L’ultimo saluto a monsignor Restivo

funerale monsignor restivomonsignor restivoCANICATTI’. La città di Canicattì ha dato il saluto a monsignor Vincenzo Restivo, arciprete della città per oltre sessant’anni. Presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, autorità, fedeli di Canicattì e dell’arcidiocesi si sono ritrovati insieme nella Chiesa madre per offrire l’omaggio dell’affetto, della stima e della preghiera a mons. Vincenzo Restivo, che, nella tarda serata di mercoledì 10 giugno, ha terminato il suo lungo cammino di vita, alla veneranda età di 101 anni e dieci mesi, 75 di sacerdozio. A presiedere il rito delle esequie, mons. Melchiorre Vutera, spiritualmente presente, l’Arcivescovo don Franco, fuori sede per motivi pastorali.

Prima della celebrazione eucaristica sono stati letti i messaggi di mons. Rosario Vella e di mons. Luigi Bommarito. 

Mons.Vella, canicattinese, vescovo di Ambanja (Madagascar), nel suo messaggio definisce la vita di mons. Restivo come “una pagina di poesia per tutta la Chiesa di Dio”. “È vero che padre Restivo – scrive mons.Vella – lascia un vuoto e con lui se ne va un pezzo di storia, ma è altrettanto vero che dal Paradiso ci guarderà con il suo sorriso intelligente e pieno di bontà, pronto ad un fine umorismo segno di grande saggezza. Anche di lui – continua mons. Vella – possiamo dire ciò che si diceva di mons.Angelo Ficarra: «colto e santo»”.

Mons. Luigi Bommarito, già vescovo di Agrigento, ricorda mons. Restivo come “presbitero esemplare. Carico di ottima preparazione teologica e pastorale, fornito di acuta intelligenza, versato anche nella poesia, dalla penna finissima e spesso arguta e positivamente ironica, mons. Restivo, pareva immortale! Ma la quarcia è caduta, ricordo – continua mons. Bommarito – le sue belle virtù, l’amore alla chiesa e il grande rispetto per il Vescovo, i confratelli e i fedeli”.

All’inizio della concelebrazione eucaristica, animata dal coro parrocchiale, dopo il canto d’ingresso, “Tu es sacerdos”,  ha preso la parola don Giuseppe Argento, vicario foraneo di Canicattì, che ha voluto evidenziare una singolare coincidenza: “cinquant’anni fa – ha detto – si faceva festa perché questo tempio (La Chiesa Madre ndr) veniva elevato a santuario del Sacro Cuore. Oggi siamo raccolti per celebrare la festa dell’incontro di un servo con il suo Signore. “La mia clessidra ha speso i suoi granelli – scrisse – e tutti li consegno a Te, venati di gioie e dolori e di speranze: oh Dio, tu sei mia misericordia. Ognuno di noi porta nel proprio cuore ricordi, gesti, parole di mons.Restivo facciamone tesoro”.

Nell’omelia (Il testo integrale si trova in basso) mons. Melchiorre Vutera, commentando la liturgia della parola della Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ha invitato i presenti a contemplare “il mistero del cuore di un Dio che si commuove e riversa tutto il suo amore sull’umanità…”.

Lasciarsi conquistare pienamente da Cristo! Questo è stato lo scopo – ha detto il vicario generale –  di tutta la vita e del ministero presbiterale di Mons. Vincenzo Restivo. Egli ci lascia oggi fisicamente ma non certo spiritualmente dal momento che la sua persona, il suo stile di vita, le sue convinzioni profonde, i suoi sentimenti, i suoi scritti e i suoi insegnamenti sono dentro ciascuno di noi e nessuno potrà mai toglierceli.  Nel libro – ha proseguito mons. Vutera – del Prof Gaetano Augello: “La Canicattì di Mons. Vincenzo Restivo”, così inizia la prefazione la Prof.ssa Gabriella Portalone: “Se ipoteticamente dovesse essere posta a me o a tanti canicattinesi la domanda: “Chi è Mons. Restivo?”, la risposta scontata sarebbe: “Mons. Restivo è Canicattì”. Per settantacinque anni, infatti, non solo la vita della Chiesa canicattinese, ma quella dell’intera comunità si è intrecciata con quella di questo fenomenale personaggio diritto come una quercia, dallo sguardo ironico e indagatore, dall’eloquio spigliato e conquistatore, dalla cultura vastissima e profonda”.

