L’indecorosità della “casta”

Canicattì, ore 9.30 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Che il Governo presieduto dall’economista Prof .Monti dovesse adottare provvedimenti impopolari definiti a buona ragione “lacrime e sangue” c’era da aspettarselo; ma che i sacrifici dovessero essere scaricati solamente,come del resto si è sempre fatto nel nostro Paese,sulle spalle delle persone oneste  non era  prevedibile anche perché l’attuale Premier,all’atto del suo insediamento,aveva fatto ben sperare affascinando gli italiani convinti che,a differenza del passato,un governo di tecnici sarebbe stato capace di far pagare le tasse a tutti  proporzionalmente  ai redditi posseduti e ciò nel nobile intento di far uscire  il paese dalla drammatica crisi finanziaria nella quale era sprofondato da tempo a causa dei  motivi a tutti noti. Ci eravamo illusi  che finalmente sarebbe stata operata una “pulizia” al sistema della corruzione dilagante,del famelico  appetito di una classe politica senza alcun ritegno,delle organizzazioni sindacali il cui maggior merito è stato quello di tutelare i fannulloni pubblici e privati e quant’altro; ci si aspettava,in verità, una seria politica di rigore in cui,finiti i teatrini del passato,ciascun cittadino fosse chiamato a contribuire con le proprie sostanze al  risanamento dei conti pubblici in dissesto facendo ,in tal modo,riacquistare al paese quella credibilità richiesta a più riprese dalle Banche internazionali e dai mercati finanziari. Purtroppo non è stato cosi perché il Prof. Monti è stato frenato nella sua opera risanatrice dalla solita “casta” preoccupata, più che del bene del paese, di mantenere i privilegi acquisiti nel tempo con provvedimenti dissennati ed egoistici degni di una monarchia assolutistica di medievale memoria. Stranizza in proposito e non di poco il fatto che in questi ultimi tempi sia tenuta  occupata  in maniera costante l’attenzione dei media sulle modifiche da apportare all’art.18 ( che sicuramente non  salverà il paese dalla recessione) mentre viene( e penso di proposito) trascurata la circostanza del fatto che oramai non si parla più di riduzione del numero dei parlamentari  e della diminuzione delle loro indennità,dell’abolizione degli Enti inutili,della soppressione delle Province,dello sperpero di denaro pubblico che tuttora viene perpetrato mentre sarebbero maggiormente efficaci le misure finalizzate alla dismissione di tanti edifici demaniali non più utilizzati,alla drastica riduzione del numero dei militari costituenti un esercito che oramai non ha più senso mantenere in vita,al richiamo delle forze militari dislocate nelle zone calde del mondo che tanto costano sia in termini di perdita a stillicidio di tante  vite umane  che in termini economici  etc etc. Continua,al contrario ,in vista delle imminenti competizioni amministrative di primavera,,il solito teatrino delle possibili alleanze,degli scontri tra i diversi leaders dei partiti ,delle frecciate che quotidianamente si scambiano tra loro i rispettivi segretari  facendo finta che nulla è cambiato  e che,subito dopo il governo dei tecnici,tutto continuerà come prima se non addirittura peggio tanto il popolo non conta niente e continuerà,come sempre,a sopportare pazientemente  le loro angherie alla faccia dei padri di famiglia che continuano a perdere il lavoro,dei giovani che non hanno speranza di trovarlo,della gente che non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese e che dovrà quanto prima  tirare ancor di più la cinghia allorquando nel mese di giugno,oramai alle porte,dovrà effettuare un enorme esborso  di denaro per il pagamento dell’IMU e delle varie tasse aumentate ogni giorno con prelievi a carattere nazionale,regionale ,provinciale e comunale e chi ne ha più ne metta. Ma di ciò la nostra classe politica,tecnica o non,non se ne preoccupa perché,come nell’antica Roma,” de minimis praetor non curat” tanto alla stessa,sazia sino all’inverosimile,non interessa sapere come farà una povera vecchierella con un piccolissimo abitacolo a dover pagare la ex ICI  mentre di converso i soliti furbi continuano a fare i loro comodi! C’è da pensare e fondatamente  che la situazione,dopo oltre cento giorni di un governo composto da tecnici,che,essendo  profumatamente pagati per il loro lavoro sicuramente non svolto a titolo gratuito,hanno contribuito e tuttora contribuiscono a dissanguare le casse dello Stato,non sia per nulla cambiata anzi si è ulteriormente aggravata tanto che,passata l’euforia iniziale,il nostro attuale Premier,la cui ventilata fase della Crescitalia non è per niente decollata,ha lasciato intendere che potrà gettare la proverbiale spugna incurante del fatto” trascurabile “che resteranno a carico dei poveri cristi le maggiori tasse imposte dal suo governo ed  avallate dalla solita casta che definirla”indecorosa” significherebbe farle un complimento. Vorrei chiudere con la frase di Cicerone  allorquando ebbe a dire”Quousque tandem Catilina abutere patientia nostra?” che,tradotto nella lingua nostrana,vuole rappresentare la stanchezza di un popolo tartassato,più di qualsiasi altro al mondo,da tasse elevatissime e che chiede e si chiede per quanto tempo ancora dovrà  subire vessazioni di tal genere atteso che oramai la misura  è realmente colma e che la fame,essendo cattiva consigliera,potrebbe far fare insane azioni di rivolta che non gioverebbero a  nessuno. S.Curcio

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