La nostra mission: Informare i nostri lettori. Un giornale, il nostro, non un blog

Canicattì, ore 16:16 C’è una netta distinzione tra Informazione (comunicazione) ed interazione. Il nostro giornale on line, per scelta editoriale, ha deciso di “Informare”. Ecco perché si chiama giornale. Se avessimo scelto di fare un sito informativo per interagire con chi legge e farci lasciare i commenti per incentrare una discussione sull’oggetto della notizia, avremmo aperto un blog e non ci saremmo nemmeno preoccupati di iscrivere la testata al registro stampa del Tribunale di Agrigento. Questo perché, nell’idea dell’Editore, Sicilia edizioni di Pietro Asaro, c’è sempre stata la volontà di creare un “notiziario”, cioè un giornale inserito nella vastissima rete internet, per informare i cittadini su quanto accade in Sicilia, ad Agrigento, o a Canicattì, Sciacca e Licata ed in tutti i Comuni che vi gravitano attorno. Non abbiamo mai scritto una riga di una notizia o di un editoriale pensando ai commenti che avrebbero fatto i nostri lettori. Abbiamo approvato gli insert di chi si è preoccupato di commentare una notizia o un  fatto estremamente grave, o una decisione politica, ma non abbiamo spinto o fomentato il dibattito tra lettori. Perché non è questo il nostro compito, né tanto meno il nostro obiettivo. Abbiamo deciso di chiudere i commenti su alcune notizie proprio per evitare la “cagnara”. Noi non facciamo “Cortile” o “Curtigghiu” come si dice in dialetto. Questo lo lasciamo fare ad altri, a chi lo fa e lo ha sempre fatto perché non conosce le regole deontologiche della professione giornalistica. “Il giornalista è tenuto a valutare se la notizia sia di interesse pubblico e se il particolare che si sta per pubblicare (anche quello che rientra nella sfera privata del singolo) sia essenziale all’informazione”. Ed è questo quello che contraddistingue la linea editoriale di Sicilia edizioni con i 5 giornali on line. canicattinotizie.net così come le altre 4 testate, riportano fatti e notizie di interesse collettivo. Non sono necessari i commenti a questi fatti. Chi si nutre di commenti o si auto commenta la notizia dimostra che non sa fare il mestiere del giornalista, ma ha un futuro da blogger. Si può aprire un blog. Deve avere almeno l’onestà intellettuale di chiamarlo con il suo nome, cioè blog e non di spacciarlo subdolamente per sito informativo  giornale on line. Basta guardare i titoli, basta guardare la qualità e la quantità dei commenti per giudicare il modo di fare informazione. Noi abbiamo scelto di fare un giornale e non un blog. Diffidate da chi vanta una interazione con il pubblico (che spesso firma i post in maniera anonima e viene spontaneo pensare che a commentare sia stato lo stesso autore della nota). E’ un falso. E’ una informazione pilotata che non rende libero il lettore di pensare, di farsi un’idea critica su quanto letto perché c’è chi, con il suo post a corredo, vuole influenzarlo, indirizzarlo, nel tentativo di farlo sentire ridicolo ed incapace di pensare e ragionare con la propria testa. Noi invece, con la nostra informazione, seria, corretta e puntuale, mettiamo al centro della notizia il destinatario ultimo, cioè il lettore che troverà sempre nei nostri servizi quello che la deontologia impone ad un Giornalista con la G maiuscola: l’interesse pubblico della notizia.

Paolo Picone

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