L’Ato idrico “media”: giovedì la consegna delle reti da parte del Tre Sorgenti

tre-sorgenti-esternoAgrigento, 12 gennaio 2105 ore 13:00 – L’Ato idrico “tenta” la mediazione con il consorzio Tre Sorgenti per la consegna delle reti, così come deliberato dall’assemblea dei sindaci dei Comuni soci.

Il vertice

Giovedì prossimo, 15 gennaio, il commissario dell’ex Provincia, Alessandra Di Liberto, che ricopre anche il ruolo di commissario dell’Ambito territoriale ottimale, Ato idrico Ag9, ha convocato due vertici operativi per dirimere le questioni legate al contenzioso tra enti idrici ed al passaggio degli impianti del consorzio al gestore del servizio, Girgenti acque. Una prima riunione si terrà al mattino e vedrà la partecipazione dei tecnici e funzionari di Sicilacque da una parte (che rivendica un credito nei confronti del Tre Sorgenti di ben 7 milioni di euro) e dall’altra Girgenti acque che invece ha un debito di quasi sei milioni di euro nei confronti del consorzio canicattinese. “L’obiettivo di questa riunione – spiega il direttore dell’Ato idrico, Dino Barone – sarà quello di fare chiarezza sui contenziosi in atto e mettere a confronto le parti”. Nel pomeriggio invece, la riunione sarà di tipo “tecnico” e riguarderà le tappe per la consegna delle reti.

Moscato (Tre Sorgenti): “Stiamo provvedendo”

“Io sono un amministratore, non un politico, devo rispettare il deliberato dei sindaci per la cessione delle reti”. Lo sostiene il presidente del Tre sorgenti, Gaetano Moscato. “Tranquillamente dico a Girgenti acque che le reti saranno consegnate, ma occorre porre in essere tutto l’iter con relative procedure – aggiunge – devono aspettare altrimenti facciano venire un commissario, questo sanno farlo molto bene. Ho dato mandato al dirigente dell’area tecnica di relazionare sullo stato degli impianti e di segnalare eventuali criticità. In occasione del vertice che si terrà all’Ato – conclude Moscato – metterò in evidenza la problematica del personale. Bisogna garantire i dipendenti e l’ente pubblico”.

A Licata il Consiglio comunale contro la decisione del commissario Brandara

Il Consiglio comunale di Licata, presieduto da Saverio Platamone, ha approvato una mozione con la quale invita “il commissario straordinario, Mariagrazia Brandara a chiedere la convocazione in urgenza di apposita assemblea dei soci del Consorzio Tre Sorgenti, previo invito rivolto agli altri soci, per rivedere la posizione nella deliberazione del 27 dicembre e per revocarla in autotutela secondo le normative vigenti in materia”. L’argomento oggetto di dibattito è stato quello della determinazione del Commissario straordinario di votare  a favore della consegna delle reti idriche del Consorzio Tre Sorgenti al soggetto gestore Girgenti acque, ed il Consiglio ha espresso “il proprio disappunto, in quanto si ritiene che un atto politico che ha, o può avere, gravi ripercussioni sulle tasche dei cittadini, non andava deciso esclusivamente dal commissario straordinario”.

Pasquale Amato: Impugneremo la delibera al Tar

L’unico sindaco a contrastare la cessione delle reti è Pasquale Amato, primo cittadino di Palma di Montechiaro. Che annuncia: “Impugneremo al Tar la delibera con la quale i miei colleghi sindaci hanno deciso la cessione del patrimonio del consorzio e chiederemo una sospensiva, perché siamo convinti che non è questa la direzione da intraprendere. E questa convinzione è rafforzata dal fatto che la legge vigente in materia in Sicilia, è la numero 2/2013, così recita a salvaguardia delle situazioni di fatto: “nelle more dell’approvazione della legge di cui al

comma 5, i comuni che non hanno consegnato gli impianti ai gestori del servizio idrico integrato, continuano la gestione diretta”.

D’Angelo replica: “C’è una sentenza da rispettare”

Contro le posizioni di Amato si schiera il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo, che sostiene: “C’è una sentenza – quella del tribunale superiore delle acque – che ci impone la consegna delle reti, altrimenti il contenzioso farà “esplodere” di debiti i Comuni soci.

Cosa dice la sentenza del Tribunale delle acque

Secondo la sentenza emessa dal Tribunale delle acque, il “Consorzio avrebbe dovuto cessare la propria attività nel momento in cui sono stati delimitati gli ambiti territoriali ottimali e si è costituito il consorzio d’ambito, provvedendo ad organizzare il servizio secondo le modalità previste dalla legge. I Comuni che hanno costituito il consorzio, con la costituzione dell’Ato non hanno più, infatti, titolo che consenta loro di svolgere attività di gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione”.

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