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Amministrative 2013, Salvatore Curcio sui recenti risultati elettorali
Canicattì, ore 08.05 Riceviamo e pubblichiamo: Volendosi dare una interpretazione quanto più esatta possibile, non inficiata da interessi di”bandiera, sui recenti risultati elettorali,pur trattandosi di competizioni amministrative che,in via di principio, non dovrebbero avere una specifica valenza politica,
personalmente son convinto che gli elettori chiamati recentemente alle urne abbiano voluto con il loro voto dare all’attuale Governo una iniezione di fiducia,una nota di incoraggiamento,un maggior sostegno per la concretizzazione in tempi quanto più ravvicinati possibile del programma esposto alle Camere all’atto del suo insediamento. Tale convinzione,a mio avviso,discende dal fatto che la strepitosa vittoria del P.D. non può essere attribuita a fatti o circostanze che,nel giro di qualche settimana,abbiano cambiato o ribaltato la linea del partito che,come noto,in base ai sondaggi preelettorali,era sceso a livelli molto bassi e veniva preceduto dal P.D.L.il quale invece,dopo il responso delle urne,risulta superato e non di poco(si parla addirittura di 16 a zero !). La chiave di lettura che penso possa darsi consiste,a mio modesto parere,nel fatto che l’elettorato di ciascuna Regione italiana,dal nord al sud ,ha voluto premiare più che il Partito Democratico il Governo in carica presieduto dal democratico Letta cui è stato affidato,anche attraverso i continui richiami del Presidente Napolitano,il gravoso compito di dare corso ed attuazione nel più breve tempo possibile alla politica delle riforme e,in maggior misura,alla fase della crescita economica ormai stagnante da parecchi anni che ha messo in ginocchio l’economia di tutti dalle famiglie alle imprese ,piccole e grandi, lasciando sventuratamente i giovani senza speranza,senza alcun avvenire. E di ciò ne è perfettamente consapevole il Capo del Governo il quale,senza mezzi termini,al congresso della CISL ha affermato che dalla attuale crisi non si esce se non vengono varati provvedimenti idonei alla creazione di nuovi posti di lavoro in mancanza dei quali si corre il rischio di precipitare nel baratro più vertiginoso con gravissimo danno per lo stesso sistema democratico. Nello stesso tempo il risultato ottenuto vuole richiamare l’attenzione di tutte le forze politiche e sociali affinchè diano,attraverso un fattivo e partecipativo raccordo tra loro(Governo,Sindacati e Imprese) con ogni urgenza,ciascuno in base al proprio ruolo, immediata attuazione a tutti quei provvedimenti che servano a far cessare l’attuale fase di stallo della quale purtroppo non si intravedono segnali significativi di ripresa,almeno in tempi ragionevolmente brevi. E’ un avvertimento questo che non può e non deve essere sottovalutato da nessuno, specie da chi dispone delle leve del potere, ma che,di contro,deve essere inteso come stimolo per bene operare veramente e realmente nell’interesse dei cittadini la cui soglia di povertà aumenta di giorno in giorno e per la quale è oltremodo indispensabile e necessario l’approntamento di un piano operativo che non tenga più conto delle logiche di partito ma che sia finalizzato esclusivamente alla crescita del Paese. Relativamente alle altre forze politiche in lizza (lega nord e movimento 5 stelle) penso sia condivisibile il giudizio secondo cui l’elettorato ha inteso penalizzare movimenti secessionisti quali la lega nord ( a prescindere dall’uso distorto dei finanziamenti pubblici di comune memoria) nonchè ed in maggior misura il movimento di Grillo a causa credo dello scarso senso democratico di quest’ultimo il cui modus faciendi spesso suona offesa sia alle persone che alle istituzioni. Concludendo non resta che formulare al Presidente Letta l’augurio di un fattivo ed operativo lavoro nella certezza che saprà sfruttare al meglio le opportunità che il popolo italiano ha voluto offrirgli e nella consapevolezza che la via intrapresa dall’Esecutivo dallo stesso presieduto non ammette tentennamenti né ritorni al passato che sarebbero perniciosi per l’intero Paese. -
Elezioni amministrative, dichiarazione di Maria Iacono su risultati
