Favara, Omicidio mister Slot machine

Favara, ore 18.11 E’ stato l’anziano favarese, Antonio Baio ad uccidere, la notte scorsa,  Calogero Palumbo Piccionello, 67 anni, pure lui di Favara. Verso le 21,30, di ieri, per motivi al momento sconosciuti, ha esploso cinque colpi con un revolver calibro 38 all’indirizzo del titolare di una società di scommesse. Spontaneamente si è poi costituito presso la sede della Tenenza Carabinieri, consegnando l’arma del delitto ed una busta contenente altre cartucce dello stesso calibro. La vittime era considerato “Mister Slot”, il re delle slot machine e dei video poker che gestiva in provincia di Agrigento le macchinette mangia-soldi. Lui aveva quasi un terzo del mercato, una sorta di monopolio del noleggio e dell’installazione delle macchinette, ma anche giochi e divertimenti anche quelli di ultima uscita. Il suo fiore all’occhiello era l’Aster Games, una delle più quotate sala giochi della provincia, in piazzale Giglia nel quartiere di San Leone, nel regno della movida estiva agrigentina. Ufficialmente da alcuni anni aveva passato la mano, e la società che gestiva la sala Aster Games nella frazione balneare era controllata dal figlio Giuseppe, di 38 anni, con sede a Favara. Ed è stato proprio Giuseppe a denunciare ai carabinieri il 28 giugno del 2011 che ignoti avevano esploso due colpi di fucile caricato a pallettoni contro la vetrata della sala giochi Aster, dichiarando agli inquirenti che non aveva mai ricevuto richieste di carattere estorsivo. Ma il padre sapeva come e chi contattare nel mondo di Cosa nostra favarese per non pagare il pizzo. In una intercettazione contenuta nell’ordinanza “Nuova cupola” si legge proprio che la vittima cercò in alcuni conoscenti in odor di mafia il rimedio per non piegarsi alle richieste di denaro. Era il periodo in cui Cosa nostra agrigentina guidata dal palmese Francesco Ribisi e dal suo vice Giovanni Tarallo, voleva mettere le mani sugli affari redditizi dei video poker e delle scommesse. La salma di Palumbo Piccionello è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Agrigento a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, mentre l’autore dell’omicidio è stato trasferito al carcere di contrada Petrusa.

I Commenti sono chiusi

Articoli recenti