Naro, Cavol..fiori coltivati alla villa comunale

cavoli alla villa comunale di naro (3)Naro, ore 13:10 – “E si, sono proprio cavoli”. E’ stato grande lo stupore del consigliere e capogruppo dell’opposizione, Agostino Scanio nel constatare che nella villa comunale qualcuno coltiva “cavoli”. E sono anche ben curati. La segnalazione è stata fatta da un cittadino narese che ha fotografato i cavoli in bella vista ed ha postato la foto sul gruppo “Sei di Naro se”. Scatenando l’ironia degli altri utenti che hanno commentato: “Non solo fiori ma anche “cavoli” di bene”. “Ormai a Naro accade di tutto – dice Scanio – e non ci stupisce anche che qualcuno possa utilizzare il terreno della villa comunale come se fosse il proprio orticello. Senza che l’amministrazione controlli cosa avviene nelle strutture pubbliche. E meno male che si tratta di cavoli e non di altro tipo di coltivazioni”. Insomma la vicenda dei cavoli è diventato motivo di sfottò politico. Il sindaco, Lillo Cremona replica: “La vicenda fa sorridere. Non ero a conoscenza di questo fatto ma appena saputa la notizia mi sono attivato per verificare cosa sia accaduto nella villa comunale ed identificare chi abbia potuto far questo. Le ipotesi sono due: o qualche buontempone oppure una persona che ha pensato di usare lo spazio – aggiunge il sindaco – per farsi un orticello. Noi verificheremo tutto. Ai consiglieri comunque dico di occuparsi di cose serie. Di farsi i “cavoli” dei cittadini che non hanno come pagare le tasse e come sfamarsi. Abbiamo tante difficoltà, soprattutto legate ai debiti che la precedente amministrazione ci ha lasciato. E tra le cose che abbiamo scoperto anche l’attivazione di un progetto, pagato 2.000 euro, ad un dipendente comunale per occuparsi, in orari diversi da quelli del servizio, della villa comunale. Faremo le opportune verifiche”. Nella fattispecie, comunque la villa comunale si presenta ben curata. Ma i “cavoli” non sono sicuramente fiori ornamentali come quelli che invece dovrebbero esserci in uno spazio pubblico, il polmone verde della città e l’orto del vicino.

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