Processo “nuova cupola”, la società civile in aula accanto agli artigiani ed ai commercianti vittime dei mafiosi

aula ag2Agrigento, 11.27 Giornata importante per il movimento antiracket agrigentino che si è trovato dentro l’aula bunker del carcere Petrusa a fianco di alcuni imprenditori mentre testimoniavano contro i propri estortori nel processo scaturito dall’indagine cosiddetta “nuova cupola”. “L’associazione antiracket LiberoFuturo Agrigento, insieme a Confindustria ed all’associazione Terranostra contro le mafie, che collabora in particolare per le attività del consumo critico, ha voluto manifestare vicinanza ed apprezzamento ai colleghi che con coraggio hanno detto no alla mafia ed al contempo lanciare un messaggio alla società intera di incoraggiamento alla denuncia”. A dirlo il rappresentante di LiberoFuturo Agrigento, Andrea Messina . Presente anche il responsabile regionale della struttura, il palermitano Enrico Colajanni, dell’idea che “è un dato di fatto che il lavoro straordinario delle forze dell’ordine e della magistratura ha portato alla decimazione di cosa nostra anche in questa provincia, ma è altrettanto chiaro che senza la rivolta collettiva dei commercianti e degli imprenditori il fenomeno mafioso si riprodurrà. Pertanto – Continua Colajanni – invitiamo tutti i commercianti e gli imprenditori a prendere esempio da chi oggi ha testimoniato contro gli estortori ed esortiamo anche tutta la società civile a schierarsi a fianco di chi denuncia isolando i mafiosi ed i collusi”. “Oggi Terranostra contro le mafie e soprattutto i giovani di Agrigento – dice Azzurra Saviano – sono presenti per dimostrare la propria solidarietà agli imprenditori che hanno denunciato evidenziando che il nostro impegno  contro il racket e la criminalità organizzata è fatto non solo di sensibilizzazione per le strade ma anche di azioni concrete. Chi denuncia non è solo”. L’associazione antiracket agrigentina, costituita da imprenditori e professionisti, assiste le vittime della criminalità organizzata e le sostiene nella denuncia e nei percorsi conseguenti in adesione al concetto che consentire alle imprese ed ai commercianti di produrre senza il condizionamento mafioso serve a contribuire a migliorare la nostra economia e più in generale il benessere sociale della cittadinanza tutta ed è un percorso imprescindibile di libertà individuale e collettiva.

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