Legambiente su questione depuratore

Agrigento, ore 10.39 Riceviamo e Pubblichiamo: L’impressione che ricaviamo dai commenti espressi “a caldo” all’indomani della  pronunzia della Suprema Corte di Cassazione che, riformando le sentenze di Primo e Secondo Grado, ha assolto i progettisti del depuratore del Villaggio Peruzzo, è che ancora una volta, in modo del tutto strumentale, si vogliono confondere le idee all’opinione pubblica rispetto ad una verità che invece è acclarata ed incontrovertibile: il depuratore  in quel sito non potrà mai essere realizzato! La sentenza della Cassazione attiene esclusivamente ai profili penali di questa annosa vicenda che, utilizzando al meglio sia gli strumenti normativi di riferimento che i principi dettati dal buon senso, non avrebbe mai dovuto vedere la luce. Chi oggi attacca la Soprintendenza e, in maniera più o meno velata, la Legambiente, additandole come i veri “mandati” dell’inquinamento del mare di San Leone, dimostra semplicemente di avere scarsissima conoscenza di quegli strumenti normativi che non possono in alcun modo essere disattesi come pure di ciò che la piccola storia di questa nostra città ci ha purtroppo ripetutamente insegnato: è scellerato investire risorse pubbliche per realizzare infrastrutture come i depuratori a ridosso di un fiume e per di più nell’area a massimo rischio di esondazione. Negli anni ’70 ed ’80 le piene del Fiume Akragas hanno già danneggiato irreparabilmente tutto ciò che era stato posto in essere a fini depurativi in quell’area e l’unica riflessione da fare è che errare è umano ma perseverare in tale direzione sarebbe oltremodo diabolico. È peraltro veramente singolare e scarsamente comprensibile che si voglia a tutti i costi riaprire la discussione su un impianto irrealizzabile mentre è già stata avviata un’apposita Conferenza dei Servizi in cui si sta approvando la soluzione da noi proposta da sempre, e cioè il progetto di convogliare i reflui del Villaggio Peruzzo e di San Leone al depuratore di Sant’Anna. Anzi, per quanto ci riguarda, chiediamo che la realizzazione di questo impianto di sollevamento costituisca finalmente l’occasione per ripristinare quelle condizioni necessarie a restituire al fiume Akragas la sua naturale zona di espansione e ad evitare danni futuri all’ambiente, demolendo quanto rimane del vecchio impianto ivi insistente.

 

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