lorenzo tricoli ex sindaco sommatino

Operazione “Cash Flow”: arresti eccellenti ad Agrigento e Licata

Agrigento, ore 18:00 E’ stata denominata “Cash Flow” l’operazione giudiziaria della procura della Repubblica di Gela che ha portato all’incriminazione di 54 persone in varie province d’Italia, accusate di avere messo in piedi una organizzazione quasi perfetta dedita alle truffe in danno di società finanziarie e dell’erario. Tra le persone coinvolte anche tre licatesi. Si tratta di Giuseppa Sirone, 43 anni, Giuseppe Cardella che di anni ne ha 31 e Fabio Angelo Gigante, 44 anni originario di Licata ma residente a Sant’Angelo Muxaro. Coinvolto anche l’ex allenatore dell’Akragas, Alessandro De Caro, pure lui originario di Licata ma da sempre residente ad Agrigento. Il Gip, Lirio Conti, ha emesso 20 provvedimenti restrittivi: 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di firma. Le centrali della truffa sarebbero state a Gela, nell’ufficio dell’imprenditore -consulente Fabio Fasulo, e ad Agrigento presso lo studio del commercialista Giuseppe Deni, ex patron di Akragas e Licata calcio, entrambi sfuggiti alla cattura e ora ricercati insieme con un terzo presunto complice. Ai domiciliari è finito al consigliere comunale dell’Api, Lorenzo Tricoli, commercialista, ex sindaco di Sommatino, paese di cui l’imputato è originario. Tricoli, è stato eletto in consiglio comunale a Caltanissetta con il Pdl ; dopo la collaborazione con Gianfranco Miccichè ha militato nel gruppo misto prima di approdare definitivamente nell’Api di Rutelli. Tricoli è stato già condannato in primo grado per abuso d’ufficio per le spese sostenute dalla sua giunta quando era sindaco di Sommatino. Dopo la presentazione del ricorso , è in attesa della sentenza di secondo grado. Le indagini, nate da due filoni investigativi connessi, hanno visto come figure centrali delle due organizzazioni criminose, da un lato un noto imprenditore-consulente aziendale di Gela, più volte coinvolto in procedimenti penali e, dall’altro, un consulente tributario promotore di un sofisticato sistema di creazione di documenti privati e pubblici, costruiti ad hoc nel proprio studio di professionale. L’attività investigativa ha permesso di accertare , attraverso attività particolarmente articolate e complesse, gravi e variegati fatti-reato, appunto realizzati nell’ambito della operatività di due strutturate, efficienti e durature compagini criminali: emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per decine di milioni di euro. “ristrutturazione dei debiti”attraverso ripianamenti artificiosi e illecite compensazioni di debiti fiscali, effettuate con modalità truffaldine cioè con crediti di imposta creati ad arte come quelli, tra gli altri, apparentemente derivanti da benefici per “nuovi investimenti nelle aree svantaggiate”; realizzazione ed utilizzo di falsa documentazione retributiva e reddituale artatamente finalizzata all’ottenimento di cessioni del quinto dello stipendio di soggetti, apparentemente titolari di un rapporto di lavoro, parzialmente inconsapevoli e/o complici nelle condotte; predisposizione di numerose false dichiarazioni sostitutive contenenti dichiarazioni liberatorie per assegni protestati, redazione di falsa documentazione necessaria per l’ottenimento della riabilitazione di soggetti protestati nonché per la cancellazione di dati dal Sistema di Informazioni Creditizie. E’ stata inoltre scoperta la predisposizione di una falsa liberatoria dell’Agenzia delle Entrate di Gela per l’annullamento di debiti pendenti nei confronti dell’Erario, nonché correlate ipotesi di concussione. Da segnalare la ragguardevole consistenza economica degli affari delittuosi e dei conseguenti proventi illeciti introitati degli associati.