Progetto Agrigento sul Bilancio comunale: Fare come il buon padre di famiglia

Progetto Agrigento-2AGRIGENTO, ore 19:19 – Intervento dei coordinatori e portavoce del movimento “Progetto Agrigento”, Marcello Fattori e Calogero Di Piazza sul Bilancio di previsione del Comune in discussione in Consiglio. Con il bilancio comunale l’ente assegna le risorse alle spese che lo stesso affronta. Volendo semplificare, si potrebbe prendere come termine di paragone la classica famiglia, la quale per essere efficiente e riuscire ad andare avanti nel corso dell’anno dovrà affrontare spese ordinarie e straordinarie non superiori a quanto nello stesso periodo è entrato con gli stipendi. In altre parole il Comune andrebbe gestito dai vari organi preposti, allo stesso modo e con la stessa diligenza di un buon padre di famiglia e con il fine ultimo di progredire e sviluppare nel breve e nel lungo periodo mantenendo sempre inalterato il fondamentale equilibrio di bilancio. Quanto appena accennato non è purtroppo avvenuto negli ultimi anni al Comune di Agrigento. Dando infatti un semplice sguardo agli ultimi bilanci comunali ci si accorge facilmente di come male sia stato gestito tale ente. Una prassi consolidata e molto utilizzata da tanti Comuni italiani per alterare i rendiconti e dunque consentire maggiori spese agli amministratori è quella dei residui attivi gonfiati. Per residui attivi si intendono le entrate accertate ed iscritte in bilancio ma mai arrivate nelle casse del Comune. Gran parte di questi sono quasi sempre di dubbia o impossibile esigibilità e nonostante ciò i Comuni li riportano di anno in anno negli attivi di bilancio comportandosi come se tali somme fossero in cassa, andando a sostenere dunque spese che non si sarebbero mai potuti permettere. Questo è un pò quello che è accaduto nei precedenti anni ad Agrigento e lo dimostrano gli svariati milioni di euro iscritti nel bilancio comunale alla voce residui attivi. Gli attori preposti al bilancio comunale, hanno negli anni creato un deficit occulto finanziando con entrate fittizie spese reali e generando grossi buchi in termini di liquidità. E’ facile intuire che la situazione dell’ente è molto delicata e compromessa, necessitando dunque di interventi seri e mirati da prendere nel più breve tempo possibile per evitare il tracollo. Di azioni da intraprendere per provare a risanare questo ente disastrato ce ne sarebbero parecchie, ma la cosa fondamentale sarà quella di programmare ogni cosa nei minimi termini e senza farsi sfuggire alcun particolare. Per il recupero dei crediti si dovranno innanzitutto intraprendere azioni legali “forti”. Per far cassa si potrebbero implementare dei piani di alienazioni dei beni non strategici e quanto altro vendibile del Patrimonio Comunale in generale, rafforzare il servizio parcheggi a pagamento e svolgerlo in economia con personale del Comune, realizzare impianti fotovoltaici su coperture edifici pubblici e l’amministrazione potrebbe attivarsi per l’insediamento di impianti collegati al ciclo dei rifiuti presso il territorio del Comune con una capacità tale da assicurare importanti entrate extra tributarie e al tempo stesso eventuali riduzioni della spesa per lo smaltimento che si tradurrebbero tra l’altro in minore tariffa gravante sui cittadini. Sarà di fondamentale importanza l’istituzione della tassa di soggiorno per generare nuove entrate nelle casse comunali, grazie alla quale si potrà investire sul turismo, ad esempio potenziando la località balneare di San leone creandovi le condizioni affinchè investitori privati realizzino strutture balneari nelle spiagge le quali tra le altre cose apporterebbero maggiori entrate come tassa di occupazione suolo pubblico. Gli abusi conclamati ad Agrigento sono parecchi, ma il numero reale, considerata una stima del sommerso, potrebbe corrispondere al doppio se non, addirittura, al triplo di quei “parecchi”. Sarà fondamentale utilizzare al meglio la pratica delle sanatorie edilizie mediante la quale si potrebbero incassare cifre realmente consistenti. Altro aspetto importante e da non sottovalutare sarà quello del saper guardare ed attingere agli aiuti esogeni, sarà dunque importante perseguire una politica economico finanziaria partecipata attenta alla valorizzazione delle risorse interne e alle opportunità che provengono dal contesto europeo e internazionale; una politica in grado di cooperare ed attingere dal mondo bancario, societario, istituzionale internazionale per agire e sviluppare il livello locale e ridurre l’indebitamento con operazioni finanziarie a livello internazionale dirette alla sua rimodulazione e convenzioni con alcune banche per la cessione dei crediti dei fornitori comunali con pagamenti rateizzati in più anni.

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