“Le consultazioni amministrative del nove e dieci giugno, in Sicilia ed in Provincia di Agrigento, hanno in molti casi premiato la serietà e la bontà del progetto del partito Democratico per il governo degli Enti locali.” “In Provincia di Agrigento, il pd riconquista comuni importanti come Menfi, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano di Quisquina. “ “incoraggiante è il risultato di Palma di Montechiaro che vede Pasquale Amato al ballottaggio, così come positivo è il risultato di molti piccoli comuni, come Joppolo Giancaxio, Castrofilippo, Lucca e Alessandria della Rocca ,che attraverso la buona amministrazione dovranno costruire percorsi di sviluppo in grado di rispondere alle esigenze delle proprie comunità.” “Ma più in generale questa tornata elettorale amministrativa ha avuto il merito di portare nei consigli comunali, grazie all’introduzione anche in Sicilia del doppio voto di genere tantissime donne.” Credo che si tratti di un ulteriore conquista sul piano delle pari opportunità, inoltre la vivacità, la sensibilità, la caparbietà delle tante donne chiamate a svolgere con responsabilità il proprio ruolo di amministratori rappresenta una straordinaria occasione per le nostre comunità locali. “In molti consigli comunali , soprattutto della Provincia di Agrigento la presenza femminile sfiora il cinquanta per cento e sono certa che rappresenti una risorsa, in grado di arricchire la qualità del dibattito e della proposta politica.” “Il doppio voto di genere, già sperimentato dal Partito Democratico, nelle ultime elezioni primarie, ha avuto il merito di portare in Parlamento più del trenta per cento di donne.” “ Con il voto di domenica e lunedì scorso, la presenza femminile ha raggiunto livelli importanti anche nei Comuni, raggiungendo una presenza straordinaria e di portata storica.” “Rivolgo a tutte le neo elette, al di là delle appartenenze politiche l’ augurio di buon lavoro, per l’affermazione della dignità delle donne, per il rinnovamento della politica e delle Istituzioni.” -
Il Sindaco Zambuto, Comune di Agrigento verso il risanamento: debito ridotto da 40 a 6 milioni di euro in cinque anni”
Agrigento, ore 10.57 “I creditori del Comune di Agrigento saranno pagati. Quasi 10 milioni di euro sono in arrivo, sbloccati dal decreto del Governo sui debiti delle pubbliche amministrazioni, di cui 4,9 milioni disponibili fin da subito. Con questi soldi potremo finalmente dare ossigeno alle imprese e sostenere l’economia del territorio”. Il Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto annuncia, la road map per il riassorbimento del debito pubblico del Comune, confermando la liquidazione dei debiti più anziani fino alla concorrenza delle risorse disponibili, pari complessivamente a 9.946.478 euro. Di questi circa la metà, 4,9 milioni, sono da oggi a disposizione della tesoreria comunale, mentre il restante sarà liquidato il prossimo anno secondo quanto previsto dall’anticipazione del Governo per “assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed eseguibili degli enti locali” prevista dall’articolo 1 del decreto legge 8 Aprile 2013 n.35. “Scaricare sui comuni inefficienze e ritardi è spesso oggetto di dibattito pubblico, non sempre disinteressato e terzo. Il Comune di Agrigento – spiega Zambuto – ha dimostrato di aver chiesto, riscontrato e ottenuto in tempi record quanto lo Stato ha messo a disposizione. Con la stessa velocità gireremmo le somme ai diversi creditori”. “È provato – continua il Sindaco di Agrigento – che grazie alla liquidità e agli strumenti messi a disposizione dal Governo, i Comuni sono nelle condizioni di far riconoscere anche in economia il ruolo di servizio al Paese in questo grave momento di difficoltà”. Quasi interamente riassorbito il debito pubblico del Comune, già ridotto di 24 milioni di euro dal 2007 al 2012. Grazie all’iniezione di 10 milioni di euro il buco in bilancio è stato complessivamente ridimensionato da 40 a 6 milioni. “Sul piano dell’impatto reale – continua il primo cittadino di Agrigento – le risorse in arrivo produrranno il doppio del denaro, garantendo maggiore competitività alle imprese nostre creditrici che, oltre al minor rischio ed alla maggiore capacità di accesso al credito, potranno imboccare con più facilità la strada della ripresa. Sarà quindi attivato un circolo virtuoso, con effetti positivi sull’occupazione e sui lavoratori anche delle imprese non direttamente fornitrici del Comune, quindi sul reddito delle famiglie”. “Sono certo – conclude Zambuto – che tutti gli altri sindaci siciliani sapranno con urgenza far liquidare le risorse per far riconoscere il ruolo fondamentale dei comuni per favorire la ripresa e questo attraverso le imprese del territorio”. -
