Mariagrazia Brandara, Appello per la Cultura, i capitali privati investano sul territorio

mariagrazia-brandara Naro ore 10.00, riceviamo e pubblichiamo: La dura crisi economica che ha messo in ginocchio le famiglie e reso emergenziale la situazione degli enti pubblici porta a ritenere superflue le spese per la cultura. Una visione pericolosa e miope che rischia di arrecare, nel prossimo futuro, danni irreparabili al nostro territorio. La morte di teatri e associazioni culturali, significherebbe l’inaridimento delle risorse creative tanto utili in una provincia di arte e cultura come quella agrigentina. Strutture come il Teatro Pirandello o il Teatro Regina Margherita o realtà private coraggiose come il Teatro della Posta vecchia non possono e non debbono essere lasciati morire per mere questioni economiche, né si possono abbandonare imprenditori e sindaci al loro destino, lasciandoli a farsi totalmente carico di un bene comune.Preoccupazioni che rivolgo, essendo tra i promotori insieme ad Enzo Sardo della nascita dell’università agrigentina, anche al futuro del Cupa, fucina di intelligenze e di sviluppo per il nostro territorio che sta attraversando un periodo di incertezza economica.Per questo chiedo con forza che la Regione si faccia carico in sede di votazione della legge di stabilità di sostenere il comparto della cultura, uscendo dalle logiche della distribuzione clientelare e “sprecona” delle risorse e garantendo, però, un sostegno reale a chi punta sulla qualità. Al fianco del pubblico, però, devono esserci anche i capitali privati. Il mio appello, inoltre, è rivolto alle realtà produttive, penso ad esempio agli istituti di credito: reinvestano sui territori attraverso le fondazioni una parte degli utili creando cultura. Se è vero che sarà la bellezza al salvare il mondo l’arte e la cultura potranno dare conforto ad una terra tanto spesso mortificata.

Mariagrazia Brandara

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