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Favara, il gruppo Rifondazione Comunista sul ritorno dell’ufficio di collocamento

Favara, ore 11.00 Il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista esprime vivo compiacimento per il ritorno a Favara dell’ufficio di collocamento. Il nostro direttivo già da qualche tempo aveva sollecitato l’amministrazione comunale a velocizzare i tempi di trasferimento dell’importante ufficio. Da oggi in poi finalmente i favarese potranno recarsi direttamente in piazza Angelo Giglia per risolvere le loro commissioni legati all’ufficio per il pubblico impiego. Inoltre saranno finalmente sfruttati gli edifici costruiti e mai utilizzati di piazza Angelo Giglia. Cogliamo l’occasione per ribadire al sindaco a tutta l’amministrazione comunale ancora una volta, che bisogna velocizzare il trasferimento a Favara anche dei locali del giudice di pace che ad oggi si trova ad Aragona. Anche questo dislocamento crea non pochi problemi alla cittadinanza.

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  • Ravanusa, la sinistra ha scelto: Annamaria Iacona è il candidato Sindaco

    Digital imageRavanusa, ore 09.10 Riceviamo e pubblichiamo: Dopo diversi giorni di incontri delle delegazioni che rappresentano area politica di sinistra di Pd, Il Megafono e di Sel, si è giunti, ieri sera, alla scelta condivisa del candidato a Sindaco indicato in Annamaria Iacona avvocato 32 anni sposata e con un figlio. Durante la riunione, in cui erano presenti l’On. G. Lauricella (Pd) e i rappresentanti e delegati di Pd, deI Megafono e di Sel di Ravanusa, sono state espresse idee e linee programmatiche che il candidato Annamaria Iacona, presente all’incontro, seguirà qualora venisse eletta. Dopo settimane di attesa la coalizione di sinistra è la prima ad avere scelto il proprio candidato che si aggiunge a quelli già noti, ovvero a G. Zagarrio candidato del Movimento 5S ed a L. M. Musso della lista civica “Ravanusa è tua”. In questi ultimissimi giorni si è dato il via al toto-sindaco coi i nomi dei possibili candidati nelle liste dei partiti e dei movimenti e delle liste civiche che si avviano alla competizione elettorale. Secondo indiscrezioni il Sindaco uscente Armando Savarino dovrebbe ricandidarsi ed è  certa la candidatura C. D’Angelo (Pdl) che con molta probabilità sceglie di concorrere con una lista civica di proprio riferimento, sostenuto dall’Mpa, e raccoglierebbe i consensi non solo nell’elettorato di centro-desta, mentre la lista civica “Servire Ravanusa” avrebbe scelto M. Di Pasquali avvocato di 43 anni. Dieci sono le liste che parteciperanno alla corsa elettorale per eleggere i Consiglieri e il nuovo Sindaco : Pd, Il Megafono, Sel, Pdl, Mpa, Movimento 5S, Ravanusa è tua, Cantiere Popolare, Servire Ravanusa e la lista civica del Sindaco uscente. “ Ho accolto, senza riserva alcuna, l’invito a candidarmi come primo cittadino -ha subito dichiarato A. Iacona- perché credo di rappresentare ciò che l’opinione pubblica chiede a gran voce e cioè rinnovamento che non è solo anagrafico ma di contenuti e di progettualità. Bisogna ridare dignità e prestigio ad una città ormai mortificata da un modo di fare politica lontano alle reali esigenze della gente. Attenzione particolare rivolgerò, immediatamente dopo la mia elezione a Sindaco,ai progetti finanziati dalla U.E. e alla gestione diretta dei servizi pubblici essenziali. ” Questa coalizione a Ravanusa si presenta con un forte messaggio di cambiamento – dice l’On. G. Lauricella (Pd)- che inizia  con la scelta di una giovane donna che noi abbiamo individuato in Annamaria Iacona che, se otterrà fiducia dagli elettori, si metterà a lavoro per porre in essere strumenti idonei a favorire principalmente le condizioni lavorative dei giovani. Sono convinto che è il miglior candidato da proporre agli elettori non solo per la sua giovane età ma perché ha le capacità e il giusto entusiasmo per assumersi il gravoso e oneroso compito di amministrare. “Finalmente la coalizione di sinistra a Ravanusa con la scelta di un candidato condiviso -prosegue C. Avarello (Sel)- dimostra grande segno di maturità, di coesione e di coerenza politica. A. Iacona è un candidato giovane che troverà sostegno in chi ha maturato esperienze politico-amministrative pregresse” ” Abbiamo dato precise indicazioni sulle peculiarità della persona da scegliere e condividiamo senza riserve il candidato propostoci dal Pd -concludono i coordinatori de “ Il Megafono”- il rinnovamento politico della classe dirigente è una tappa obbligatoria, che ribadiamo non deve essere di facciata o anagrafico bensì deve rappresentare il punto di partenza per avviare un nuovo processo politico costruttivo, di discontinuità e di rottura con il passato, che lo stesso elettorato ci chiede”.

