Canicattì, risposta dell’ avv. Meli in merito alle dichiarazioni rese dal direttore tecnico della PGS Domenico Savio

  Canicattì, ore 17:35 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Premetto che ciò che oggi scrivo il mese scorso è già stato da me rappresentato telefonicamente al neo dirigente Moncado, cui rivolsi l’invito ad organizzare un incontro  col Sig. Calabrò al fine di far constatare allo stesso, sui luoghi l’assoluta impossibilità “tecnica”, e cioè connessa alla tipologia della struttura del Palasport “Saetta Livatino” , ad essere teatro di manifestazioni sportive di calcio a cinque: 1- la presenza dei canestri fissati al parquet con dei ganci che li fissano a terra non rimuovibile; 2- l’ allocazione del tabellone segna-punti fissato in permanenza al muro dietro cui  dovrebbe essere posizionata una delle due porte; 3- la presenza dei tabelloni segna punti fissati in permanenza al muro  dietro cui dovrebbero essere posizionate le due porte; 4- la presenza delle due uscite di sicurezza con porte a vetri proprio dietro il  posto in cui dovrebbero essere posizionate le due porte; 5- la totale assenza di vie di fuga dietro le porte; 6- la estrema vicinanza delle barre in metallo che separano gli spalti dal campo di gioco; 7- la tipologia del sistema di illuminazione a lampade sospese che, ove colpite dal pallone di calcio, andrebbero in frantumi; 8- la delicatezza del tipo di legno utilizzato per il parquet che sarebbe oltremodo sollecitata. In pratica l’unico motivo del “mistero del perché  il Palazzetto Saetta – Livatino è inagibile per il calcio a cinque” è da ricercare nell’ oggettiva circostanza che la struttura non è tecnicamente idonea ad ospitare la pratica di tale sport, per il semplice motivo che non è stato progettato per questo. Se, aderendo all’invito rivolto, il Sig. Cesare Calabrò piuttosto che manifestare alla stampa le sue perplessità  le avesse manifestate allo scrivente non avrei avuto nessun problema a fornire tutti i necessari chiarimenti, ma in tal senso nulla è avvenuto. Ritengo, in ogni caso, gratuita e offensiva, per l’intelligenza di chi scrive e di chi ha letto l’articolo l’affermazione secondo cui “l’impianto sarebbe diventato una struttura pubblica utilizzata come se fosse privata” (ovviamente mi riferisco solo alla struttura che ho in gestione): compatibilmente agli impegni delle società ospitate e alla tipologia di attività sportiva che  si andrebbe a realizzare si è sempre cercato, nei limiti del possibile, di accontentare chiunque. Concludo formulando al neo presidente Lorenzo Li Calzi, mio fraterno e sincero amico, i migliori auguri per  il nuovo incarico. Avv.Calogero Meli, nella qualità di Presidente dell’A.Dil.Gaudium Basket, Ente Gestore del Palasport Saetta-Livatino.

I Commenti sono chiusi

Articoli recenti