Campobello, Teatro al Polivalente: “Ammuccia ammuccia ca tuttu pari”

ammuccia ammucciaCampobello di Licata, 4 gennaio 2015 ore 16:22 – Appuntamento con il teatro all’auditorium del centro polivalente di Campobello di Licata. Stasera e domani (5 gennaio) alle 20,30, l’associazione culturale e teatrale “Comu veni si cunta” porterà in scena la commedia “Ammuccia ammuccia ca tuttu pari”. Personaggi ed interpreti: Calogero (lo zio del Canadà): Gaetano Pedro Patti; Precisina (l’infermiera dello zio Calogero): Noemi Amato; Nino (il fratello di Calogero): Antonino La Mattina; Mela (la moglie di Nino): Aurora Napoli; Roberto (il figlio sacerdote): Michelangelo Catanese; Orazio (il cameriere): Giovanni Burgio; Concetta (la cameriera): Elisa Burgio; Angelina (la vicina di casa): Olga Manna; Paolina (la figlia di Angelina): Domenica La Greca; Carla (la sorella di Mela): Maria Lucia La Mattina; Tania (la figlia di Carla): Edera Rizzo; Ciccio (padre di Mela e di Carla): Giovanni Falsone. Assistenti Regia: Peppe Fontana, Olga Manna, Dario Casuccio, Ennio Cassaro. Regia: Calogero Patti e Vito Giuliana.

La trama: Sulla base di una antica promessa, fatta al padre sul punto di morte: “Fallu studiari a ssu niputi… Lu vuogliu dutturi!”, Calogero parte per cercare fortuna in America e, divenuto ricchissimo, riesce a sostenere le spese di studio del nipote Roberto (figlio del fratello). Questi però, sentita la vocazione sacerdotale, ha deciso di intraprendere tale strada all’insaputa dello zio, che come sostiene Nino, “tantu è in America, è viecchiu, nun veni cchiu. Nun c’è bisuognu di farici pigliari ssa corla”.
Lo Zio quindi, all’ignaro di tutto, continua ad inviare l’assegno di mantenimento per gli studi del nipote, che nel frattempo però, diviene l’assegno di mantenimento familiare. L’idilliaca situazione viene stravolta dal ricevimento del telegramma dello zio d’America, che intende tornare un’ultima volta in Sicilia per vedere il nipote dottore prima di morire; da qui inizia l’elaborazione di un piano teso a stravolgere la realtà e a far credere allo zio d’America che il nipote, pur costretto dal padre a seguire il piano, è effettivamente dottore. Riusciranno i protagonisti nel loro fraudolento intento?

Tematiche trattate: Nella sua semplicità, la commedia riporta in scena i temi cari alla “sicilianitudine”, quale l’importanza del denaro che rappresenta il simbolo di quella “fame atavica” che caratterizza il siciliano tipico; ma anche temi più classici, quali l’amore non corrisposto (protagonista è la ex ragazza del futuro sacerdote, “sedotta e abbandonata” per volere divino), l’ironica critica al vicinato troppo curioso che quasi diventa una “famiglia allargata”, la “scaltrezza sicula” nell’ideare le tanto nostre famose “matasse”, e la decisione ferrea di un giovane che è pronto a rinunciare a tutto e tutti pur di seguire la “voce del suo cuore”. Per non parlare del tema più importante del Siciliano costretto ad andare via per bisogno, che è la bellezza della sua terra e l’importanza di quella famiglia che gli mancherà per sempre.
I personaggi che animano la stessa, sembrerebbero a prima vista avidi e truffaldini, ma il vero movente del loro carattere, è la Solidarietà nei confronti di chi, da un momento all’altro, potrebbe perdere tutto.
Dal punto di vista strutturale, essa presenta una struttura quasi pirandelliana del “teatro nel teatro”, che travolge empaticamente lo spettatore; e seppur con il sorriso, esso si schianta con la realtà cruda dell’essere umano, a volte troppo truffaldino nel momento del proprio interesse, subendo di conseguenza la catarsi tipica del teatro greco ereditata nel teatro siciliano.

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