  • Rielezione del Capo dello Stato: un evento che passerà alla storia

    Quello che è successo nella giornata del 20 c.m. penso che passerà alla storia anche per il solo fatto che per la prima volta  in tanti anni di vita repubblicana il Parlamento italiano, a causa di quanto verrà in seguito detto,non è stato in grado di eleggere il Presidente della Repubblica secondo i dettami  previsti dalla Carta Costituzionale ed ha proceduto,scegliendo la via meno accidentata,al rinnovo della carica del Presidente uscente , l’unico al momento in grado di offrire la certezza della massima garanzia dell’unità nazionale in un Paese dilaniato al suo interno da tante divisioni con grave danno,oltretutto,della sua stessa immagine  agli occhi degli osservatori internazionali. I fatti che hanno determinato tale reincarico,anche se costituzionalmente previsto, sono ovviamente sotto gli occhi di tutti e di una tale gravità che non lasciano ben sperare per quanto attende il neo Presidente  chiamato a sciogliere ,all’indomani del suo giuramento , il grossissimo ed urgentissimo nodo della creazione di un Governo politico e non più tecnico, capace di dare risposte immediate alle esigenze del popolo italiano , la cui formazione  non può essere ulteriormente procrastinata.Volendo dare ai fatti, ai quali  abbiamo assistito in questi ultimi giorni, una chiave di lettura chiara e non inficiata  dai soliti preconcetti dettati dall’appartenenza a questo o quell’altro schieramento,a mio modesto avviso, credo che i nostri politici non abbiano  saputo,se non addirittura,voluto interpretare al meglio il responso delle urne  del febbraio u.s .dal quale non sono usciti ne vinti ne vincitori bensì son venute fuori tre forze,grossomodo uguali  se non  equivalenti,costrette,ove si intendessero dare risposte concrete alle reali esigenze del Paese, ad aggregarsi tra loro  accantonando almeno per una volta  la indecente e solita  litigiosità che per troppi anni ha condizionato il normale svolgimento della regolare attività  del Parlamento. Personalmente penso che ,dopo il rifiuto grillino, talora formulato in termini oltraggiosi, alla  iniziale proposta del Partito democratico,l’unica via percorribile per fornire sul serio risposte immediate ai problemi della povera gente, che soffre anche la fame  e qualche volta ricorre persino al suicidio, doveva essere giocoforza  quella di fare sin da subito un Governo di larghe intese  non lasciando,al contrario, passare così infruttuosamente  tanto tempo che poi alla fine,in occasione del rinnovo della più alta carica dello Stato,con  la “bruciatura”di personaggi di altissimo spessore,quali Marini e Prodi, i quali tanto avevano fatto in passato per il partito democratico, ha determinato la scissione della  gloriosa sinistra italiana  e scatenato un’ondata di malcontento  nel Paese di non facile gestione. Certamente sarà vero quello che proclama il Movimento 5 Stelle di Grillo che le persone scelte per la Presidenza della Repubblica, rappresentando la vecchia classe politica,non soddisfano l’esigenza del cambiamento voluto dall’elettorato nell’ultima tornata elettorale ma è altrettanto vero che la personalità proposta da tale Movimento,pur condividendone l’alto spessore,appartiene anch’essa allo stesso mondo e per di più in età alquanto più avanzata. Se questo è il quadro reale della attuale  situazione politica in Italia,finito l’incubo del rinnovo della Presidenza della Repubblica che magari non piacerà ai grillini ma che era,secondo l’opinione dei più, l’unico modo per l’immediata  soluzione di un  problema tanto difficile,resta da sciogliere,cominciando sin da domani, l’altrettanto  grosso ed urgente nodo della formazione di un nuovo Esecutivo da parte delle attuali forze politiche che dovranno fare i conti con una sinistra non tanto affidabile a causa della sua lacerazione interna e che potrebbe,per tale motivo,costituire un ostacolo alla via delle larghe intese ,che sarà magari un inciucio ma che rappresenta al momento l’unica chance per assicurare la governabilità del Paese considerato,peraltro,che sinora il Movimento  5 Stelle,forse sconoscendo le regole su cui si basa la democrazia parlamentare rappresentativa,pur in presenza di tanti suoi  eletti,non ha voluto e credo non voglia( ed in ciò commette un grosso errore)assumersi le relative responsabilità preferendo,invece, cavalcare la tigre del malcontento che non porta da nessuna parte. Al momento penso che sia il caso di formulare l’auspicio che il nuovo,anzi vecchio ma saggio,Presidente sappia trarre,non appena ufficialmente investito delle relative funzioni, le dovute conclusioni da un  quadro politico fortemente intrigato e complesso riuscendo ad individuare il personaggio, cui affidare la guida del paese, che sappia, unitamente ad una valida equipe, farlo uscire e con immediatezza dalla lunga embasse,  oramai non più tollerabile,attraverso l’adozione di misure legislative che  realizzino la fase della crescita senza della quale il Paese scivolerà sempre più nel baratro con gravissime conseguenze negative per tutti.   S.Curcio