Mons Restivo, ordinato Presbitero nella Basilica dell’Immacolata di Agrigento l’8 dicembre 1940 da Mons. GB Peruzzo, dopo qualche anno, all’età di appena 33 anni, per la preparazione e l’intelligenza fuori dal comune, venne chiamato a reggere l’arcipretura di Canicattì. «Quando il 29 giugno 1946, – così scrive nel 50° di messa –  giovane di anni e di esperienza, ma pieno di entusiasmo, il Vescovo Peruzzo mi affidava la parrocchia matrice, e in qualche modo, come Arciprete anche della Città, non mi resi conto che venivo espropriato di me stesso per essere corpo e anima, intelletto e volontà tutto per Voi, fedeli e cittadini… I tempi e le situazioni non erano facili. La seconda guerra mondiale, disastrosamente da poco conclusa, lasciava anche in Canicattì cocenti ferite materiali e morali, mentre esplodevano conflitti sociali e politici. Bisognava rimboccarsi le maniche e buttarsi nell’agone». E Mons. Restivo si rimboccò veramente le maniche e diede inizio ad una intensa e innovativa attività pastorale, ad un grande impegno politico-sociale e ad una sapiente attività culturale e letteraria. (vedi testo integrale in basso).

“A noi – ha concluso mons. Melchiorre Vutera – rimane ora il dovere di custodire nel cuore ed attuare nella vita i tuoi esempi ed insegnamenti, che hanno fatto segnare un passo avanti nel cammino di fede di questa comunità”.

Prima del commiato finale hanno preso la parola il prof. Lillo Montanti, a nome della comunità parrocchiale della Chiesa madre che mons. Restivo ha servito come arciprete per oltre sessant’anni, ha voluto rendere omaggio pastore infaticabile che si è fatto tutto a tutti, al cantore e poeta di Dio e degli uomini.  “Siamo qui – ha detto il prof. Montanti nel suo intervento – per benedire, dire grazie,  guardare avanti. E noi vogliamo benedire il Signore appunto per le meraviglie operate nel Sacerdote, in questo nostro Sacerdote che, –ponte tra cielo e terra– offre e si offre vittima, accoglie, perdona, santifica, canta l’amore di Dio e indica la via della salvezza facendosi dono e compagno di cammino… l’attività zelante del nostro Monsignore fa parte della nostra Storia di cristiani e di cittadini di questa Comunità., di Canicattì Durante la sua lunga vita  sacerdotale, quanti incontri!

Quante persone amate, accolte, accompagnate, guidate, servite! Quante storie condivise! Quanti volti: – ricordo i suoi occhi vivaci e luminosi ha continuato – bimbi innocenti ammessi col battesimo nella famiglia ecclesiale, coppie benedette, persone che si sono consacrate a Dio, giovani che hanno appreso l’amore del Signore ed hanno scoperto la bellezza del servizio con la consacrazione e l’attività missionaria, anziani che si sono sentiti amati e valorizzati, così figli di Dio, che sono stati accompagnati all’incontro ultimo col Padre, persone confortate, aiutate sostenute.!…

Al di sopra di tutto lo ricordiamo sempre e lo ringraziamo come: Pastore zelante e solerte che ci ha insegnato ad accoglier e ad amare tutti come persone e figli di Dio; Sacerdote secondo il cuore di Cristo ( preghiera, eucarestia, direzione spirituale, amore  per i poveri…); Annunciatore instancabile e dotto, testimone della Parola di Dio; Innamorato della Madonna venerata da lui in particolare come Ausiliatrice; Fedele alla sua sposa, la Chiesa ed a questa nostra Chiesa; Cantore e poeta di Dio e degli uomini; Maestro, amico e Padre che indica le vie dello Spirito… Per tutti maestro, con tutti discepolo, fra tutti segno di comunione”

A seguire ha preso la parola, a nome della Città di Canicattì, il vice sindaco, Gaetano Rizzo, “mons.Restivo – ha detto –  ci ha donato ben 75 anni della sua lunga vita, contriuendo alla crescita spirituale e culturale di diverse generazioni di Canicattinesi, che in lui hanno trovato un maestro, una guida, ma soprattutto un amico. È Stato un grandissimo oratore e filosofo, un eccelso insegnante. Sento il dovere di ringraziarlo per l’opera preziosa e il ruolo che ha svolto tra di noi, dedicandoci ciò che di più prezioso un uomo possiede: la propria vita fino alla fine… I canicattinesi hanno apprezzato il suo grande cuore e l’immeso amore per ognuno di noi, per la nostra Comunità e per la nostra città… Egli ci ha tracciato una strada da seguire, basata sulla moderazione, sull’amore verso Dio e gli uomini. Lo ricorderemo – ha concluso – come pastore e come persona, per la sua infinita umanità e cultura”.

Ha voluto dare anche una testimonianza Aldo Manganaro, uno dei tanti ragazzi che mons. Restivo formò come cristiani e buoni cittadini. Nella sua testimonianza, attraverso quattro episodi emblematici, Manganaro ha voluto mettere in risalto alcuni aspetti della vita di mons. Restivo: pronto all’ascolto di tutti, fermo nella dottrina, servo di Dio e dell’uomo.

Al termine della messa i “suoi giovani” hanno portato il feretro a spalla sul sagrato della Chiesa per l’ultimo saluto al termine del quale a suon di banda e accompagnato dalla sua gente veniva accompagnato al cimitero di Canicattì, dove riposerà.