Ivan Paci sui disagi al Barone Lombardo: lettera di fuoco al sindaco Corbo

Canicattì, ore 19:42 Disagi al Pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Ivan Paci, capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale, tenta di incontrare il direttore sanitario Maria Grazia Antonini, che gli rifiuta il confronto. Paci si rivolge quindi al sindaco, Vincenzo Corbo. Ecco la lettera che Paci ha scritto al sindaco di Canicattì: mi rivolgo a Lei, in quanto garante della salute pubblica sul territorio comunale per segnalare una situazione di grave disagio che mi viene giornalmente rappresentata da numerosi nostri concittadini. Alle difficoltà che l’utenza incontra nell’Ospedale Barone Lombardo, con particolare riferimento ai servizi del Pronto Soccorso e del reparto di medicina generale, dove gli operatori sanitari sono costretti da anni a lavorare in situazioni di forte disagio, con numerose carenze e difficoltà,che incidono negativamente sulla funzionalità sanitaria e sulle condizioni dei malati, vanno aggiunti i metodi poco urbani con i quali il direttore sanitario del presidio ospedaliero, la dott. Maria Grazia Antonini si rivolge a chi chiede conto di tanta disorganizzazione.
In tal senso posso riportare un’esperienza personale che mi ha lasciato molto perplesso per il modo brusco con il quale la dott.ssa Antonini si è rifiutata di dare spiegazioni al sottoscritto che per il suo ruolo di consigliere provinciale era stato investito dei numerosi problemi che all’interno dell’azienda esistono da anni. A denunciare le carenze sono stati anche nel passato più o meno recente anche i rappresentanti del Comitato per la difesa dei diritti del malato.
Rifacendomi ai poteri che le vengono conferiti dalla legge, Le chiedo di adoperarsi affinchè all’interno della struttura sanitaria venga controllata la qualità del servizio, il rispetto delle persone e l’attuazione del diritto alla salute  adoperandosi per cambiare concretamente situazioni dolorose per i cittadini. 
Nello stigmatizzare un atteggiamento poco disponibile come quello riscontrato nella persona del direttore sanitario non posso, invece, che plaudire all’impegno, alla disponibilità, all’abnegazione con cui il personale sanitario e parasanitario tutto si adopera per sopperire a quelle carenze organizzative di cui sopra, aggravate dalla carenza di spazi e di personale. A questi coraggiosi operatori va tutta la nostra riconoscenza per i sacrifici che affrontano in una gestione dei servizi che certamente non è assistita con pari generosità da chi dovrebbe guidarla e organizzarla nell’interesse dell’utenza.

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