  • Provincia di Agrigento: incondivisibili le affermazioni di Gero Drago su Pisano, Ciulla e D’Orsi

    Agrigento, ore 20.41 “Non si capisce a che titolo, per quale ragione occulta e su mandato di chi, Gero Drago ha rilasciato  incondivisibili affermazioni sul conto di Lillo Pisano, di Peppe Ciulla e del presidente Eugenio D’Orsi in merito alla nomina di Fabiola Mazzarella in giunta alla Provincia”.  Lo sostiene Nino Sala componente la costituente regionale di Fratelli d’Italia che replica alle dichiarazioni di Gero Drago sulle direttive del partito in merito ad eventuali ingressi in giunta. “Non c’è stata nessuna trattativa privata – aggiunge Sala – come lui afferma, sia perché la capacità e l’intraprendenza vanno apprezzate soprattutto in un partito di recente costituzione più che demonizzate, sia perché tali rimostranze vanno semmai affrontate negli organi interni preposti più che sulle pagine dei quotidiani. Inoltre abbiamo motivo di ringraziare il presidente D’Orsi, a cui va il nostro apprezzamento, per la prontezza con la quale ha registrato la presenza di Fratelli d’Italia nello scenario agrigentino inerendo Fabiola Mazzarella tra i suoi assessori”.

