Intervista al Segretario Generale della U I L di Agrigento, Aldo Broccio

logouil Agrigento ore 9.30, riceviamo e pubblichiamo: d . Segretario, com’è in generale il clima di fiducia dei lavoratori del territorio agrigentino sulla possibilità dell’uscita dalla crisi ? r. la fiducia è ai minimi storici perché non vi sono grandi aziende, e la poca progettualità che c’è stata negli ultimi anni  ha visto il lavoro allontanarsi sempre di più : da anni si è in attesa dell’inizio dei lavori per conto di ENEL e NUOVE ENERGIE, con investimenti  privati economicamente di grande rilievo per la costruzione del “ Rigassificatore “ a Porto Empedocle che dovrebbe dare lavoro a diverse centinaia di persone per alcuni anni; con i ricorsi legali di alcune associazioni pseudo ambientaliste prima e con l’arrivo di Avvisi di Garanzia ad alcuni dirigenti dell’ENEL, tutto pare si sia fermato. Il progetto della riconversione della Centrale ENEL di Porto Empedocle da olio combustibile a turbo gas con minori emissioni nell’atmosfera ed il mantenimento dell’attuale assetto occupazionale fino al 2025, con un investimento da parte di Enel di circa 800 milioni di euro, è stato bocciato ( a maggioranza 11 a 9 i voti espressi in Consiglio Comunale ); fortunatamente il parere è obbligatorio ma non vincolante !  Il Termovalorizzatore di Casteltermini non sarà più costruito, l’impianto ITALCEMENTI ha chiuso i battenti, il sito minerario dell’ITALKALI che ha grandi potenzialità per la coltivazione e la commercializzazione della kainite, malgrado proteste e proposte varie, ancora non fa intravedere, nel breve, possibilità di reale attivazione del processo produttivo; nella Pubblica Amministrazione, vera valvola di sfogo per l’occupazione nel territorio, usata dalla politica come ammortizzatore sociale,  non si assume da anni ed il numero dei precari negli Enti Locali è altissimo, noi ce la stiamo mettendo tutta per addivenire ad una soluzione anche per questa non semplice problematica; la cronica carenza di infrastrutture e le infiltrazioni nel tessuto produttivo della criminalità organizzata, affossa anche i più ottimisti. d. che ampiezza ha il numero dei senza lavoro, giovani e donne soprattutto ? r. da quando sono cambiate le regole sul collocamento, non è più possibile avere un dato certo sulla disoccupazione in provincia, tuttavia dal nostro osservatorio, il dato, depurato dalla gran massa di lavoratori in nero, come fatto generale comprendente giovani e donne, si trova oltre il 50 %; d. quali settori – agricolo, manifatturiero, commerciale, dei servizi – accusano maggiori debolezze di fronte ad una possibile ripresa ? r. a seguito degli accordi stipulati dell’Unione Europea l’agricoltura locale, che pure ha dei prodotti di eccellenza quali le ARANCE di Ribera, le PESCHE di Bivona, l’UVA ITALIA di Canicattì, il MELLONE CANTALUPO di Licata, etc., non riescono più ad avere un grande mercato anche perché prodotti similari, seppur di qualità inferiore, provenienti da altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, hanno costi inferiori dovuti ad un minore costo del lavoro e ad una minore pressione fiscale; il manifatturiero non è mai esistito se non per qualche piccola azienda a conduzione familiare; il commercio risente fortemente della mancanza di liquidità in circolazione per cui anch’esso versa in condizioni davvero critiche; i servizi sopravvivono, specialmente quelli alla persona rigorosamente in nero ( colf e badanti su tutti ) ma altri come quelli pubblici ( acqua e rifiuti ) risentono fortemente degli effetti devastanti di una privatizzazione pilotata, acqua e rifiuti nel territorio agrigentino fanno registrare le tariffe più alte d’Italia con servizi carenti e non soddisfacenti; il trasporto pubblico locale è assolutamente inadeguato e comporta grosse penalizzazioni, in tempi e costi, sia per lo spostamento di persone che di merci; una piccola nota positiva la troviamo nel settore vitivinicolo in quanto le Aziende