Protestano i farmacisti dell’associazione Forum Flnc

 

  Agrigento, ore 9.30 Protestano i farmacisti dell’associazione Forum Flnc, Farmacie libere non convenzionate, che intervengono con una nota sull’attuale vertenza legata alla liberalizzazione della categoria. A firmarla ci sono anche due farmaciste agrigentine, Cinzia Puleri e Adele Di Caro che insieme a Irene Silvestri, Paolo Fenu, Rosalia Cannarsa, Marco Longagnani, Michela Monti, Debora Loddo, Alberto Morsello Maria de Marco, Federica Giuzio, Erario Supremo, Maurizia Cau, Marcella Fiorentino e Ileana Cozzolino, rivendicano il loro ruolo di farmacisti. “Siamo dei farmacisti a tutti gli effetti – scrivono abbiamo sostenuto un esame di stato che ci ha abilitati alla professione e siamo regolarmente iscritti ai relativi ordini di appartenenza provinciale. In sintesi siamo dei Farmacisti. Quello stesso Stato che ci ha abilitati, oggi di fatto ,ci nega di poter esercitare liberamente e in tutta coscienza la professione. Le parafarmacie nascono nel 2006 dall’ormai famoso Decreto Bersani e molti farmacisti non titolari hanno approfittato di questa famosa lenzuolata. Non è nostra intenzione scardinare il sistema, bensì averne l’accesso. Oggi più che mai ci battiamo per la vera liberalizzazione che non è che solo rafforzare un monopolio già esistente con l’apertura di altre farmacie, ma l’istituzione della Farmacia Non Convenzionata,figura
giuridica già largamente riconosciuta in molti altri stati europei,molto più all’avanguardia di noi,ancora saldamente ancorati al potere delle vari lobby,che tengono in mano un intero sistema politico. L’apertura di un doppio canale di distribuzione del farmaco,che comporterebbe la possibilità per il cittadino ,già abbastanza provato dalla forte crisi economica, di poter usufruire di un mercato competitivo,che comporta l’abbassamento dei prezzi. Noi abbiamo seguito lo stesso percorso di studio dei farmacisti titolari, siamo inseriti nella stessa filiera del farmaco al pari delle farmacie e con gli stessi doveri a garanzia del cittadino; paghiamo lo stesso contributo
previdenziale (ENPAF), versiamo la stessa quota di iscrizione obbligatoria alla federazione dei farmacisti (FOFI). Ancora una volta si prendono gioco di noi con la farsa dell’aumento delle farmacie, che comporterà solo un aumento del potere delle lobby .La federazione dei titolari farmacia (FEDERFARMA) e la FOFI insistono nel binomio farmacista-farmacia,noi affermiamo con rabbia e convinzione che il binomio deve essere farmaco-farmacista riconoscendo solo nella figura del farmacista la vera garanzia per i cittadini. Siamo stanchi di essere considerati
farmacisti di serie B perché non abbiamo alle spalle famiglie di farmacisti o famiglie che
possano permettersi di comprare una farmacia e soprattutto perché osiamo ribellarci ad un sistema evidentemente iniquo. Non è possibile che venga ancora consentita la comune prassi di ereditarietà e compravendita della convenzione con il SSN impedendo di fatto ad altri
farmacisti aventi titolo di accedere al sistema. Non è più neanche tollerabile che i titolari facciano terrorismo gratuito sbandierando ai 4 venti licenziamenti vari, quando in realtà adesso saranno costretti ad assumere un numero specifico di collaboratori in rapporto al fatturato della
farmacia. Continueremo a chiedere con fermezza in ogni sede politica dignità professionale e la vera liberalizzazione con l’istituzione della Farmacia Non Convenzionata. Alla stessa stregua di tutti gli altri professionisti che hanno riconosciuto dallo stato, la possibilità di poter operare a scelta nel pubblico o,nel privato. Senza il canale alternativo si perderanno i benefici economici di cui hanno usufruito i cittadini in questi ultimi cinque anni con l’esperienza delle parafarmacie, non è pensabile una diminuzione di prezzi in un regime di monopolio e senza concorrenza. La parafarmacia italiana sta morendo e ad impartirne l’ estrema unzione è stato inspiegabilmente il capo del Governo Mario Monti in nome della giustizia e dell’equità sociale. Noi titolari di parafarmacia, che abbiamo investito i nostri risparmi e acceso mutui per investire in questa attività, ci chiediamo: quale sarà la sorte delle nostre famiglie? Quale la sorte delle famiglie dei nostri collaboratori? Un’ultima considerazione, le farmacie hanno vinto, le loro richieste sono state accolte, la vendita al dettaglio dei farmaci resta un loro monopolio e allora ci chiediamo: perché scioperano?