No alla chiusura delle Province: Documento unitario in Consiglio

Agrigento, ore 20:20 Tutti d’accordo nella salvaguardia delle Province. No alla soppressione di questi enti. Il Consiglio provinciale ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno, predisposto dall’Unione province d’Italia sul riordino delle Province. Il documento dice “No all’Italia senza le Province”.  Al Consiglio Provinciale erano presenti, oltre a numerosi dipendenti, il sindaco di Licata Angelo Graci, il segretario dell’UGL Roberto Migliara, il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e gli Assessori Biondi, Volpe, Ferrara e Alaimo. Il Presidente del Consiglio, prima di dare inizio al dibattito, ha evidenziato come la seduta straordinaria del Consiglio è stata convocata in occasione della giornata di mobilitazione straordinaria si svolge in contemporanea dei 107 Consigli di tutta Italia con lo scopo di ribadire la valutazione negativa delle disposizioni del decreto legge “Salva Italia” che riguardano le Province. Ha ricordato, anche, che il Consiglio ha proceduto a designare due delegati che fanno parte di un Gruppo di lavoro in seno all’U.R.P.S. con il compito di affrontare il riordino delle competenze delle Province ed il loro ritorno alle funzioni di liberi consorzi previste dalla Legge n. 9/86. Detto Gruppo di lavoro, ha già elaborato un documento che sarà inviato all’Assessore Regionale alle Autonomie Locali, Caterina Chinnici. Successivamente ha preso la parola il Consigliere Nino Spoto, componente del gruppo di lavoro dell’URPS sul riordino delle Province, il quale è intervenuto relazionando sui lavori del Gruppo, mettendo in evidenza alcune criticità emerse a seguito dell’approvazione del decreto “SalvaItalia”. Spoto ha ricordato come sono da definire con urgenza le scadenze elettorali dei Consigli Provinciali di Ragusa e Caltanissetta. Inoltre, Spoto ha posto l’accento sulla necessità di far eleggere dai cittadini, direttamente, gli organi di governo provinciali. Spoto ha, altresì, rimarcato la assoluta disponibilità a partecipare a forme di contenimento della spesa pubblica mediante la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori. Infine ritiene opportuno, come richiesto dall’U.RPS, proporre l’accorpamento o la soppressione degli Ato Rifiuti, Idrici, di bonifica e degli Istituti Autonomi delle Case Popolari, predisponendo, in una apposita legge, il passaggio delle competenze alle Province. Il Consigliere Mario Lazzano ha letto il dossier realizzato dall’U.P.I. dal titolo “Le Province allo specchio. Le funzioni, i bilanci, i costi”. Lazzano ha posto in evidenza, come si sia enfatizzato molto sulla riforma delle province, indicandola come una misura essenziale per ridurre i costi del deficit dello Stato. In realtà, secondo i dati dell’U.P.I.  il risparmio dei costi con la nuova riforma si ridurrà a 34 milioni di euro per le spese degli amministratori, contro i quasi 500 milioni del Parlamento Italiano, gli 850 milioni delle Regioni e i quasi 600 milioni dei comuni italiani. Lazzano si è detto contrario alla elezione indiretta dei consiglieri provinciali, perché sarebbe contrario alla Costituzione e limiterebbe il ruolo dei cittadini elettori. Di seguito è intervenuto il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, il quale ha ricordato come la politica che conta ha abdicato le proprie funzioni delegando ai tecnici la gestione del Paese. La questione sul riordino delle Province è stata posta, per il Presidente D’Orsi, per spostare l’obiettivo sui costi della Casta che invece non sono stati toccati. Il Presidente è intervenuto, anche, sull’aspetto legato alla sorte dei dipendenti che dovrebbero transitare nei comuni o alla Regione creando notevoli  problemi, legati alla mancanza di risorse per gli Enti Locali e per un maggiore costo perla Regione. D’Orsiha ricordato come per tagliare le Provincia sia necessaria una riforma costituzionale e che la sua Amministrazione è stata antesignana sull’abbattimento dei costi chiudendo le partecipate e gli enti inutili della Provincia. Il consigliere Paci ha condiviso lo spirito e le parole del Presidente D’Orsi sull’attuale ruolo della Politica. Paci si è detto convinto che la chiusura delle Province non porterà ad alcun risparmio per lo Stato. Paci si è, anche, detto convinto della necessità di riformare l’attuale ruolo delle Province chiudendo gli Ato e accorpandoli e sulla necessità  di ritoccare lo stipendio dei burocrati che sono un costo per lo Stato. Il Consigliere Roberto Gallo ha ricordato come il suo partito era per la chiusura delle Province ma che adesso si sta facendo un passo indietro perché non è vero che esiste un problema dei costi. Per Roberto Gallo viviamo un momento molto pericolo perché la politica ha abdicato in favore dei tecnici. Il segretario provinciale dell’UGL Roberto Migliara si è detto convinto che la discussione sulla totale chiusura delle Province sia sbagliato anche per la questine legata alla destinazione dei lavoratori. Migliara ha ricordato come la situazione occupazionale in provincia di Agrigento sia gravissima, dove gruppi industriali come l’Italcementi e il Grupo Moncada stanno licenziando i loro operai. Migliara ha invitato il Presidente e i politici di attivarsi per discutere della situazione economica della provincia di Agrigento. Il Consigliere Guarraci ha ricordato come, in questo momento, le Province siano l’anello più debole della politica, mentre si sta tentando di privilegiare e salvaguardare i posti di sottogoverno e i veri costi della politica. Guarraci ha proposto di ridurre del 30% le indennità di tutti gli amministratori.  Il Presidente del Consiglio Provinciale Raimondo Buscemi, al termine dei lavori, ha infine letto l’ordine del giorno che chiede ai parlamentari del territorio di farsi promotori di iniziative per garantire l’esistenza delle Province intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo  del territorio.

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