Ravanusa, la sinistra ha scelto: Annamaria Iacona è il candidato Sindaco
Ravanusa, ore 09.10 Riceviamo e pubblichiamo: Dopo diversi giorni di incontri delle delegazioni che rappresentano area politica di sinistra di Pd, Il Megafono e di Sel, si è giunti, ieri sera, alla scelta condivisa del candidato a Sindaco indicato in Annamaria Iacona avvocato 32 anni sposata e con un figlio. Durante la riunione, in cui erano presenti l’On. G. Lauricella (Pd) e i rappresentanti e delegati di Pd, deI Megafono e di Sel di Ravanusa, sono state espresse idee e linee programmatiche che il candidato Annamaria Iacona, presente all’incontro, seguirà qualora venisse eletta. Dopo settimane di attesa la coalizione di sinistra è la prima ad avere scelto il proprio candidato che si aggiunge a quelli già noti, ovvero a G. Zagarrio candidato del Movimento 5S ed a L. M. Musso della lista civica “Ravanusa è tua”. In questi ultimissimi giorni si è dato il via al toto-sindaco coi i nomi dei possibili candidati nelle liste dei partiti e dei movimenti e delle liste civiche che si avviano alla competizione elettorale. Secondo indiscrezioni il Sindaco uscente Armando Savarino dovrebbe ricandidarsi ed è certa la candidatura C. D’Angelo (Pdl) che con molta probabilità sceglie di concorrere con una lista civica di proprio riferimento, sostenuto dall’Mpa, e raccoglierebbe i consensi non solo nell’elettorato di centro-desta, mentre la lista civica “Servire Ravanusa” avrebbe scelto M. Di Pasquali avvocato di 43 anni. Dieci sono le liste che parteciperanno alla corsa elettorale per eleggere i Consiglieri e il nuovo Sindaco : Pd, Il Megafono, Sel, Pdl, Mpa, Movimento 5S, Ravanusa è tua, Cantiere Popolare, Servire Ravanusa e la lista civica del Sindaco uscente. “ Ho accolto, senza riserva alcuna, l’invito a candidarmi come primo cittadino -ha subito dichiarato A. Iacona- perché credo di rappresentare ciò che l’opinione pubblica chiede a gran voce e cioè rinnovamento che non è solo anagrafico ma di contenuti e di progettualità. Bisogna ridare dignità e prestigio ad una città ormai mortificata da un modo di fare politica lontano alle reali esigenze della gente. Attenzione particolare rivolgerò, immediatamente dopo la mia elezione a Sindaco,ai progetti finanziati dalla U.E. e alla gestione diretta dei servizi pubblici essenziali. ” Questa coalizione a Ravanusa si presenta con un forte messaggio di cambiamento – dice l’On. G. Lauricella (Pd)- che inizia con la scelta di una giovane donna che noi abbiamo individuato in Annamaria Iacona che, se otterrà fiducia dagli elettori, si metterà a lavoro per porre in essere strumenti idonei a favorire principalmente le condizioni lavorative dei giovani. Sono convinto che è il miglior candidato da proporre agli elettori non solo per la sua giovane età ma perché ha le capacità e il giusto entusiasmo per assumersi il gravoso e oneroso compito di amministrare. “Finalmente la coalizione di sinistra a Ravanusa con la scelta di un candidato condiviso -prosegue C. Avarello (Sel)- dimostra grande segno di maturità, di coesione e di coerenza politica. A. Iacona è un candidato giovane che troverà sostegno in chi ha maturato esperienze politico-amministrative pregresse” ” Abbiamo dato precise indicazioni sulle peculiarità della persona da scegliere e condividiamo senza riserve il candidato propostoci dal Pd -concludono i coordinatori de “ Il Megafono”- il rinnovamento politico della classe dirigente è una tappa obbligatoria, che ribadiamo non deve essere di facciata o anagrafico bensì deve rappresentare il punto di partenza per avviare un nuovo processo politico costruttivo, di discontinuità e di rottura con il passato, che lo stesso elettorato ci chiede”. -
