Canicattì, L’arroganza e l’immoralità della casta

Canicattì, ore 19:00 RICEVIAMO da Salvatore Curcio E PUBBLICHIAMO: Come cittadino che paga regolarmente le tasse chiamato,peraltro,a fare ulteriori sacrifici a seguito delle misure adottate dal Parlamento con la recente manovra finanziaria che,a dire di molti addetti ai lavori,costerà” lacrime e sangue”,credevo francamente che anche i nostri rappresentanti politici,al di la dell’appartenenza ai singoli  partiti,specie in un momento di gravissima crisi che sta mettendo in ginocchio molti Stati,compreso il nostro,facessero la loro parte addossandosi una fetta dei relativi costi attraverso l’abolizione di gran parte dei privilegi sinora goduti(alcuni dei quali del tutto sconosciuti dai cittadini) ed  un più incisivo taglio delle indennità a vario titolo percepite i cui importi alquanto elevati incidono pesantemente sull’erario pubblico. Purtroppo i nostri uomini politici,trincerandosi dietro il principio giuridico secondo cui i diritti”acquisiti”non si toccano,dando,in tal modo,ove fosse ancora necessario,ulteriore prova di scarsa se non addirittura assoluta insensibilità nei confronti della collettività al cui interno non è difficile riscontrare padri e madri di famiglia ridotti allo stremo e costretti talora a ridurre persino le spese alimentari scaricando l’intero gravame sulle spalle del solito”pantalone”costretto ancora una volta a stringere la cinghia ed a fare salti acrobatici per poter arrivare alla fine del mese. Stranizza alquanto il fatto che i politici siciliani non sappiano che in Sicilia i consumi alimentari hanno subito un calo stimato intorno al 30% con ricadute pesantissime sulle imprese destinate ad un inevitabile fallimento  con perdita di altri posti di lavoro; basterebbe soltanto prendere visione delle notizie riportate sul giornale “La Sicilia” del 23 c.m.! Comportamenti di tal natura,definibili semplicemente inqualificabili,oltretutto aggravano ancor di più la già esistente situazione infausta di scollamento tra la classe politica e l’elettorato con gravi ripercussioni sulla stessa tenuta del sistema democratico del Paese non servendo a nulla i frequenti richiami del Presidente Napolitano le cui raccomandazioni cadono sempre nel vuoto. Se si considera,inoltre,che nella predetta manovra non sono stati previsti stanziamenti di fondi per il rilancio e la crescita più rapida del Paese,non ci si dovrà meravigliare se in un futuro non lontano lo Stato italiano potrà fare la fine della Grecia la cui drammaticità è sotto gli occhi di tutti. Non può,altresi,essere sottaciuto l’altro non meno grave problema legato alla moralità di alcuni componenti della casta,compreso l’attuale capo del Governo,che,anziché di rifulgere per i propri comportamenti che dovrebbero esser improntati ai sani principi dell’onestà,della legalità,della serietà e dignità in pubblico ed in privato,finiscono sempre con maggior frequenza nelle prime pagine della stampa,nazionale ed estera,per reati connessi alla istigazione alla prostituzione delle veline e/o per atti di malaffare e di tangenti e quant’altro dimostrando una immoralità cosi diffusa e direi quasi generalizzata da far scandalizzare anche le persone più permissive ed affatto puritane. Al di la della fondatezza delle notizie riportate dagli organi della stampa su fatti che saranno oggetto di attento esame da parte degli organi della Magistratura,resta comunque sempre il fatto imperdonabile che,fatta qualche rara eccezione,nessuno dei personaggi indagati abbia sentito il dovere di lasciare l’incarico ricoperto come invece avviene in altri Stati nei quali per fatti forse meno gravi l’amministratore pubblico si mette subito da parte consentendo agli inquirenti di fare i dovuti accertamenti; e di ciò ne son pieni i giornali che basterebbe soltanto sfogliare. Ma simili comportamenti sono insussistenti nel nostro Paese che,in tal modo,finisce con il perdere sempre più credibilità ed affidabilità a livello internazionale; ma di ciò quei personaggi,arroganti e perversi oltre misura,non se ne curano nella convinzione che tutto verrà dimenticato se non addirittura perdonato con il passar del tempo. E,invece,son convinto che si stia tirando troppo la corda che immancabilmente finirà con lo spezzarsi e che,pertanto,sia venuto il momento di dire”basta”considerato che la parte sana della nostra società è ormai stanca di assistere a simili teatrini reclamando legittimamente di essere amministrata da persone di altissima dirittura morale dotate di grande professionalità e tanta voglia di far uscire in tempi ragionevoli il sistema Paese dall’attuale crisi i cui tempi di superamento al momento sono imprevedibili e che,a mio modesto avviso,richiederanno tempi lunghi. E’indispensabile,perciò,un immediato cambiamento da parte di ciascun componente della casta che dovrà rendersi conto che ha ottenuto la fiducia dell’elettorato per rendergli un lodevole servizio e non per commettere atti indecenti e scorretti che sicuramente non tornano a suo merito.

I Commenti sono chiusi

Articoli recenti