Lampedusa: le dichiarazioni del Sindaco Nicolini dopo la chiusura delle indagini sulla gestione illegale del Comune: emerge un quadro di illegalità sconvolgente. Avevano trasformato l’ufficio tecnico del Comune nell’ufficio tangenti”

Lampedusa, ore 19.16  “E’ emerso uno spaccato inquietante. Non pensavo, pur conoscendo già alcuni fatti e persone, che avessero costruito un sistema così articolato e complesso, che avessero trasformato l’ufficio tecnico del Comune in un vero e proprio ufficio tangenti. Appena insediata e ancora all’avvio dell’inchiesta, ho subito revocato ogni incarico a Gioacchino Giancone e a Giuseppe Gabriele per tutelare il Comune e fare piena luce sulla gestione degli appalti e dell’urbanistica. Ma quello che sta venendo a galla supera ogni immaginazione”. Non nasconde il suo sconcerto, il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, nell’appurare i dettagli dell’inchiesta che ha portato la Procura di Agrigento ad ipotizzare una vera e propria organizzazione a delinquere per ben  28 persone, tra cui l’ex sindaco Bernardino De Rubeis, l’architetto Giancone e l’ingegner Gabriele (reggenti l’ufficio tecnico della precedente amministrazione), insieme a tecnici, titolari di imprese e semplici cittadini. Pesantissimi i reati a vario titolo contestati: associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, falsificazione di atti pubblici, solo per citarne alcuni.

L’attività criminale di Giancone e Gabriele emersa dalle carte sequestrate e dalle intercettazioni era una vera e propria macchina da guerra: i due, in società con altre persone, avevano addirittura aperto uno studio di progettazione ad hoc con cui gestivano il mercato illegale delle concessioni edilizie. Rilasciavano autorizzazioni urbanistiche illegittime dietro lauti compensi, in denaro sonante o sotto forma di altre utilità, spesso immobili. Vendevano senza alcun titolo terreni demaniali, di cui poi si impadronivano, falsificavano atti pubblici, così come atti catastali privati, con estrema nonchalance, tutta la gestione degli appalti pubblici era rigorosamente fuorilegge.

“I danni causati a Lampedusa da questo sistema criminale sono ingenti – prosegue Nicolini -. A quasi un anno dal nostro insediamento, stiamo ancora lavorando per riportare la piena legalità nei nostri uffici, scopriamo ogni giorno falsificazioni e procedure illegali, dobbiamo gestire numerosi contenziosi e abbiamo in corso un complesso processo di annullamento degli atti illegittimi. Accanto alla gravissima e inconcepibile violazione della legalità, c’è poi un danno erariale imponente, milioni di euro sottratti alla comunità, alle corretta amministrazione delle Isole. Per questo il Comune ha già deciso di costituirsi parte civile, considerando anche che molti terreni pubblici sono stati illegittimamente venduti a privati in cambio di tangenti”.

“A risultare estremamente inquietante – continua il Sindaco – è la circostanza che questa banda abbia potuto agire indisturbatamente per anni, radicando nei cittadini la convinzione che la legge sia soltanto un’opinione, che “tutto si può fare se si vuole”, che la politica sia sporca per definizione e che la Pubblica Amministrazione possa essere impunemente occupata a fini personali. Ecco perché oggi, nelle nostre isole, insieme all’azione della magistratura, occorre che tutte le forze sane, politiche e sociali, prendano posizione, scegliendo in modo chiaro e definitivo da che parte stare, tracciando una linea di demarcazione tra lecito e illecito. Per ridare dignità ai diritti, alle persone, alle istituzioni”.

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