Fermo Tir: scatta l’operazione Vespri siciliani: presidio a Grottarossa

Canicattì, ore 21:10 Saranno 5 i presidi in provincia di Agrigento scelti dal movimento “Forza d’urto e dei forconi” e dalle associazioni dei trasportatori per protestare contro il “caro benzina” e contro le inefficienti politiche del governo nazionale a tutela della professione. Scatta a mezzanotte l’operazione “Vespri siciliani” che ad Agrigento vedrà i blocchi su 5 punti strategici: ad Agrigento alla rotonda “Giunone” proprio sotto ai Templi, a Campobello di Licata sulla statale 123 per Canicattì, in contrada Garcitella, a Licata presso il ristorante El Sombrero, sulla 115, a Canicattì in contrada Grottarossa e a Favara al bivio per Aragona. Mentre Aias ed Aitras confermano lo “sciopero” dei camion ad Agrigento si consuma anche la rottura all’interno della Fita Cna. Il presidente provinciale, il camionista ravanusano Andrea Brancato, si è dimesso perché l’associazione non ha aderito allo sciopero. “Non mi sento rappresentato dai vertici regionali e nazionali – dice Brancato – quindi lascio la Cna ed aderisco alla protesta del movimento dei forconi. La categoria – aggiunge l’ex presidente provinciale della Fita Cna, Brancato – è esasperata. Non riusciamo più a far fronte alle spese e rischiamo di spegnere i motori dei nostri camion per sempre”. Al fermo hanno aderito anche le associazioni Aitras e TrasportoUnito Sicilia, nonché il neonato movimento di agricoltori Movimento dei Forconi, l’Associazione Pescatori Marittimi Professionali ed il Partito delle Aziende di Palermo. L’incontro tra il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, e quello del movimento dei Forconi, Mariano Ferro, con il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, non ha scongiurato la serrata dei camionisti siciliani. Richichi ha assicurato che sarà una “protesta civile, ordinata e corretta, nella quale ogni elemento di disturbo o che non sia in sintonia con le ferree regole di buon comportamento e di civile azione sarà isolato e respinto dal servizio d’ordine del Movimento costituito tutto da ‘padri di famiglia’ che rifuggono qualsiasi tipo di intemperanza e, ancor più, di violenza”. Intanto cresce la preoccupazione tra le famiglie e soprattutto tra gli automobilisti costretti a fare “il pieno di carburante” perché uno degli effetti prodotti dallo sciopero sarà appunto la mancanza di rifornimenti alle pompe di benzina. Si fermeranno anche le categorie che trasportano alimentari quindi anche le scorte potrebbero scarseggiare nei supermarket. La novità di questo sciopero è l’assoluta corrispondenza di intenti tra autotrasportatori ed agricoltori. Anche i trattori infatti saranno sulle strade ad attuare i blocchi. Ma anche gli imprenditori hanno aderito alla serrata. E’ il caso di una grossa azienda di Campobello di Licata, la Gessica che attraverso l’amministratore Lillo Lo Leggio ha deciso di essere al fianco di chi protesta per rivendicare migliori condizioni lavorative.

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