fini e prefetto ferrandino

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA ON. FINI AD AGRIGENTO

Agrigento, ore 9:17 Gianfranco Fini ad Agrigento per parlare di immigrazione, ma anche e forse soprattutto per tenere “buoni” i rapporti con la base del suo partito, Futuro e libertà, dopo la “diaspora” del leader del gruppo storico legato al presidente della Camera dai tempi di Alleanza nazionale. Adesso è rimasto Luigi Gentile, parlamentare regionale ed ex assessore ai Lavori pubblici. Con una pesante eredità: “raccogliere quel che resta dei valori della destra nel nuovo agone politico che vede Fli inserito ed organico al Terzo polo, con l’Udc, l’Mpa e l’Api di Rutelli. La terza carica dello Stato, arriva ad Agrigento con un’ora di ritardo rispetto alle previsioni. Prima tappa in Prefettura dove ad attenderlo c’è il Prefetto, Francesca Ferrandino. Al secondo piano del palazzo prefettizio il presidente della Camera incontra il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato al sindaco di Agrigento, Marco Zambuto ed al presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi. Si parla del problema dell’immigrazione ma l’esito del summit è rigorosamente top secret. Ingresso vietato ai giornalisti, solo i cameraman delle tv possono entrare per girare le riprese prima dell’inizio del vertice. Si attende una dichiarazione all’uscita dalla Prefettura ma dall’entourage di Fini fanno sapere che il presidente rilascerà dichiarazioni solo al teatro Pirandello, dove è previsto il bagno di folla con le istituzioni e con il “popolo di Futuro e libertà”. Ed appena arrivato davanti al municipio di Agrigento, dove è ubicato il teatro, Fini inizia a parlare di immigrazione. “C’è una ripresa dei flussi visto quel che è successo in Tunisia e Libia. L’Italia deve rispettare, in ogni momento, quei principi umanitari, il massimo rigore, cioè l’accompagnamento quando chi viene lo fa senza averne diritto”. Poi il presidente della Camera parla della legge Bossi – Fini, attualmente in vigore per il contrasto alla immigrazione clandestina. Alla domanda se la legge è da riscrivere, Fini risponde: “Secondo me è da attuare, con qualche aggiustamento, ma il principio della legge, non solo perché porta il mio nome, io lo condivido. Principio nella sue grandi linee. Vale a dire. Fermo restando che hanno diritto di restare in Italia coloro che rientrano in quelle categorie di richiedenti asilo, per ragioni umanitarie, chi entra clandestinamente deve essere riaccompagnato nel paese di provenienza. Questo è il principio della legge. Poi l’attuazione spetta al governo. L’Europa deve affrontare questa nuova emergenza”.

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Paolo Picone

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