  • Agrigento, D’Orsi richiama Terrana e Vella. Fronda interna in Fratelli d’Italia

    Agrigento, ore 14.00 D’Orsi “richiama” altri due assessori nella sua giunta. Ritorna con 10 componenti l’esecutivo della Provincia. Il presidente ha infatti rinominato il campobellese Vito Terrana e Salvatore Vella come assessori della sua giunta. Gli unici a restare fuori dal rimpasto sono stati quindi Angelo Biondi e Valentina Palumbo (quest’ultima sarà ricordata come l’assessore più veloce della giunta D’Orsi, perché il suo mandato è durato appena 6 giorni). Il capo dell’amministrazione provinciale ha anche assegnato le deleghe. “A me – spiega il neo riconfermato assessore Vito Terrana – sono state attribuite le deleghe ai Lavori pubblici che prima dell’azzeramento avevo in carico”. Riconferme anche per Salvatore Vella che ha avuto le deleghe alla Solidarietà sociale. La giunta quindi, adesso, dopo il mini rimpasto, è composta da: Salvatore Scozzari, Vito Terrana, Piero Marchetta e Salvatore Volpe (Mpa), Pietro Asaro, Francesco Schembri, Salvatore Vella ed Alfonso Montana (I lealisti del presidente), Totò Sciumè (Democratici autonomisti di Peppe Arnone) e Fabiola Mazzarella (Fratelli d’Italia). Solo due le new entry: Salvatore Volpe di Licata che ha sostituito Angelo Biondi e Fabiola Mazzarella per il partito di Ignazio La Russa. Ed è su questa nomina che si è aperta una fronda interna al partito di Giorgia Meloni che ad Agrigento è rappresentato dal consigliere comunale Lillo Pisano. A far sentire il dissenso è stato Gero Drago di Canicattì che ha inviato un sms di fuoco a Lillo Pisano e Peppe Ciulla per dire che la scelta è stata fatta senza consultare tutti i candidati alle Politiche “facendo una trattativa privata personale usando il simbolo Fratelli d’Italia”. “Direi che prima di usare il simbolo per entrare in giunte guidate da presidenti molto discutibili – scrive Gero Drago – era il caso di parlarne con la base, compresi tutti quelli che si sono spesi nel territorio. Sono schifato, deluso, amareggiato – aggiunge Drago rivolgendosi a Ciulla e Pisano – da tale decisione, spero che ritiriate il simbolo attraverso un comunicato stampa perché mi risulta che l’indirizzo di Fratelli d’Italia è il divieto assoluto di entrare in giunte per un mese, sia regionali che provinciali. Le trattative private portano a disunire. Per quel che mi riguarda è una mancanza di stile e rispetto verso tutti quelli che credono in questo partito”. Nessuna replica, al momento da parte di Lillo Pisano e Giuseppe Ciulla. Mentre Fabiola Mazzarella resta in giunta e l’altra sera è stata presentata al Consiglio provinciale come una dei volti più giovani delle giunte targate D’Orsi in questi ultimi 5 anni di legislatura.

  • Agrigento, Emergenza precari: assemblea permanente

    Agrigento, ore 18.00 Precari della Provincia: si apre uno spiraglio per il loro futuro occupazione. Continua la protesta dei 138 dipendenti senza contratto a tempo indeterminato alla Provincia hanno occupato pacificamente l’aula consiliare per chiedere certezze occupazionali. Ieri mattina si è svolto un incontro tra i precari, i sindacati Cgil, Cisl e Uil e gli amministratori. Per l’amministrazione erano presenti il capo della Provincia, Eugenio D’Orsi e l’assessore al Bilancio, il riconfermato Piero Marchetta che prima di parlare con i precari e con i sindacalisti ha prestato giuramento, visto che lunedì mattina non era presente alla conferenza stampa di presentazione della nuova giunta dopo il mini rimpasto. Marchetta ha chiesto qualche minuto per poter giurare, ma è rimasto per circa 40 minuti nella stanza del presidente D’Orsi alla presenza del direttore generale, Giuseppe Vella, che ha dato il sigillo notarile alla riconferma tra gli assessori di Marchetta. Poi c’è stato il faccia a faccia con precari e loro rappresentanti sindacali. La Cgil Funzione pubblica era rappresentata da Alfonso Buscemi, per la Cisl c’era un esponente della segreteria nissena, mentre la Uil era rappresentata dal segretario aziendale, Danile. Dopo un lungo confronto, durante il quale sono state esaminate le richieste dei precari, sul mantenimento del lavoro, si è parlato dello scoglio principale che l’amministrazione attiva trova nell’applicare la volontà di assumere i precari, e cioè il patto di stabilità. In sostanza, lo Stato ha posto dei paletti alle amministrazioni che intendono stabilizzare i precari, e che cioè la spesa del personale deve essere al di sotto del 50 per cento dell’intero bilancio della Provincia. “Abbiamo avviato questo percorso nel 2009 – ha detto Alfonso Buscemi – quando ci siamo accorti che la spesa per il personale incideva per il 56 per cento, poi nel 2011 è scesa al 52%. Quindi adesso, facendo dei calcoli precisi, cioè tolta la quota che versa la Regione per i precari, dovremmo essere al di sotto della soglia del 50%”. Questo significa che D’Orsi potrà stabilizzare i precari. L’amministrazione ha chiesto due giorni di tempo per raccordarsi con i funzionari e le parti torneranno ad incontrarsi. Ma i precari continuano ad occupare l’aula consiliare.

