Chiude l’indirizzo “moda” dell’Ipia Marconi. Studenti lasciati senza istituto

ipia marconi canicattì sfilata di moda1CANICATTI’. Chiude i battenti l’indirizzo “Abbigliamento e moda” dell’Ipia Marconi di Canicattì, scuola considerata la più “pericolosa d’Italia” secondo il rapporto annuale redatto da Cittadinanzattiva. Ma a far decidere la soppressione di questa “branca” didattica, questa volta, non è stata la mancanza di sicurezza negli edifici che ospitano l’istituto, bensì il fatto che non si è raggiunto il numero minimo per formare le classi, interrompendo di fatto la continuità formativa per una ventina di studenti. Costretti adesso a scegliere un altro istituto che presenta questo indirizzo (ma in provincia di Agrigento e nelle città più vicine non ce ne sono), oppure a cambiare indirizzo didattico dopo aver superato un esame di idoneità. Da questa scuola sono uscite “stiliste e stilisti”, come Naouel Bessali, giovane marocchina che si è messa in evidenza nel settore della moda milanese. Ed ogni anno si organizzava anche una sfilata in piazza con le creazioni degli studenti. Il sogno, per molti, di diventare “designer” si è infranto. “Siamo arrivati a questa situazione – spiega la dirigente scolastica Antonella Rizzo Pinna, che dirige l’istituto Ipia Marconi di Favara di cui fa parte il professionale di Canicattì – perché non si è raggiunto il numero minimo per formare le classi. Abbiamo fatto l’impossibile per cercare di salvare questo indirizzo didattico, ma siamo riusciti a confermare soltanto la quinta classe. Le altre, dalla seconda alla quarta scompariranno”. E gli studenti? “Gli alunni – dice la preside – potranno scegliere l’agrario, che si trova a Canicattì, oppure optare per i servizi socio sanitari che abbiamo attivato a Racalmuto. Ma per fare il cambio dovranno sostenere un esame di idoneità. Mi rendo conto che sono indirizzi totalmente diversi da quello scelto dai ragazzi, ma le normative e le direttive in tema di formazione delle classi e contenimento della spesa non ci consentono deroghe. Quindi abbiamo dovuto sopprimere questo indirizzo”. Ma cosa ha determinato questa situazione? “Sicuramente ha influito il fatto che lo scorso anno – aggiunge la dirigente Rizzo Pinna – le lezioni si sono svolte esclusivamente di pomeriggio per mancanza di locali adeguati ed idonei. I ragazzi hanno manifestato per quasi tutto l’anno, insieme abbiamo chiesto al Comune ed alla Provincia di metterci a disposizione una struttura idonea, ma quando la soluzione è arrivata, cioè con l’individuazione di un immobile messo a disposizione dal sindaco della città, era troppo tardi. Quindi nessuno si è iscritto al nostro istituto e non abbiamo potuto formare non solo la prima classe, anzi siamo stati costretti a sopprimere le successive classi, dalla seconda alla quarta”. I genitori degli alunni sono su tutte le furie. Per tutti parla Giuseppe Carusotto, genitore di una ragazza che frequenta l’istituto. “Mia figlia è delusa – dice. Aveva scelto un indirizzo scolastico molto allettante, invece è costretta a cambiare. Qualcuno si stupirà e qualche altro si indignerà per questa anomalia piuttosto grave nell’era delle telecomunicazioni avanzate”.

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