Campobello, Tre candidati per una sola poltrona

Campobello di Licata, ore 9:20 Si va delineando il quadro per le prossime elezioni amministrative di Campobello di Licata. Ci saranno tre candidati a sindaco. Sono: Giovanni Picone, sostenuto da Partito democratico ed Mpa, Angelica Falsone, giovanissima esponente del Pdl (che corre da solo) e Giovanni D’Angelo, che ha l’appoggio dell’Udc, Campobello libera, Autonomisti forti e liberi. D’Angelo ha incassato altre due adesioni importanti: lo sosterranno per la sindacatura Vincenzo Farruggio (già vice sindaco nell’amministrazione Termini) e Salvatore Bella (presidente dell’Aitras). “Ho condiviso, insieme a Salvatore Bella – dice Vincenzo Carruggio – il progetto di Giovanni D’Angelo, per  dare insieme un contributo a questo paese, e per risolvere i numerosi problemi che ci sono, cercando di portare un valore aggiunto alla nuova amministrazione”. Intanto l’alleanza Pd – Mpa si consolida. Durante un vertice alla presenza di Vito Terrana, assessore provinciale ai lavori pubblici e del candidato sindaco Giovanni Picone, sono stati stabiliti i dettagli dell’accordo. Che prevede due assessorati a testa ed il presidente del Consiglio al Mpa che avrebbe anche il vice sindaco. Lillo Burgio, esponente del Pdl ed ex assessore comunale parla dei progetti del suo partito. “Correremo da soli – dice – sostenendo la candidatura di Angelica Falsone, una ragazza molto preparata, laureata, che può dare veramente un contributo forte alla crescita della città ed alla soluzione dei problemi. Gli elettori non si devono far ingannare dalla giovane età della nostra candidata che ha maturato una esperienza politica molto forte”. Intanto, mentre mancano 13 giorni alla scadenza per la presentazione delle liste, ed i partiti sono impegnati nella definizione delle candidature, si registra la posizione del gruppo Campobello libera, che attraverso il suo portavoce Gaetano Ragusa, punta l’indice sulla scelta dell’attuale commissario straordinario che ha soppresso tre istituzioni comunali: Centro diurno, complesso bandistico e centro studi Monastra”. “Non si comprende la  “ratio” – si legge in un documento sottoscritto anche da Udc ed Autonomisti forti e liberi – del Commissario che in solitudine e senza confronto con le forze politiche e sociali elimina con un colpo di spugna tre istituzioni che erano diventate patrimonio della nostra collettività. Invitiamo il Commissario regionale a revocare gli atti di scioglimento delle tre istituzioni”.

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