domenica 19 maggio 2013 03:53
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  • Agrigento, Intervista all’Ultimo Presidente della Provincia… forse

    Agrigento, ore 20.19 Eugenio D’Orsi non ci sta. “Non sono sicuro di essere l’ultimo presidente della Provincia di Agrigento – ha detto in riferimento alla notizia dell’abolizione dell’ente locale che amministra dal 2008. Ho i miei dubbi che la proposta possa essere concretizzata – aggiunge – e c’è un fatto nuovo, cioè che l’Unione regionale delle province siciliane e l’Upi, l’unione delle province italiane, impugneranno il disegno di legge davanti al Commissario dello Stato e se sarà necessario anche davanti al Tar”. Insomma D’Orsi non crede che l’operazione “Crocetta” possa portare allo scioglimento delle Province. E prova a fare un ragionamento. “La Provincia di Agrigento ha un avanzo di amministrazione di 15 milioni di euro che non abbiamo potuto spendere – dice il capo dell’amministrazione provinciale – a causa del Patto di stabilità. A quale Consorzio andranno questi soldi? Che fa dividiamo in tre. Ed il patrimonio della Provincia, che include caserme dei carabinieri, la stessa Prefettura, le scuole, a chi andrà in eredità? Ed il personale che fine farà? Peggio ancora i precari, chi li garantirà? Tutte domande che non trovano risposta”. Poi il presidente lancia una sfida ai Grillini. “Questi del Movimento 5 Stelle che fanno cri cri, si sono fatti fregare, soprattutto sul fatto che i Consorzi dei Comuni non saranno rappresentati da gente eletta, ma nominata. E spiego anche perché. Il mio partito, l’Mpa, che è in agonia, ha ancora circa 150 amministratori che decideranno chi sistemare nei Consorzi, quindi, la linea sarà sempre dettata dai partiti e non da chi vuol rappresentare il nuovo cavalcando l’onda dell’antipolitica. E poi parliamoci chiaro: Crocetta non ha inventato nulla: i liberi Consorzi li ha istituiti il governo Lombardo”. Poi D’Orsi, che stando alle direttive dovrebbe passare alla storia come l’ultimo presidente, rivendica una serie di interventi fatti in questi 5 anni che hanno contribuito a fare della Provincia di Agrigento un ente virtuoso. “E questo – dice – ci è riconosciuto dalla Corte dei conti e dal Sole 24 ore,  nonostante quello che dice e pensa il sindaco Marco Zambuto. In 5 anni abbiamo estinto debiti per 130 milioni di euro, le scuole sono state rese sicure al 75% e potevamo fare di più se non avessimo avuto il capestro del Patto di stabilità, abbiamo sistemato le strade, progettato con fondi nostri e senza ricorrere alla Cassa depositi e prestiti a cui era abbonato il predecessore, il tracciato della 189, abbiamo aperto la strada Mussomeli – San Giovanni Gemini – Cammarata, chiusa da 25 anni che ha favorito il traffico di quella zona di montagna verso una città dotata di ospedale più vicino rispetto al San Giovanni di Dio. Abbiamo sistemato la Scala Reale trasformandola da magazzino ad area espositiva visitata da 4.000 persone, così come abbiamo ospitato le scuole all’interno del giardino botanico, visitato da quasi 5.000 studenti. Abbiamo fatto in modo – aggiunge D’Orsi – che i dipendenti facciano i dipendenti, e che cioè lavorino nell’interesse della Provincia, estirpando l’assenteismo. Se siamo riusciti a fare tutto questo – conclude – non è vero che la Provincia non serve. Una Provincia ritenuta inutile che si trasforma grazie ad un presidente utile. Mentre ci sono enti utili con persone inutili al loro comando”.