Rielezione del Capo dello Stato: un evento che passerà alla storia
Quello che è successo nella giornata del 20 c.m. penso che passerà alla storia anche per il solo fatto che per la prima volta in tanti anni di vita repubblicana il Parlamento italiano, a causa di quanto verrà in seguito detto,non è stato in grado di eleggere il Presidente della Repubblica secondo i dettami previsti dalla Carta Costituzionale ed ha proceduto,scegliendo la via meno accidentata,al rinnovo della carica del Presidente uscente , l’unico al momento in grado di offrire la certezza della massima garanzia dell’unità nazionale in un Paese dilaniato al suo interno da tante divisioni con grave danno,oltretutto,della sua stessa immagine agli occhi degli osservatori internazionali. I fatti che hanno determinato tale reincarico,anche se costituzionalmente previsto, sono ovviamente sotto gli occhi di tutti e di una tale gravità che non lasciano ben sperare per quanto attende il neo Presidente chiamato a sciogliere ,all’indomani del suo giuramento , il grossissimo ed urgentissimo nodo della creazione di un Governo politico e non più tecnico, capace di dare risposte immediate alle esigenze del popolo italiano , la cui formazione non può essere ulteriormente procrastinata.Volendo dare ai fatti, ai quali abbiamo assistito in questi ultimi giorni, una chiave di lettura chiara e non inficiata dai soliti preconcetti dettati dall’appartenenza a questo o quell’altro schieramento,a mio modesto avviso, credo che i nostri politici non abbiano saputo,se non addirittura,voluto interpretare al meglio il responso delle urne del febbraio u.s .dal quale non sono usciti ne vinti ne vincitori bensì son venute fuori tre forze,grossomodo uguali se non equivalenti,costrette,ove si intendessero dare risposte concrete alle reali esigenze del Paese, ad aggregarsi tra loro accantonando almeno per una volta la indecente e solita litigiosità che per troppi anni ha condizionato il normale svolgimento della regolare attività del Parlamento. Personalmente penso che ,dopo il rifiuto grillino, talora formulato in termini oltraggiosi, alla iniziale proposta del Partito democratico,l’unica via percorribile per fornire sul serio risposte immediate ai problemi della povera gente, che soffre anche la fame e qualche volta ricorre persino al suicidio, doveva essere giocoforza quella di fare sin da subito un Governo di larghe intese non lasciando,al contrario, passare così infruttuosamente tanto tempo che poi alla fine,in occasione del rinnovo della più alta carica dello Stato,con la “bruciatura”di personaggi di altissimo spessore,quali Marini e Prodi, i quali tanto avevano fatto in passato per il partito democratico, ha determinato la scissione della gloriosa sinistra italiana e scatenato un’ondata di malcontento nel Paese di non facile gestione. Certamente sarà vero quello che proclama il Movimento 5 Stelle di Grillo che le persone scelte per la Presidenza della Repubblica, rappresentando la vecchia classe politica,non soddisfano l’esigenza del cambiamento voluto dall’elettorato nell’ultima tornata elettorale ma è altrettanto vero che la personalità proposta da tale Movimento,pur condividendone l’alto spessore,appartiene anch’essa allo stesso mondo e per di più in età alquanto più avanzata. Se questo è il quadro reale della attuale situazione politica in Italia,finito l’incubo del rinnovo della Presidenza della Repubblica che magari non piacerà ai grillini ma che era,secondo l’opinione dei più, l’unico modo per l’immediata soluzione di un problema tanto difficile,resta da sciogliere,cominciando sin da domani, l’altrettanto grosso ed urgente nodo della formazione di un nuovo Esecutivo da parte delle attuali forze politiche che dovranno fare i conti con una sinistra non tanto affidabile a causa della sua lacerazione interna e che potrebbe,per tale motivo,costituire un ostacolo alla via delle larghe intese ,che sarà magari un inciucio ma che rappresenta al momento l’unica chance per assicurare la governabilità del Paese considerato,peraltro,che sinora il Movimento 5 Stelle,forse sconoscendo le regole su cui si basa la democrazia parlamentare rappresentativa,pur in presenza di tanti suoi eletti,non ha voluto e credo non voglia( ed in ciò commette