Canicattì, Nasce il Partito degli Indecisi

CANICATTI’ – Astensionismo e voto negato. Sono questi i due aspetti che hanno caratterizzato la campagna elettorale appena conclusa a Canicattì. Quella per il primo turno che si è conclusa con la selezione di Ettore Di Ventura ed Ivan Paci per il ballottaggio del 19 giugno. Il dato degli elettori che non  si sono recati alle urne, deve far riflettere la politica locale. Così come deve far riflettere il dato delle 3.280 schede in cui l’elettore ha votato solo per la lista senza esprimere la preferenza per il candidato sindaco. Partiamo dall’astensionismo. In totale, alla chiusura dei seggi, si erano recati alle urne nelle 36 sezioni allestite, 21.049 elettori pari al 63.95 per cento degli aventi diritto al voto. Rispetto alla tornata elettorale del 2011 ha votato l’8 per cento in meno di elettori. La sezione dove si è votato di più è stata la 31 con il 76.31 per cento mentre quella dove si è votato di meno è stata la sezione numero 4 con  il 50.25. Vero è  che nel 2011 si è votato in due giorni, ma è anche vero che la gente non vuole più saperne di andare a votare. Così come è anche vero che il sistema di voto non è particolarmente facile per cui molti elettori, pensando che segnando la lista il voto si estende anche al candidato sindaco, non confermano la volontà di eleggere uno o l’altro candidato sindaco. In questo caso il voto, essendo confermativo, non viene assegnato. E sono stati quasi 3300 i canicattinesi che non hanno segnato nessun candidato sindaco. Per una percentuale del 15.58. La performance di un  partito, quello degli indecisi.

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