Prostituzione: coinvolti anche professionisti

prostituzioneCanicattì, ore 19.31 Ci sono avvocati, impiegati, proprietari di alberghi e anche professionisti che operano tra Canicattì, Campobello di Licata, Camastra, Palma di Montechiaro e Licata tra le persone indagate dalla Procura di Agrigento nell’ambito di una inchiesta contro lo sfruttamento della prostituzione che nel 2009 portò in carcere L.P., 47 anni di Camastra, accusato di indurre la moglie una casalinga di 46 a vendere per denaro il proprio corpo. Infatti, la Procura di Agrigento, ha inviato agli indagati oltre al marito della donna, altre 19 persone, l’avviso di conclusione delle indagini e contestualmente ha fissato per il prossimo 18 settembre, l’udienza preliminare davanti al Gip Ottavio Mosti nel corso della quale verrà deciso il loro rinvio a giudizio o meno. Il provvedimento è firmato dal Pubblico Ministero Arianna Ciavattini, la quale per tutte le persone rimaste coinvolte in questa storia e per il marito della donna ipotizza il reato di sfruttamento della prostituzione. Parte offesa e vittima di questa incredibile vicenda è proprio la moglie ddell’uomo madre delle sue due figlie. La vicenda venne a galla nel luglio del 2009 quando i Carabinieri della Compagnia di Licata, in collaborazione con i militari della Compagnia di Canicattì, arrestarono L.P., 47 anni, disoccupato, nato in Germania ma residente a Camastra. L’uomo secondo gli inquirenti avrebbe aiutato sua moglie ufficialmente di professione casalinga, ad avere rapporti sessuali a pagamento con diversi uomini dell’hinterland, ed in prevalenza con gente di Canicattì, Campobello di Licata, Licata, Camastra e Palma di Montechiaro. L’uomo si occupava di organizzare gli incontri, prendendo appuntamento per via telefonica o chiedendo aiuto a quattro canicattinesi, tutti raggiunti all’epoca dalla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Agrigento che prevedeva il divieto di dimora in provincia per aver favorito e sfruttato la prostituzione.. I canicattinesi implicati facevano da intermediari, cercando clienti per la moglie dell’uomo ed in cambio ottenevano sconti sulle prestazioni o incontri sessuali gratuiti, e solo in alcuni casi denaro. I costi delle performance della signora variavano in base alle richieste dei cosiddetti “utilizzatori finali” e si aggiravano attorno ai 100 euro, con picchi a volte anche più alti. Gli incontri, a cui la donna giungeva accompagnata dal marito, avvenivano in alcuni alberghi della provincia, tra cui in particolare un hotel di Canicattì, ma anche a casa dei clienti che richiedevano la compagnia della signora. La protagonista della vicenda, madre di due figlie, una minorenne e una maggiorenne, non è stata raggiunta da alcun provvedimento in quanto la prostituzione in sé non costituisce reato. L.P. invece, raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere era stato arrestato e rinchiuso presso il carcere di contrada Petrusa ad Agrigento. L’indagine, condotta dalla stazione dei Carabinieri di Camastra all’epoca venne coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Gemma Miliani.

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