del settore maggiormente competitive per qualità, continuano ad avere apprezzamento e quindi mercato, malgrado la crisi, sono riusciti a mantenere i livelli occupazionali; d. quali invece i comparti che non hanno perso forza o comunque hanno già ripreso a funzionare ? r. la grande potenzialità del territorio è il turismo, con la Valle dei Templi dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, con circa 150 km. di costa meravigliosa ed anche con realtà interessanti nell’interno, tuttavia il Turismo per portare ricchezza deve essere gestito come una industria, cosa che puntualmente non avviene; l’unica positività è data da una notevole quantità di Bed & Breakfast aperti, soprattutto da giovani che, abbattendo i costi di gestione riescono a sopravvivere; a mio parere, senza strategia ed organizzazione, oltre che infrastrutture per fare arrivare i turisti, è una battaglia che difficilmente può essere vinta, malgrado l’impegno e la buona volontà di molti; d. in un faccia a faccia con i responsabili dell’attuale Governo, quali richieste vorrebbe avanzare ? r. lavoro per tutti ! sembra banale, però le condizioni virtuali e le potenzialità ci sono tutte; dotare il territorio di un aeroporto, potenziare il porto di Porto Empedocle anche attraverso il dragaggio che consenta l’attracco alla grandi navi da crociera oltre che ai grossi mercantili, il rilancio del settore minerario, la chiusura dell’anello autostradale Gela – Castelvetrano, l’attivazione di una zona franca per la legalità, e poi una burocrazia più snella, la riduzione delle tasse sul lavoro ed una politica sociale realmente a favore del cittadino oltre ad una politica di controllo ed indirizzo degli Istituti di Credito affinchè il costo del denaro per cittadini ed imprese sia lo stesso di quello praticato in altri territori del nostro Paese, perché il costo del denaro è spropositato e l’accesso al credito, da noi, è quasi impossibile; d. in questa fase cosa pensa che ci sia da fare ? r.  sono fermamente convinto che occorra  osservare attentamente non solo quello che accade nei centri di potere, luoghi ove si assumono le decisioni,  ma prestare attenzione alla periferia dove la gente, giorno dopo giorno, si impoverisce sempre di più e sempre più spesso assistiamo ad episodi intollerabili quali quelli di persone, non più solo i mendicanti o gli extracomunitari, che per non morire letteralmente di inedia vanno a rovistare fra i cassonetti della spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. Certamente il Sindacato ha grandi limiti in termini di sfera di competenza attiva, in primis quello di non potere legiferare, però andrebbe ripresa fortemente la questione meridionale che non è mai stata risolta, perché  la politica non ha mai veramente voluto e per quanto riguarda la nostra regione occorre decidere se l’Autonomia è un valore, allora bisogna essere conseguenzialmente decisi e fare il possibile per un rilancio normativo, economico e sociale che secondo me è alla nostra portata, diversamente continua ad essere una palla al piede, un peso che porterà inevitabilmente la Sicilia ed i siciliani, a fondo. Più di altri il territorio agrigentino vive da anni  il dramma non solo della disoccupazione locale ma anche quello dell’immigrazione, ebbene non sarebbe male smetterla di indignarsi, anche a livello europeo, per quanto di negativo è accaduto e potrebbe riaccadere, ed invece analizzare i problemi e porre in essere i correttivi che le situazioni, di volta in volta richiedono in particolare a Lampedusa ma non solo : il dramma dei migranti e le problematiche che si creano  fra i cittadini delle località che li ospitano temporaneamente non si possono vedere i televisione come un film e poi criticare, occorre viverle le situazioni e soprattutto agire. Non sarebbe male sollecitare ulteriormente il Governo nazionale e quello europeo per investimenti in infrastrutture nel Territorio.

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