Canicattì, elezioni: Gufi e Pappagalli

Canicattì, ore 16:40 Su facebook, nel suo profilo personale, il dottor Adolfo Bartoccelli, ha messo una foto: si vede la sua faccia con il baffo fascio-comunista ed ai lati due pappagalli. Uno è di colore giallo, l’altro ha il petto rosso. Il primo, quello di colore giallo guarda avanti, il suo “collega” dall’altra parte avvicina il becco all’orecchio del dermatologo quasi a dirgli: “Ma chi te lo ha fatto fare a metterti con Granata”.

Ecco la fotografia della settimana che rispecchia il momento politico che si  registra a Canicattì in attesa di quel 4 maggio che tutti attendono per la presentazione delle liste dei candidati a sindaco ed al Consiglio comunale: il candidato ed i pappagalli. Chi è il pappagallo di Bartoccelli? Oppure è lui che da voce a chi sta dietro, e lavora nell’anonimato, senza esporsi più di tanto. Bartoccelli sfida Corbo. Che sfida. Si potrebbe dire che sfiga. Stando alle notizie ufficiali i candidati a sindaco al momento sono 2: l’uscente che chiede i voti agli elettori dopo 5 anni di disastrosa e disastrata gestione amministrativa dove sono stati favoriti i pochi a discapito dei molti, ed il dermatologo prestato alla politica chiamato da Giancarlo Granata a curare l’acne che è spuntata sul prospetto del palazzo di città. Gli altri sono solo nomi che circolano anche se dalla loro bocca spunta il vocabolo: sono candidato, dicono sia Tano Cani che Ivan Paci. Il professore, che fino a poco tempo fa era assessore provinciale alla pubblica istruzione, inizia le tappe di avvicinamento alla candidatura. E lo fa per stadi: prima una soft conferenza stampa per la presentazione del movimento Canicattì Futuro, con Enzo Sardo e Massimo Lombardo, con il presidente Cummo e con l’ex assessore all’istruzione di Canicattì, Giusi Terranova.

Quest’ultima, dopo la relazione fatta a casa di Cani (o meglio nella sua scuola privata), avrà pensato: perché sostenere un altro? E da qui le lusinghe del Pd che cerca disperatamente il marito, Giovanni, per convincere la consorte a candidarsi sotto lo sgangherato simbolo del Partito democratico. Quando una donna si vede corteggiata si crede bella, in politica il concetto è uguale, ma attenzione ai volponi che si accontentano dell’acqua “tinta” perché non trovano l’acqua “Vera”. Ivan Paci? Si fa corteggiare da Mario Lazzano che manda comunicati per dire che il ragazzo è bello e promettente e sarà un buon sindaco per la città di Canicattì. E gli altri? Per il momento sono solo Gufi e Pappagalli. Auguri di buona Pasqua, al prossimo editoriale.

Paolo Picone

Lascia un Commento

Articoli recenti