un grosso errore)assumersi le relative responsabilità preferendo,invece, cavalcare la tigre del malcontento che non porta da nessuna parte. Al momento penso che sia il caso di formulare l’auspicio che il nuovo,anzi vecchio ma saggio,Presidente sappia trarre,non appena ufficialmente investito delle relative funzioni, le dovute conclusioni da un quadro politico fortemente intrigato e complesso riuscendo ad individuare il personaggio, cui affidare la guida del paese, che sappia, unitamente ad una valida equipe, farlo uscire e con immediatezza dalla lunga embasse, oramai non più tollerabile,attraverso l’adozione di misure legislative che realizzino la fase della crescita senza della quale il Paese scivolerà sempre più nel baratro con gravissime conseguenze negative per tutti. S.Curcio
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Agrigento, Intervista all’Ultimo Presidente della Provincia… forse
Agrigento, ore 20.19 Eugenio D’Orsi non ci sta. “Non sono sicuro di essere l’ultimo presidente della Provincia di Agrigento – ha detto in riferimento alla notizia dell’abolizione dell’ente locale che amministra dal 2008. Ho i miei dubbi che la proposta possa essere concretizzata – aggiunge – e c’è un fatto nuovo, cioè che l’Unione regionale delle province siciliane e l’Upi, l’unione delle province italiane, impugneranno il disegno di legge davanti al Commissario dello Stato e se sarà necessario anche davanti al Tar”. Insomma D’Orsi non crede che l’operazione “Crocetta” possa portare allo scioglimento delle Province. E prova a fare un ragionamento. “La Provincia di Agrigento ha un avanzo di amministrazione di 15 milioni di euro che non abbiamo potuto spendere – dice il capo dell’amministrazione provinciale – a causa del Patto di stabilità. A quale Consorzio andranno questi soldi? Che fa dividiamo in tre. Ed il patrimonio della Provincia, che include caserme dei carabinieri, la stessa Prefettura, le scuole, a chi andrà in eredità? Ed il personale che fine farà? Peggio ancora i precari, chi li garantirà? Tutte domande che non trovano risposta”. Poi il presidente lancia una sfida ai Grillini. “Questi del Movimento 5 Stelle che fanno cri cri, si sono fatti fregare, soprattutto sul fatto che i Consorzi dei Comuni non saranno rappresentati da gente eletta, ma nominata. E spiego anche perché. Il mio partito, l’Mpa, che è in agonia, ha ancora circa 150 amministratori che decideranno chi sistemare nei Consorzi, quindi, la linea sarà sempre dettata dai partiti e non da chi vuol rappresentare il nuovo cavalcando l’onda dell’antipolitica. E poi parliamoci chiaro: Crocetta non ha inventato nulla: i liberi Consorzi li ha istituiti il governo Lombardo”. Poi D’Orsi, che stando alle direttive dovrebbe passare alla storia come l’ultimo presidente, rivendica una serie di interventi fatti in questi 5 anni che hanno contribuito a fare della Provincia di Agrigento un ente virtuoso. “E questo – dice – ci è riconosciuto dalla Corte dei conti e dal Sole 24 ore, nonostante quello che dice e pensa il sindaco Marco Zambuto. In 5 anni abbiamo estinto debiti per 130 milioni di euro, le scuole sono state rese sicure al 75% e potevamo fare di più se non avessimo avuto il capestro del Patto di stabilità, abbiamo sistemato le strade, progettato con fondi nostri e senza ricorrere alla Cassa depositi e prestiti a cui era abbonato il predecessore, il tracciato della 189, abbiamo aperto la strada Mussomeli – San Giovanni Gemini – Cammarata, chiusa da 25 anni che ha favorito il traffico di quella zona di montagna verso una città dotata di ospedale più vicino rispetto al San Giovanni di Dio. Abbiamo sistemato la Scala Reale trasformandola da magazzino ad area espositiva visitata da 4.000 persone, così come abbiamo ospitato le scuole all’interno del giardino botanico, visitato da quasi 5.000 studenti. Abbiamo fatto in modo – aggiunge D’Orsi – che i dipendenti facciano i dipendenti, e che cioè lavorino nell’interesse della Provincia, estirpando l’assenteismo. Se siamo riusciti a fare tutto questo – conclude – non è vero che la Provincia non serve. Una Provincia ritenuta inutile che si trasforma grazie ad un presidente utile. Mentre ci sono enti utili con persone inutili al loro comando”.
