalo Ambiente per vicende legate al periodo 2005 – 2009; oltre un milione dovuti a contenziosi ed incarichi legali attribuiti tra il 1998 ed il 2010; 500.000 euro dovuti alle cooperative che si occupano di ricovero dei minori stranieri non accompagnati; riduzione dei trasferimenti dello Stato al Comune di Campobello di Licata. Solo negli ultimi 4 anni le somme destinate al nostro Comune sono state ridotte di 2.500.000 euro. Nel 2010 Campobello riceveva 3.000.000, nel 2014 ne riceverà, complessivamente, meno di 500.000 euro. Poi c’è il taglio di 1.500.000 dai trasferimenti regionali sui prossimi tre anni. “L’unico modo per evitare il dissesto economico del Comune – continua Picone – è quello di presentare un piano di “riequilibrio finanziario” che venga approvato dalla Corte dei Conti, rateizzando il debito in 10 anni e limitando  al minimo le conseguenze sulla popolazione oltre alla possibilità di alcuni trasferimenti aggiuntivi. Ma tale opportunità ha comunque un prezzo. Affinché il piano di riequilibrio venga approvato dagli organi competenti è necessario che l’aliquota della Tasi sia determinata al 2,5 e l’aliquota Imu resti quella attuale del 10,6. Ogni altra soluzione pregiudicherebbe irrimediabilmente la possibilità del riequilibrio condannandoci alle conseguenze del dissesto finanziario”. Adesso la discussione si sposta in Consiglio comunale, chiamato ad approvare la delibera sulla Tasi che prevede quindi, come annunciato da sindaco e dalla giunta, l’aumento di un punto e mezzo dell’aliquota a carico dei cittadini.

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