L’opinione di Salvatore Curcio: Qualche riflessione sulla legge relativa alle unioni civili

monica-cirinnaE finalmente il d.d.l. Cirinnà, dopo tante polemiche, alzate di scudi, critiche e quant’altro, ieri ha avuto l’approvazione definitiva dei due attuali rami del Parlamento  per cui è divenuto legge ordinaria dello Stato e pertanto, in base ai dettati della nostra Carta costituzionale, ogni cittadino, rivesta o meno incarichi istituzionali ( questo poco importa), è tenuto a rispettarla e a farla rispettare.

E’ fuori di ogni dubbio che l’approvazione della legge ha prodotto una profonda spaccatura nel Paese con la creazione di due blocchi di cui uno a favore e l’altro nettamente contrario su quali, a mio giudizio, si possono fare alcuni considerazioni che, ovviamente, trattandosi di riflessioni personali, potranno essere più o meno condivisibili ma che comunque, per amore di chiarezza, vanno fatte perché quanto meno serviranno come stimolo nei lettori a riflettere seriamente su un argomento di non secondaria importanza.

Tutto ciò premesso, penso preliminarmente che, essendo il nostro  Paese uno dei pochi Stati che  nell’ambito europeo  non avesse sinora posto le mani su una materia tanta delicata e in considerazione delle raccomandazioni rivoltegli dagli organi dell’U.E., l’attuale Governo non poteva sottrarsi ad affrontare nelle sedi opportune la trattazione della materia stessa.

Il problema vero e reale, a mio avviso, consiste invece nel contenuto del testo appena licenziato dalle Camere che, presentando molti lati oscuri e non perfettamente chiari, finiranno col creare un grosso contenzioso risolvibile solo nelle aule di giustizia con la conseguenza che saranno ulteriormente allungati e di molto i tempi di definizione degli altri processi oltre ad aggravare ancor più il carico di lavoro del Magistrato chiamato a decidere nel merito.

Fatta questa premessa che ho ritenuta necessaria per poter entrare nel vivo del problema, penso che non possono aversi, a favore o contro i due diversi schieramenti, posizioni preconcette, intransigenti o di netta chiusura perché ritengo che ragioni valide siano riscontrabili nell’una e nell’altra parte essendo, nel caso in specie, tanto attuale  il vecchio adagio degli antichi Romani che testualmente recitava:” in medio stat virtus” che la verità sta nel mezzo delle cose.

Indubbiamente sulla questione degli omosessuali non esistono più e direi per fortuna i pregiudizi di una volta essendosi verificato nel tempo un radicale mutamento nella mentalità della attuale società per cui adesso nessun gay viene esposto alla gogna ed alla berlina dalle persone cosidette benpensanti o addirittura bigotte, come avveniva nei tempi passati.

Dalle considerazioni su esposte ne discende secondo me la conseguenza logica che il problema andava affrontato con la dovuta urgenza e perciò bene ha fatto il Governo ad interessarsene ed a porre la fiducia per affrettarne i tempi di approvazione del relativo provvedimento legislativo.

Orbene, volendo entrare nel merito del provvedimento appena adottato, personalmente son convinto che alle coppie omosessuali vadano riconosciuti i diritti civili che sono stati inseriti nel testo legislativo facendo sì che venisse definitivamente abolita quella ingiusta discriminazione perpetratasi per lungo tempo a loro danno.

Se queste sono le ragioni che hanno spinto il fronte del si ad approvare il testo legislativo magari a detta di alcuni parlamentari non seguendo pedissequamente le norme relative al suo iter, non mancano altrettante ragioni valide per il fronte del no che, in buona sostanza, consistono nella  non equiparazione al matrimonio tradizionale e conseguentemente nel divieto assoluto delle adozioni dei figli e/ nell’utero in affitto e quant’altro.

Personalmente son convinto che non si possono equiparare le unioni civili al matrimonio considerato che da sempre quest’ultimo viene celebrato tra un uomo ed una donna, fra sessi diversi, perchè solo così si può continuare la specie umana e non diversamente ( il resto è una forzatura peraltro contro natura).

Allo stesso modo non si possono consentire adozioni da parte degli omosessuali perché qualsiasi bambino o bambino ha necessità anche psicologica di avere punti di riferimento certi costituiti dalle due diverse figure del padre e della madre per il ruolo insostituibile che ciascuno di loro svolge nell’ambito familiare; lo stesso vale per l’utero in affitto che rappresenterebbe una vera violenza nei confronti della donna.

In presenza di un siffatto quadro normativo, alquanto lacunoso e molto discutibile in alcuni suoi punti, credo  quanto mai necessario che vengano dettati i dovuti chiarimenti dagli appositi organi competenti perchè, in caso contrario, si scaricherà una mole immensa di lavoro sulle spalle degli avvocati che magari ne trarranno profitto e sulla Magistratura con carichi di lavoro sempre più pesanti che immancabilmente finiranno con l’incidere sui processi di altro tipo.

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