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Racalmuto, Enzo Sardo scrive al presidente dell’Ars: la politica è la prima forma di carità

Racalmuto, ore 9:08 Enzo Sardo, uomo di cultura di Racalmuto ha scritto una lettera aperta al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana per ricordare che la politica è la prima forma di carità. Ecco il testo:

Egregio Presidente, On. Francesco Cascio

vorrei ricordare a Lei e a tutti i parlamentari della Regione Sicilia che in questo periodo storico quello che affligge l’Italia ela Siciliaè un problema di carattere etico, economico, sociale e culturale e non di democrazia rappresentativa. Voglio ricordare a tanti deputati distratti o poco informati che il primo Parlamento al mondo nasce in Sicilia e precisamente a Palermo. Ruggero II Proclamato RE a Palermo nel 1130 diede vita alla Curia Regis (che corrisponde all’attuale Governo) e alla Curia Generalis che corrisponde all’attuale Parlamento. Successivamente nel 1398 Re Martino convocòla Curia Regisa Siracusa e tra il riordino di molti settori della vita sociale pensò di organizzare il Parlamento in tre Camere chiamate anche bracci. Quello ecclesiastico, quello baronale e quello demaniale. I braccio ecclesiastico era composto da un numero che variava da60 a66 componenti, tutti Vescovi Abati, Priori ed alcuni religiosi prestigiosi della Sicilia. Il braccio baronale era composto da tutti i nobili titolari di feudi. Il loro numero era intorno a 70. Il braccio demaniale era costituito dai rappresentanti delle città libere chiamate demaniali  il cui numero era di circa 70. Tale struttura rimase in vigore  fino all’inizio del 1812, perché dal 1812 al1816, inSicilia, si ebbe un Parlamento  formato da due Camere di tipo inglese,la Cameradei Pari, cioè dei nobili composta da 185 membri ela Cameradei Comuni composta da 155 rappresentanti del popolo. Dopo la seconda guerra mondiale per evitare chela Siciliasi separasse dal resto d’Italia il Parlamento nazionale, con legge costituzionale n.2 del 26 febbraio1948 haapprovato lo Statuto Siciliano che all’art. 3 recita “l’Assemblea regionale è costituita da novanta deputati eletti nella Regione a suffragio universale diretto e segreto”. Considerato chela Siciliaper diversi secoli è stato un regno molto importante con un parlamento adeguato sotto il profilo numerico e che la democrazia rappresentativa, in questo periodo storico, non può subire mortificazioni, io credo che il numero dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana non deve essere modificato (anzi deve essere aumentato) e per effettuare risparmi sarebbe utile e proficuo limitare i compensi doro che la regione siciliana non può mantenere, sarebbe bene collocare in pensione i propri dipendenti a sessanta anni, sarebbe bene eliminare l’ATO acqua e l’ATO rifiuti e tutti i consigli di amministrazioni di enti che storicamente non hanno più la funzione per cui sono stati creati, (vedi consorzi di bonifica, Istituti Autonomi delle Case Popolari e tanti altri). Sarebbe utile ed opportuno ridurre i compensi dei burocrati che sono stati aumentati a dismisura senza nessun supporto giuridico, ricordo che l’art. 36 della Costituzione italiana recita. “ Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.  Egregio Presidente l’Assemblea Regionale Siciliana ha il compito di rappresentare la storia di un grande popolo ed il Palazzo dove è ubicata è una grande testimonianza, in ogni caso non va ridotta la democrazia di un popolo, ma vanno eliminati sprechi e privilegi che non possono sopravvivere in periodi di grande difficoltà economica. Non ci sono più soldi per buttarli in compensi inutili, ma quei pochi che ci sono devono essere utilizzate per creare benessere e sviluppo. Ricordo a me stesso e a tutto il popolo siciliano che il denaro pubblico non va utilizzato per creare ricchezze immotivate e povertà giustificate, ma va utilizzato per creare benessere diffuso, crescita culturale, sviluppo economico ed equilibrio sociale. Io credo che serva una nuova democrazia ribattezzata dai valori cristiani.  Al popolo siciliano ed al nostro paese Serve una classe dirigente entusiasta, colta e preparata che sappia produrre benessere e prosperità. Il futuro di un popolo dipende dalla sua cultura, arroganza e tracotanza creano devianze e violenza, solidarietà e riconciliazione creano benessere e serenità. Mi piace ricordare il grande insegnamento di Paolo VI: “ La politica è la prima forma di carità”.

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