  • BUONA PASQUA ITALIA. RISORGI ANCHE TU

    Agrigento, ore 16.33 Pasqua è la festa del perdono, della serenità, della serietà. Si passa dalla morte alla resurrezione. Dal buio alla luce, dalla miseria alla ricchezza. E’ un periodo di forte transizione. Ecco perché, oggi più che mai, la Pasqua, rispecchia il momento storico che stiamo vivendo. Da un lato una crisi imperante, un governo che non si forma con un parlamento spaccato in tre, la giunta regionale “monca” perché un assessore cantante – che si trasforma in canterino, dissacra le donne, le onorevoli parlamentari. Le Province che non ci sono più, basta, cancellate con un colpo di spugna, come eravamo abituati a vedere nelle nostre scuole tanti anni fa, prima che arrivassero le lavagne luminose. Dall’altra parte, però, una ricchezza che viene ostentata da sempre più persone, privilegi di pochi che rimangono di pochi. C’è qualcosa che non va in questo sistema. Ma la cosa più strana e spregevole è che ci sono persone che non vanno nel sistema, ma ci restano e fanno sistema. Decidono le sorti di migliaia di persone senza esserne all’altezza e senza essere stati scelti. L’architettura democratica dello Stato, dei Comuni, delle Regioni è ormai obsoleta. Serve una “Pasqua” di risurrezione per le istituzioni vecchie e vetuste. Serve la luce nel sistema “Istituzionale” sempre più malato, corrotto e incapace. Ma sarà Pasqua? Domani sarà Pasqua, almeno per il calendario e per la Chiesa. Il nuovo Papa invita alla speranza, ma chiede sofferenza e carità. Saranno i sacrifici e l’umiltà a caratterizzare questa Pasqua? Una cosa è certa. Se non si uscirà dalla “morte” del sistema si rischia solo di evocare un fantasma che non verrà fuori nemmeno se chiamato dai più potenti medium. Lo Stato che adesso sembra un fantasma deve fare il miracolo per i suoi cittadini. Per farci essere orgogliosi di essere italiani, siciliani, agrigentini, canicattinesi, licatesi, saccensi e così via dicendo. Noi vi abbiamo raccontato finora, con i nostri giornali telematici, l’agonia del sistema, la conseguente morte clinica. Da domani vorremmo raccontarvi la Resurrezione del sistema Italia. Per condividerla con i nostri affezionati lettori. Forza Italia: anche se qualcuno aveva utilizzato il grido del nostro orgoglio nazionale per dare un nome ad un partito, nessuno ci potrà mai impedire di gridare: Forza Italia. E Buona Pasqua Italia, Buona pasqua a noi che siamo italiani in una Europa che non riconosce il nostro marchio, il marchio che abbiamo nel sangue. L’Orgoglio Italiano.

    Auguri

    Il direttore di Sicilia Edizioni

    Paolo Picone

    L’editore

    Pietro Asaro

  • EDITORIALE DI FINE ANNO. Nel 2013 lo facciamo così. Di Paolo Picone

    Agrigento, ore 20.00 Quest’anno abbiamo scelto una formula nuova per farvi gli auguri di buon anno. Il nostro editoriale è qui. Guardatelo con comodo. Buon 2013

     

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