Campobello, Termini replica al Pd: sono inconcludenti invece di sfiduciarmi si dimettano

Campobello di Licata, ore 17:11 Lo scontro sulla Tarsu ha prodotto la prima decisione: il Pd vuole sfiduciare il sindaco di Campobello di  Licata, Michele Termini. La decisione è stata presa durante una riunione del direttivo. Per il Partito democratico l’amministrazione comunale è stata fino ad oggi  fallimentare, poiché non ha saputo dare risposte ai tanti problemi della comunità, ragion per cui, come atto politico e di chiarezza all’interno del Consiglio comunale, il direttivo ha dato mandato al segretario cittadino ed al capogruppo di avviare una consultazione con le forze politiche, sociali e con i consiglieri comunali disposti a presentare la mozione di sfiducia al sindaco, dopo l’approvazione del bilancio. “Il fallimento è del Pd – replica Michele Termini – che in questo momento rappresenta la maggioranza in consiglio, ma nonostante ciò alza il tiro. Le mozioni non si annunciano, quando ci sono i numeri si presentano altrimenti diventano barzellette e solo propaganda”. Lo scontro si è acceso dopo la votazione delle modifiche al regolamento Tarsu su proposta del Pd, condivisa dal gruppo consiliare del “Mpa Libertà e autonomia”. “L’amministrazione Termini non ha manifestato la volontà politica di affrontare la questione dei garage, magazzini e depositi di pertinenza delle abitazioni che secondo le tariffe attuali sostengono un costo troppo elevato. Abbiamo cercato di trovare una soluzione – spiega Giuseppe Sferrazza capogruppo Pd in consiglio comunale – prendendo spunto da quanto fatto da altri Comuni, come Canicattì e Siracusa abbiamo avuto purtroppo riscontri negativi dei funzionari e dei revisori, anche su una proposta su cui sembrava esserci un accordo”. Il sindaco Michele Termini rinvia le responsabilità al mittente. “Il Pd ha esposto i propri consiglieri a responsabilità personali e patrimoniali – dice ancora Termini – chiedendo loro di votare le modifiche alla Tarsu in presenza di un parere negativo del collegio dei revisori dei conti (organo indipendente di garanzia) e di un parere contrario del dirigente del settore affari tributari. Le modifiche faranno aumentare la tassa a carico dei titolari di prima casa. Chi non è produttivo è il Pd che in Consiglio con la maggioranza ha saputo approvare tre punti in tre giorni su un totale di 14 punti all’ordine del giorno. Da qui si evidenzia la loro improduttività che si aggiunge al fatto che a giugno del 2009 hanno perso le elezioni amministrative. Questa è la classica politica di spot e non di concretezza. Se il Partito democratico non sa governare il Consiglio chieda ai suoi consiglieri di dimettersi e non lo chieda al sindaco. Se hanno i numeri presentino la mozione di sfiducia”.

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