Rapina scoperta grazie al Dna: arrestato Angelo Sferrazza

CANICATTI’ – I militari della locale Stazione Carabinieri hanno tratto in arresto Angelo Sferrazza,  in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento in quanto, dall’attività di indagine svolta, emergono gravi indizi di colpevolezza  in ordine al delitto di rapina aggravata commessa il 3 agosto del 2014 presso il distributore Agip sito in Canicattì via Carlo Alberto.  In tale data lo Sferrazza dopo essersi travisato ed armato di coltello consumava la rapina in danno del gestore del distributore, facendosi consegnare l’incasso giornaliero, sotto la minaccia dell’arma. Subito dopo si dava a precipitosa fuga durante la quale perdeva il cappellino che indossava. I militari dell’Arma di Canicattì dopo avere visionato dei filmati dell’impianto di videosorveglianza, risultati poco utili in quanto il rapinatore aveva il viso coperto, puntavano tutto sul cappellino indossato dal rapinatore che ha rappresentato la chiave risolutrice del caso poiché i Carabinieri, dopo avere prelevato il materiale biologico in esso contenuto, lo comparavano con il DNA estratto dai campioni di saliva prelevati da Sferrazza. A tale soggetto i Carabinieri sono giunti dopo laboriose ed articolate indagini che hanno fatto convergere i sospetti sullo Sferrazza, le cui caratteristiche fisiche sono risultate simili al rapinatore. Dalla comparazione tra il materiale biologico prelevato dal cappellino e quello prelevato dai campioni effettuati sul rapinatore successivamente è arrivata la prova certa del suo coinvolgimento nella rapina. I Carabinieri del Ris di Messina, infatti hanno dichiarato perfettamente sovrapponibili i due Dna certificando in tal modo la responsabilità dell’odierno arrestato. Ancora una volta la “prova scientifica” ha risolto un caso che diversamente sarebbe rimasto senza un colpevole, tenuto conto che Sferrazza al momento della rapina era a viso coperto.

Angelo Sferrazza, con precedenti specifici, è stato condotto agli arresti domiciliari con l’applicazione del sistema di controllo elettronico, il cosiddetto braccialetto elettronico.

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