Finalissima Gara 3 Cus Messina – Pol. M. Mura 100 – 64

Canicattì, ore 18.30 La gara 3 per la promozione di diritto in C1 è andata al che così si laurea campione sul campo, confermando la superiorità tecnica degli atleti del roster. Dopo una settimana trascorsa a suon di polemiche sugli incresciosi episodi contestati alla tifoseria della Mario Mura e che hanno riguardato l’atleta di colore Mumuni, il quintetto biancorosso si presenta a Messina con l’intenzione di giocarsela fino in fondo. Ma l’ intenzione resta al palo contro un quintetto peloritano travolgente che mette i puntini sulle i fin dal primo tempino. A due minuti circa, dalla fine del primo quarto, Manzo chiama la prima sospensione, a causa del brutto gioco della squadra. Impressionante la sfilza di canestri realizzati che formano già un gap di – 24. Nel secondo parziale la Mario Mura prova a contenere il ciclone Messina che va negli spogliatoi per la pausa lunga con un risultato che è più del doppio di quello degli ospiti. Terzo e quarto parziale piuttosto equilibrati, in cui i canicattinesi provano a venir fuori ma il divario iniziale è incolmabile e il Messina festeggia la C1 andando in tripla cifra e onore al merito. Un pò meno onorevole il comportamento del numerosissimo pubblico (circa 500-600 persone), che hanno accolto la formazione biancorossa con indosso maglie nere o bianche con su scritto “Vorrei la pelle nera” e “Willy è mio fratello”, con specifico riferimento alle accuse di razzismo cui si accennava sopra. Il bilancio dell’anno è scontato: un campionato giocato con la passione e l’impegno che ha contraddistinto tutti, dai dirigenti all’allenatore, agli atleti, ai fans, alle famiglie dei giovani giocatori, ai componenti del Gruppo d’Assalto. Un grazie va a tutti coloro che si sono spesi per questo sport con costanza ed energia anche a costo di notevoli sacrifici, ma il risultato è stato oltre ad un bel e onorevole campionato, una coesione del gruppo che ha fatto spesso la differenza. Non si sono mai visti protagonismi e, al contrario, si è potuto apprezzare lo spirito di solidarietà e di squadra. Meritevoli di particolari ringraziamenti Beto Manzo, coach e giocatore, per essere riuscito ad amalgamare i ragazzi dando loro un unico e forte obiettivo, l’evergreen Nino Strazzera, 39 anni e non sentirli, dal gioco pulito e di qualità, grande collante per il gruppo, il capitano Gero Drago, che quest’anno si è impegnato come non mai, quasi sempre in panchina ma presente sempre, nei momenti di bisogno, sia per i compagni che per la società e al Gruppo d’Assalto per il tifo che spesso ha sollevato gli animi in campo e fatto conquistare fiducia. Ultimo ma non ultimo un grazie va anche al custode dell’impianto sportivo che ha seguito in silenzio e con paziente impegno la squadra in tutti i suoi estenuanti allenamenti. Ci si rivede a inizio del prossimo campionato, dopo le meritate vacanze

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