Pdl, intervento del cons. Ragusa all’assemblea di Roma

Naro, ore 11:45 Riportiamo di seguito l’intervento del consigliere comunale di Naro, Dott. Pietro Ragusa, in occasione dell’assemblea del Pdl tenutasi a Roma:

“Meriterebbe una riflessione organica e campiuta il risultato elettorale poco lusinghiero del PDL nelle elezioni amministrative della Sicilia, dove il partito non è stato in grado di contrastare l’affermazione del cosiddetto “terzo polo”- Ma, mi limito a focalizzare la nostra attenzione e, pertanto, la nostra riflessione sulla “performnance” del PDL in provincia di Agrigento, se non altro perché questa è la provincia del segretario del partito ed attuale ministro della giustizia. In questa pruvincia, si è votato con il sistema proporzionale nei Camuni di Porto Empedacle (16.404 elettori}, Favara (34.741 elettori) e Canicattì (32.582 elettori). Nel primo comune, Porto Empedocle, il PDL non è riuscito neanche a presentare la propria lista elettorale! Nel secondo, Favara, ha sostenuto un candidato sindaco, proveniente dalle fila del Partito Comunista Italiano, recentemente approdata nel MPA del presidente della Regione Siciliana Lombardo, colui che ha estromesso il PDL dal governo della Regione. Nel terzo comune, Canicattì, ha appoggiato un candidato a sindaco, indipendente, che non è arrivata neanche al ballottaggio. L’ironia, se non il sarcasmo, è d’obbligo: ma dov’è andato a finire il Popolo della Libertà nella provincia di Agrigento? Come si spiega questo risultato nella terra del nuovo segretario del partito? In verità, il fatto che nella provincia di Agrigento non sia stata presentata nemmeno una candidatura alla carica di sindaco e non sia stata rilevata neanche l’ombra di un tentativo di alleanze lasciava presagire una stato di debolezza del PDL. Ma i risultati elettorali sono stati ancora più crudeli. Questo è, dunque, il nuovo che avanza ed è il segnale di un crepuscolo elettorale e politico che parte proprio da quella periferia, Agrigento appunto, che il presidente Berlusconi ha valuto che diventasse centro. Questo segnale di un crepuscolo elettorale e politico deve farci preoccupare e deve indurci ad un cambiamento di rotta. Purtroppo nella Provincia di Agrigento, il Ministro Alfano ha lasciato che i suoi uomini più fidati costruissero un partito basato su un modello fortemente personalizzato e centralistico che ha sostituito di fatto quello della collegialità e del confronto. Una degenerazione di tipo feudale dei capi locali i quali evidentemente hanno ritenuto di poter assorbire e rappresentare, senza alcun preventivo confronto gli stimoli politici e culturali, l’anima autenticamente popolare delle diverse componenti che inizialmente hanna dato linfa vitale al PDL. Questo è accaduto nella Provincia di Agrigento, dove peraltro ci sono coordinatori comunali i quali non hanno nemmeno la tessera del partito; questo immagino sia accaduto ed accada altrove. Un macroscopico errore che rischia di minare l’idea guida di quel nuovo modello di Partito plurale, capace di far convivere in un progetto condiviso anche aree di pensiero diversificate. Il tentativo che oggi la nostra componente ha cercato e sta cercando di attivare va nella giusta direzione, cha è quella di far ripartire il progetto dal basso, mettendo in campo quel patrimonio di valori e di identità indispensabili ad arricchire la proposta e l’offeta politica complessiva. Ma questo nostro sforzo rischia di essere vanificato se non trova immediato ascolto all’interno del Partito del quale siamo stati cofondatori e delle sue articolazioni territoriali, spesso affaccendati soltanto ad utilizzare le organizzazioni per ritagliarsi rendite di posizione e riservarsi così un potere che ogni giorno va dimostrandosi sempre più asfittico e senza futuro. Non ha più ragione di esistere il sistema sinora vigente, nel quale il senso di appartenenza viene tradotto solo in termini di vicinanza ad un soggetto o ad un gruppo. Dobbiamo ritorvare il senso vero della politica: in tesa come sp0lendida avventura che richiede coraggio, passione e rigore morale. Dobbiamo ritorvare il senso autentico e genuino della politica che dobbiamo il più presto possibile ancorare al Pdl per renderlo – col concorso di tutti e ancora prima col nostro patrimonio culturale ed ideale di democratico cristiani – un partito al servizio dei cittadini, un partito a misura d’uomo, un partito che toprni a crescere e ad avere un ruolo di promozione della cultura e della solidarietà sociale, un ruolo di sviluppo della realtà socio economica nazionale, regionale e locale.”

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