Canicattì, scongiurata l’emergenza rifiuti

Canicattì, ore 11:30 Una proroga di 15 giorni. E’ quanto ha accordato la società Catanzaro costruzioni, gestore della discarica di Siculiana, alla Dedalo ambiente, in attesa di ricevere il saldo delle fatture precedenti per il conferimento dei rifiuti raccolti nei 7 Comuni dell’hinterland licatese. Un debito che ammonta a 2 milioni e 100 mila euro. La scorsa settimana, la società d’ambito è riuscita a racimolare, con i soldi che sono stati versati da alcuni Comuni, la somma di 600 mila euro che è stata subito trasferita direttamente sui conti correnti della ditta Catanzaro. Quindi per il momento viene scongiurata una nuova emergenza rifiuti a Canicattì e negli altri 6 Comuni consorziati con l’Ato Ag3: Licata, Campobello di Licata, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Naro e Camastra. Tra l’altro il caldo torrido avrebbe potuto far scoppiare una vera e propria emergenza con un elevatissimo rischio igienico sanitario per i cittadini. Intanto mentre da un lato si continua a raccogliere, si continua ad assistere alla mancata disinfestazione e pulizia dei cassonetti, che non vengono lavati ormai da diversi mesi. E’ pressochè impossibile avvicinarsi alle zone dove sono sistemati piloni di cassonetti per il cattivo odore che emanano. Per buttare il sacchetto della spazzatura ci si deve tappare il naso. Ma si rischia anche di prendere qualche infezione. Tutto questo nel più totale silenzio da parte della autorità sanitarie del luogo. Per il momento quello dei cassonetti luridi è il problema meno impellente per il Commissario della Dedalo Ambiente Rosario Miceli che replica: “Non ci sono soldi”. La situazione finanziaria altamente deficitaria, nonostante milioni di euro di crediti vantati nei confronti dei Comuni e della Provincia di Agrigento, rischia di far crollare la società. Anche oggi si sono riuniti i sindaci dei Comuni consorziati per stilare un piano di rientro del debito che Dedalo ha nei confronti dei fornitori e soprattutto delle due discariche: quella di Siculiana, il cui debito ammonta come detto a 2 milioni e 100 mila euro e quella di Gela che rivendica un credito di un milione e 200 mila. Per non parlare poi dei dipendenti che devono ricevere gli stipendi a cui si aggiunge l’obbligo del versamento della quota del Trattamento di fine rapporto. Sarà ancora un’estate lunga per quanto riguarda i rifiuti e soprattutto molto calda sotto il profilo dell’ordine pubblico.

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