Emergenza rifiuti ad Agrigento. IL PUNTO

Agrigento, ore 18.12 I lavoratori delle ditte che avevano il contratto di servizio non percepiscono lo stipendio da marzo. Più volte in questi mesi hanno scioperato. Hanno formato un presidio davanti alla Prefettura, non garantendo più la raccolta in nessuna zona della città. L’immondizia ha invaso tutti i quartieri. Negozi, scuole e ospedali sono in balia della spazzatura. Grossi ratti si aggirano per le strade ad ogni ora del giorno e della notte. E si teme soprattutto per la salute di bambini e anziani. La società Ato, però, ha chiesto un parere legale ai suoi avvocati, chiedendo se possono pagare direttamente loro i lavoratori. E loro hanno detto sì. Oggi si terrà un vertice coi sindacati, per discutere questa soluzione. “È colpa del sistema regionale che impedisce ai comuni di gestire direttamente la raccolta dei rifiuti – ha detto il sindaco Marco Zambuto. La Regione siciliana invia le diffide ai Comuni dell’Ato Gesa Ag2. Il motivo? Non hanno adempiuto al pagamento di quanto dovuto alla società che si occupano de servizio di raccolta dei rifiuti. A questo punto, gli enti hanno cinque giorni di tempo, a partire da oggi, per saldare i debiti prima dell’arrivo del commissario regionale. E c’è già chi ha provveduto all’invio delle prime liquidità. Sono i Comuni di Lampedusa e Porto Empedocle, Cammarata e Raffadali. Questi fondi sono, però, ancora insufficienti. A venire in soccorso c’è la Provincia di Agrigento, attraverso l’impegno del presidente Eugenio D’Orsi, che ha annunciato che anticiperà 130 mila euro, anche questi insufficienti rispetto alla reale esigenza che coinvolge tanti comuni della provincia. Gli operatori non percepiscono lo stipendio da almeno tre mesi. Niente mensilità, tanto meno la quattordicesima e i rimborsi del 730. E la spazzatura resta nei cassonetti.

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