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BUONA PASQUA ITALIA. RISORGI ANCHE TU
Agrigento, ore 16.33 Pasqua è la festa del perdono, della serenità, della serietà. Si passa dalla morte alla resurrezione. Dal buio alla luce, dalla miseria alla ricchezza. E’ un periodo di forte transizione. Ecco perché, oggi più che mai, la Pasqua, rispecchia il momento storico che stiamo vivendo. Da un lato una crisi imperante, un governo che non si forma con un parlamento spaccato in tre, la giunta regionale “monca” perché un assessore cantante – che si trasforma in canterino, dissacra le donne, le onorevoli parlamentari. Le Province che non ci sono più, basta, cancellate con un colpo di spugna, come eravamo abituati a vedere nelle nostre scuole tanti anni fa, prima che arrivassero le lavagne luminose. Dall’altra parte, però, una ricchezza che viene ostentata da sempre più persone, privilegi di pochi che rimangono di pochi. C’è qualcosa che non va in questo sistema. Ma la cosa più strana e spregevole è che ci sono persone che non vanno nel sistema, ma ci restano e fanno sistema. Decidono le sorti di migliaia di persone senza esserne all’altezza e senza essere stati scelti. L’architettura democratica dello Stato, dei Comuni, delle Regioni è ormai obsoleta. Serve una “Pasqua” di risurrezione per le istituzioni vecchie e vetuste. Serve la luce nel sistema “Istituzionale” sempre più malato, corrotto e incapace. Ma sarà Pasqua? Domani sarà Pasqua, almeno per il calendario e per la Chiesa. Il nuovo Papa invita alla speranza, ma chiede sofferenza e carità. Saranno i sacrifici e l’umiltà a caratterizzare questa Pasqua? Una cosa è certa. Se non si uscirà dalla “morte” del sistema si rischia solo di evocare un fantasma che non verrà fuori nemmeno se chiamato dai più potenti medium. Lo Stato che adesso sembra un fantasma deve fare il miracolo per i suoi cittadini. Per farci essere orgogliosi di essere italiani, siciliani, agrigentini, canicattinesi, licatesi, saccensi e così via dicendo. Noi vi abbiamo raccontato finora, con i nostri giornali telematici, l’agonia del sistema, la conseguente morte clinica. Da domani vorremmo raccontarvi la Resurrezione del sistema Italia. Per condividerla con i nostri affezionati lettori. Forza Italia: anche se qualcuno aveva utilizzato il grido del nostro orgoglio nazionale per dare un nome ad un partito, nessuno ci potrà mai impedire di gridare: Forza Italia. E Buona Pasqua Italia, Buona pasqua a noi che siamo italiani in una Europa che non riconosce il nostro marchio, il marchio che abbiamo nel sangue. L’Orgoglio Italiano.Auguri
Il direttore di Sicilia Edizioni
Paolo Picone
L’editore
Pietro Asaro
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EDITORIALE DI FINE ANNO. Nel 2013 lo facciamo così. Di Paolo Picone

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