L’ANALISI POLITICA. Flop dei partiti, cresce il movimento di Grillo

Agrigento, ore 21.49 Udc e Movimento Cinque stelle sono i “partiti rivelazione” delle elezioni regionali che si sono appena concluse con le operazioni di scrutinio. Anche se il Pdl si conferma “primo” i dati usciti fuori dalle urne “bocciano” i partiti tradizionali. Rispetto al 2008 infatti hanno perso quasi tutti numerosi punti percentuali. Ma andiamo nel dettaglio. Il Popolo della libertà, a scrutinio quasi completato, fa registrare 24.430 voti di lista pari al 14,18% mentre nel 2008 si era attestato al 27,8 percento. Va anche sottolineato però, che nelle precedenti regionali, il Pdl ha potuto contare sui voti degli ex An (che avevano fatto scattare il terzo seggio a Luigi Gentile) e di Grande sud (con il seggio per Michele Cimino). In queste elezioni, le tre componenti si sono presentate divise, perché nel frattempo è nato Fli (che ha avuto 10.346 voti con il 6,03% ma a livello regionale non ha superato la soglia minima del 5%) e Grande sud che con i 12.779 voti di lista ha riportato il 7,44% ed il seggio riconfermato a Michele Cimino. Quindi due seggi in meno rispetto al 2008 ed a farne le spese sono stati Nino Bosco e Luigi Gentile, trombati eccellenti di queste consultazioni elettorali. Secondo partito, per numero di preferenze, l’Udc. Premiato il lavoro del sindaco Marco Zambuto con il suo partito che raccoglie 20.926 voti ed una percentuale del 12,1%. Nel 2008 l’Udc aveva avuto il 15,4 per cento ma ancora c’era Cuffaro. Se si considera che una parte di adepti dell’ex Udc ha costituito il Pid e che con il Cantiere popolare gli ex cuffariani hanno raggiunto adesso l’8,5% si vede che l’anima democristiana è sempre viva e vegeta. A sorpresa, ma non più di tanto, al terzo posto si posizionano i “Grillini” che festeggiano anche l’elezione di un deputato regionale. Hanno ottenuto 19.810 voti pari all’11,5%. E pensare che nel 2008 gli amici di Beppe Grillo si erano fermati allo 0,8%. Un bel balzo in avanti. Flop del Pd che oltre a perdere due deputati (Di Benedetto e Marinello) perde anche punti percentuali. Dalla rilevazione di questa tornata, il partito di Capodicasa e soci si attesta al quarto posto con 18.801 voti pari al 10,95%. Nel 2008 il Pd era secondo con il 18,1 per cento dei voti. L’Mpa resiste e mantiene le stesse performance della precedente elezione. Adesso i voti sono stati 15.645 con una percentuale del 9,1 mentre nel 2008 era stata del 9,5%. Grande sud, come detto registra il 7,44% dei voti. Bene anche le liste dei due candidati presidenti. La lista Crocetta in provincia ha superato il test con 12.382 voti ed una percentuale del 7,21. Nel 2008 la lista della sinistra si era fermata al 4%. La lista Musumeci supera il 5% (8.928 voti) ma resta senza seggio ad Agrigento. Ancora scarse le percentuali dei partiti della sinistra e di Italia dei valori che non arrivano al 5%. Le tre anime ambientaliste di sinistra inserite nella lista Claudio Fava presidente hanno fatto registrare il 3,4% con 5.854 voti, mentre Italia dei valori conta 2.862 voti con l’1,6 per cento, simile all’1,8 del 2008. Nemmeno i Forconi, che avevano dato vita ad un movimento per scuotere la politica, hanno avuto un risultato accettabile. Solo lo 0,7 con i 1.241 voti riportati da Mariano Ferro presidente –lista Popolo dei forconi. Stessa percentuale per il movimento cattolico di Don Sturzo, che ha avuto 1.343 voti. Così come Cateno De Luca, con la sua Rivoluzione siciliana ha superato i mille voti ma rimane fermo a percentuale che vanno al di sotto dello zero. Adesso si attendono le dimissioni dei segretari di partito che hanno fatto registrare i flop.

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