E’ stato rinviata l’udienza della ginecologa accusata per omicido colposo

Canicatti ore 10:10 E’ stata fissata per il prossimo 8 novembre davanti al Gup del Tribunale di Agrigento,nei confronti di Giuseppina Brancato, 51 anni, ginecologa in servizio presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì per la quale viene ipotizzato il reato di omicidio colposo. Nel corso dell’udienza il gup deciderà se rinviare a giudizio o meno il medico. La Procura di Agrigento nelle scorse settimane aveva notificato un avviso di conclusione delle indagini al medico. Sarà dunque un processo a chiarire se la morte del piccolo Nuccio Natalizio avvenuta nel giugno del 2008 sia stata provocata da un caso di mala sanità. Erano le 6 del mattino di tre anni addietro quando la signora Rossana Taglialegami ed il marito Diego Natalizio si presentarono al pronto soccorso dell’ospedale di contrada Giarre perché la moglie al nono mese di gravidanza accusava dei malori. Immediatamente venne trasferita presso il reparto di ostetricia e ginecologia per ulteriori accertamenti. La ginecologa dopo avere visitato la paziente ed effettuato un tracciato aveva deciso di rimandarla a casa perché tutto sarebbe stato nella norma. Appena giunta presso la sua abitazione però, Rossana Taglialegami, venne colpita da una violenta emorragia. La nuova corsa in ospedale dove avvenne il parto ma qualche ora dopo sopraggiunse la morte del piccolo Nuccio. Da qui la denuncia dei familiari i quali da sempre hanno sostenuto che la morte del figlio fosse da attribuire ad un caso di presunta mala sanità. Subito dopo la magistratura dispose il sequestro della cartella clinica e l’acquisizione di tutti gli atti relativi alla vicenda del decesso del piccolo Nuccio Natalizio. In entrambi i casi il legale di fiducia della coppia, l’avvocato Paolo Ingrao, si era opposto all’archiviazione e per questo aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero respingendo di fatto la richiesta di archiviazione. L’imputazione coatta per Giuseppina Brancato era stata disposta anche perché uno dei tracciati effettuati sulla partoriente dalla ginecologa in servizio al momento del suo arrivo in ospedale riporterebbe una presunta correzione a penna di data ed ora. Addirittura viene ipotizzato, che lo stesso possa essere stato sostituito con un altro in cui non veniva evidenziata la sofferenza fetale del bimbo che poi sarebbe deceduto qualche ora dopo essere venuto alla luce

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