Mafia, Processo “Doppio colpo”: assolto l’imprenditore campobellese Franco Lo Cicero

operazione doppio colpoCampobello di Licata, 24 febbraioo 2015 ore 7:35 – Assolto perché il “fatto non sussiste” dalle accuse di associazione mafiosa, favoreggiamento aggravato e false fatturazioni. Si è concluso con questo verdetto emesso dal collegio giudicante del tribunale i Caltanissetta, il processo nei confronti del campobellese Francesco Lo Cicero di 60 anni. L’uomo, difeso dagli avvocati Nino Gaziano e Salvatore Manganello, era imputato nel processo scaturito dall’operazione “Doppio Colpo 3” terzo filone d’indagine sui presunti rapporti tra imprenditoria ed esponenti mafiosi. Oltre a Lo Cicero erano imputati anche Gandolfo e Santo David (entrambi fratelli di Polizzi Generosa) e di Francesco Cammarata, 55 anni di Gela tutti condannati tranne l’imprenditore campobellese. I pubblici ministeri della Dda Elena Caruso e Onelio Dodero avevano chiesto al Tribunale collegiale di infliggere 7 anni ciascuno ai fratelli Gandolfo David (81 anni) Santo David (75 anni) di Polizzi Generosa, 6 anni a Francesco Lo Cicero (60 anni) di Licata e 5 anni e 6 mesi a Francesco Cammarata (55 anni) di Gela, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa ed illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso. Secondo la Procura nissena i quattro imprenditori sarebbero stati vicini a Cosa nostra e beneficiari, grazie ai loro rapporti coi clan, di una sorta di monopolio nelle forniture di materiali inerti alla “Calcestruzzi Spa”. Ma il collegio, composto dal presidente Antonio Napoli, a latere Alex Costanza e David Salvucci, accogliendo le tesi difensive degli avvocati Gaziano e Manganello hanno ritenuto il campobellese Lo Cicero estraneo da tutti i reati contestati. Ad eseguire gli arresti nell’aprile del 2010, era stata la guardia di finanza che aveva anche sequestrato 7 imprese siciliane, impegnate nel movimento terra e presunte legate alle attività della Calcestruzzi. Tra queste anche l’impresa di Lo Cicero. Il valore dei sigilli ammontava a 5milioni e 500 mila euro. Le 7 società sequestrate erano: “David Santo e Gandolfo” a Polizzi Generosa, la “Telg” di Riesi, la “Lo Cicero Francesco” a Campobello di Licata. La “Arnone Vincenzo” con sede a Mussomeli e domicilio fiscale a Serradifalco. La “Ricotta Maria Pia”, a Caltanissetta. La “Incognito Antonino”, con sede a Bronte, in provincia di Catania. E la “Fo.Tra”, con sede a Gela. Successivamente, la Corte di Cassazione aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su istanza dell’avvocato Salvatore Manganello, nei confronti di Franco Lo Cicero. Si conclude così una vicenda processuale, che con l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del campobellese ha di fatto bloccato l’attività imprenditoriale riconducibile a Francesco Lo Cicero. Adesso si attendono le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro 90 giorni.

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